lunedì 11 aprile 2011

se ridi vivrai piu' a iungo...

Oggi leggendo dei giornali online mi e' capitato un articolo che mi ha molto colpito e stimolato alcune riflessioni...

Se sorridi, vivrai più a lungo! Ora c'è la prova scientifica!

Lo definiscono Benessere Soggettivo - in sigla SWB, dall’inglese Subjective Well Being - e quantifica il giudizio che ognuno dà alla sua vita, il grado di soddisfazione esistenziale e professionale. Un elevato SWB pare abbia un effetto diretto sulla salute e sulla longevità, facendola aumentare addirittura del 14 per cento. È quanto sostiene il professor Ed Diener che da decenni studia la felicità e i suoi effetti, ritiene che a questo effetto "salutare" concorrano soprattutto quattro fattori:

1. soddisfazione nella vita;
2. assenza di emozioni negative;
3. ottimismo e presenza di emozioni positive;

Queste ultime, però, devono essere moderate, perché se sono eccessive o troppo repentine - avverte Diener - hanno paradossali effetti negativi. Un po' di humour, comunque, può sempre aiutare, perché come ha dimostrato lo studio norvegese HUNT 2, seguendo 53.500 persone per oltre 7 anni, prendere le cose con ironia allunga la vita.

Sentimenti positivi come gioia, speranza, voglia di fare, soddisfazione esistenziale, speranza per il futuro, ottimismo e humor hanno invece buoni effetti anche di fronte alla malattia, come è stato evidenziato in pazienti affetti da HIV, con blocco renale, colpiti da infarto, e può migliorare perfino la risposta alle cure palliative somministrate in caso di gravi tumori.

Sorridere fa bene, ma come si fa a sorridere e come tenere le emozioni negative fuori dalla nostra vita?

Ho scoperto che il miglior modo per tenere le emozioni negative lontane da me e' di fare cio' che mi fa felice, davvero intimamente e profondamente felice; in tal caso anche le difficolta' si trasformano in opportunità di crescita, gli errori diventano parte integrante del percorso quotidiano in grado di segnalarci quanto stiamo facendo, la nostra storia quotidiana quindi puo' avanzare verso i nostri obiettivi, le nostre ambizioni, i nostri desideri per vivere a pieno.
Le emozioni negative gravitano intorno a noi quando non stiamo facendo cio' che ci rende felici ed intervengono costantemente per far deragliare ogni nostra iniziativa; ma se il nostro focus e' fare cio' che ci fa felice allora le emozioni negative non possono intervenire su di noi in nessuna maniera perche' siamo protetti dai nostri desideri piu' intimi, dai sogni piu' grandi, e mentre li stiamo realizzando siamo come degli innamorati che hanno occhi solo per l'innamorata.
Insomma, per vivere felicemente ci vuole coraggio, per sorridere ci vuole coraggio, per amare ci vuole coraggio, per avere sogni ci vuole coraggio, per realizzarli ci vuole coraggio, di fronte alla vita ci vuole coraggio.
Coraticum significa per cuore, nella vita ci vuole cuore che non casualmente e' la sede delle emozioni piu' straordinarie che ogni essere e' in grado di provare e sperimentare in particolare l'amore.

giovedì 7 aprile 2011

my little brain, my great universe

"Oggi vi parlero' del cervello umano. Pensiamo solo un attimo alla questione. Qui c'e' un pezzo di carne, meno di un chilo e mezzo, che potete tenere nel palmo della vostra mano. Ma che può comprendere la vastità degli spazi interstellari. può indagare il significato dell'infinito, chiedersi il significato della sua stessa esistenza, riguardo alla natura di Dio.
E questa è veramente la cosa più straordinaria del creato. E' il più grande mistero riguardo l'essere umano: Com'e' possibile tutto cio? Bene, come sapete, il cervello è fatto di neuroni. Ci sono 100 miliardi di neuroni nel cervello adulto. Ogni neurone ha dalle 1.000 ai 10.000 connessioni con gli altri neuroni del cervello. E su questa base, è stato calcolato che il numero di trasformazioni e combinazioni dell' attivita' del cervello è superiore al numero di particelle elementari dell'universo."

