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lunedì 4 luglio 2011

La pallina da ping pong!





Molti amici in questi passati giorni mi hanno domandato della foto che ho messo in copertina al blog.
Dalla sensazione che ho percepito credo sia una foto che non e' piaciuta, pero' ci terrei molto a spiegarla per quello che e' realmente, quindi non pensate alla fotografia come fine a se stessa, ma pensate alla fotografia come una porta d'entrata, un buco nero del quale non conoscete nulla, dove pero' vi porto ogni giorno attraverso i miei pensieri e riflessioni scritte, pensieri che voglio provare ad illuminare perche' rappresentano le questioni oscure che ogni giorno ognuno di noi affronta.
L'oscurita' e' tale solo perche' non portiamo una luce, la luce e' cio' che svela a noi stessi chi siamo, le nostre paure, le nostre debolezze, ma anche le nostre virtu', le nostre qualita', i nostri talenti, i nostri valori, quindi questa immagine (così la voglio definire) rappresenta il buttarsi nell' esistenza calandoci nell'oscurita' per poter portare la luce in ogni angolo del nostro essere sconfiggendo cosi' il male assoluto, l'ignoranza!

L'oscurita' e' per me l'ignoranza, e' il non conoscere prima di tutto noi stessi, ignorare noi stessi, i nostri desideri piu' profondi, le nostra paure piu' profonde, questo crea e scatena una serie di conseguenze anche nella società, proprio perche' se non ci conosciamo e ci incontriamo con altri che non si conoscono si innesca un meccanismo che definirei caos eterno, in questo caos accadono cose delle quali non siamo ne' consapevoli, ne' consci, ne' capaci di prevederle, quindi impreparati nella gestione a livello intellettuale ed emotivo.

Quindi cio' che mi premeva raccontarvi e' che il blog per me e' una cosa seria, e' una ricerca profonda di senso delle cose, del senso di chi sono davanti agli episodi anche piu' banali che ogni giorno mi accadono, cercando di trovare la conspevolezza piu' profonda attraverso la gestione delle mie emozioni, per trovare il senso nel mio modo di pensare che riflette poi quello di agire.
Agire per interagire e non reagire agli avvenimenti che mi accadono e che accadono su questo pianeta, inserito nel sistema solare, inserito nell'universo, dove quindi siamo soggetti a sollecitazioni e leggi che neppure immaginiamo e che invece plasmano i nostri comportamenti rendendo l'ambiente in cui viviamo, il cibo di cui ci nutriamo, le impressioni che ci raggiungono ogni giorno fonte essenziale del benessere o del malessere.

Potremmo definirci "palline da ping pong sul tavolo dell'universo!"

Simpatica la definizione di pallina da ping pong... immaginiamo allora di essere quella pallina da ping pong colpita e lanciata dentro l'oscurita' che ha ben rappresentato Anish Kapoor con la sua opera, che non e' altro che l'immagine della copertina del blog!
By the way, la foto accanto e' cio' che si vede quando si entra e si e' dentro la scultura di Kapoor, la luce nell'oscurita', il lume della conoscenza nell'oscurita' dell'ignoranza, mentre sopra le due foto c'e' la pallina da ping pong... l'unica cosa reale!

venerdì 17 giugno 2011

Il silenzio della notte






















« La notte suggerisce, non mostra. La notte ci turba e ci sorprende per la sua stessa stranezza, libera quelle forze dentro di noi che di giorno sono dominate dalla ragione. » (Brassai)

Non mi considero affatto un esperto di fotografia, non sono neppure un tecnico, sono molto istintivo e guardo le cose sempre con un taglio molto personale, molto singolare. Anni fa scoprii Brassai e mi ritrovai subito nel suo lavoro, mi ritrovavo nella notte, mi ritrovavo nei paesaggi immobili, eterni di Parigi, io stesso ho camminato in solitudine nascosto nella notte per poter esplorare me stesso. Forse sara' l'oscurita', forse sara' il silenzio ma la notte e' una via di fuga, un momento nel quale e' possibile, esplorare, scoprire, creare, avere paura. Io ho paura, sono accompagnato dalla paura, ma non ho paura di cio' che normalmente ci viene presentato dalla societa', non ho paura di incontrare un marocchino o un ladro la notte mentre cammino nel buio, ho paura della vita che corre e dei giorni che passano in fretta ed io non riesco a catturarli a fermarli, a goderli. Allora la notte cammino, pensando a come catturare il giorno, perche' la notte non passa veloce come il giorno, chi sta sveglio la notte sa bene che intendo, ma e' lenta e' cadenzata da rumori particolari, da rumori indecifrabili, dei quali non conosciamo l'origine e che ci permettono di immaginare chissa' quali pericoli. Il suono nelle orecchie di notte e' vuoto, e' pieno, e' continuo, e' intenso, il suono durante il giorno e' confusione, rumore, non riusciamo a stare con noi, con le nostre paure, non gli permettiamo mai di uscire, ma la notte e' il silenzio, ed e' in quel momento che escono i nostri demoni, le nostre paure e che gridano forte. Io resto sveglio spesso la notte per incontrare le mie paure, di incontrare i miei demoni, restando nel silenzio, sono momenti impagabili che mi permettono di riequilibrare la mia giornata, di dare spessore alle esperienze quotidiane, senza la notte non avrei incontrato me stesso, il mio lato oscuro, e invece incontrandomi ho accettato le mie paure, ho conosciuto i miei demoni, portato la luce come nelle foto di Brassai riesce ad illuminare gli angoli piu' buii della citta', gli angoli buii dell'anima, Brassai riesce a ricordarci che la notte e' fatta per muoversi per incontrare e per illuminare cio' che non conosciamo, superando la paura e dimenticando per una notte il bisogno di riposare ed ascoltare noi stessi nel silenzio, nella paura, nella parte piu' intima, dove nessuno e' mai penetrato, dove nessuno a parte noi puo' penetrare.