Su queste premesse del Professor Ramachandran dell'Universita' della California sto riflettendo ormai da qualche tempo, da qualche anno.
Mi sono sempre chiesto come cambiare idea, come cambiare abitudini, come essere creativo, come essere capace di ricordare i momenti piu' belli che in ogni istante stavo vivendo, oppure fare tesoro di quelli piu' impegnativi per poter ridisegnare costantemente la mia vita, ma soprattutto mi sono sempre chiesto come poter rimanere legato a cio' che amo senza cambiare idea costantemente e poi come essere certo che quello che amo mi fa felice?
Insomma un questionario profondo, fino a quando ho scoperto che tutto dipende da me, dipende da come mi esercito all'interno della mia mente, che non e' il cervello. Il cervello e' come un libro bianco con nulla scritto, la mia mente sono le cose che ci sono scritte sulle pagine bianche. Allora mi sono chiesto ma chi ha scritto sulle mie pagine bianche?
E qui mi sono illuminato, ha scritto nelle pagine il mio dna, ha scritto l'ambiente in cui sono nato, ha scritto l'educazione, ha scritto le esperienze che ho avuto, ha scritto i libri che ho letto e le persone che ho incontrato; ho cosi' iniziato un piccolo lavoro quotidiano di riscrittura sia sulle pagine bianche ancora disponibili, sia su quelle gia' scritte facendo un po' di copia e incolla, facendo delle correzioni per poter iniziare a scrivere sulle pagine del mio cervello i pensieri che volevo che la mia mente frequentasse e cosi via... oggi mi rendo conto di essere lontano dalle risposte ai quesiti che ognuno di noi ha ma certamente sulla strada maestra per raggiungere la mia pace, per avvicinarmi alle domande che dentro di me ancora chiedono risposta.
Dentro il mio cervello, nella mia mente ho iniziato un viaggio meraviglioso alla scoperta dell'universo che e' dentro me, nel silenzio mi muovo come un ricercatore, alla ricerca della luce.

martedì 5 aprile 2011

Nel caos ipnotico

Le abitudini sono il veleno che immobilizza! Lo status-quo e' lo stato che mai dovremmo percepire nella vita altrimenti nulla sara' possibile e la morte per asfissia ci raggiungera'.
Sono a milano, sono a roma, sono in treno, sono in auto, sono a piedi e tutto intorno e' immobile. Sono immobili le idee, sono immobili nella paura i cuori, schiacciati nel caos ipnotico... Ognuno addormentato nei suoi personali bisogni!
Dobbiamo cercare in noi uno spazio di silenzio per non essere portati via dal caos... Che ne pensate?


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martedì 29 marzo 2011

Testing connection

This is the world we Are living...


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Solare o nucleare... dipende da noi!!!

Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica:
"Né petrolio né carbone 
soltanto il sole può darci energia"

Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.

Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media".

Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva.

Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà.

Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?

"Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".

Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?

"Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni (20 anni in Italia) di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie".

Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito?

"Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo".

In che cosa consiste?

"Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile".

Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?

"E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".

Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole...

"Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso".

E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?

"Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità".

Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...

"E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".

Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.

"D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".

Se è così semplice, perché allora non si fa?

"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".

neurons...

..penso anzi il Prof. Rizzolatti pensa e ha provato che l'empatia e' una naturale predisposizione dell'essere umano, quindi sono stanco di sentire parlare di divisioni, di buoni cattivi, destra sinistra... siamo tutti sullo stesso pianeta con lo stesso obiettivo, essere felici quindi cerchiamo di conoscerci interiormente meglio per poter interagire e creare relazioni di empatia con chiunque e dico chiunque ci circonda!

http://www.youtube.com/watch?v=aZcreORxJ2o

http://www.youtube.com/watch?v=Zx8_R716FSE

l'interprete, io chi???

In questi ultimi tempi mi sono reso conto dell'importanza della responsabilità!

Essere responsabile non e' solo prendersi onori e glorie ma e' principalmente rendersi conto degli errori che quotidianamente ci accadono e farli diventare un trampolino per il miglioramento, lo sviluppo, l'auto-disciplina, la presa di coscienza, appunto la presa di responsabilità!

E invece che cosa ci accade appena sbagliamo?

Non e' colpa mia, e' colpa sua, colpa loro, colpa della società...

Il professor Gazzaniga neuroscienziato di fama mondiale invece con la sua scoperta rimette le cose a posto e ce lo spiega con semplicita, mostrandoci le dinamiche che sono insite nell'essere umano, che si sono sviluppate nell'uomo insieme alla sua evoluzione.
Proviamo ancora a dire adesso che non e' colpa nostra!!!

Io, io chi?

Gian Luca Bianco