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venerdì 23 novembre 2012

Un giorno tutto questo sarà tuo!





Non sono un elettore del PD, in verita' non mi considero neppure piu' un elettore, sono di quelli che ancora non hanno trovato casa, forse la troverò un giorno solo dentro di me, percio' mi permetto da osservatore esterno di consigliare gli elettori del PD, (quando ci sara' occasione consigliero' anche agli elettori del PDL) di farsi una domanda profonda, quella di provare ad immaginare l'Italia tra vent'anni, ovvero l'Italia di chi oggi ha due o tre anni, di immaginarla come vorremmo che fosse, di immaginare come vorremmo che fossero i mezzi pubblici, le poste, le banche, gli ospedali, le pensioni, le citta', le ciclabili, le autostrade, i traghetti, le statali, i semafori, i pronto soccorso, le relazioni con gli altri cittadini, le scuole, gli asili, le universita', i contratti di lavoro e le opportunita' di realizzare i propri talenti con impegno e merito, i marciapiedi, e gli angoli di campagna, le discariche, lo smaltimento di rifiuti tossici e non tossici, i supermercati, i mercati, i trasporti di merce, le relazioni con l'Europa, le relazioni con il mondo tra vent'anni, le immigrazioni, la coesistenza, la multiculturalita', i nuovi media, i giornali, le televisioni e le proposte fatte, insomma pensare, pensare, pensare, riflettere riflettere riflettere, preparare preparare preparare, questo dobbiamo fare oggi tutto insieme, chiederci che mondo desideriamo vivere e mentre ce lo chiediamo informarci, discriminare, liberare la nostra mente dalla paura, e dall'ideologia che ci ha formato e ha suo malgrado distrutto il piu' bel paese del mondo, un paese che era all'avanguardia nella creativita', nell'impresa, nella cultura, nell'arte, nelle scienze, nell'accoglienza.
Dobbiamo chiederci senza se e senza ma chi rappresenta ora una vera innovazione e chi e' in grado di spingere questo enorme circo altrove, tenendo presente che le ruote del circo ora sono sprofondate nella melma e la melma si e' seccata.
Percio' questo e' cio' che mi auguro domenica per tutti voi elettori del PD di avere il coraggio di non votare piu' tutti coloro che hanno contribuito a fondare e affondare il circo e vi affidiate con lo spirito critico a coloro che danno segni di vitalita' e di visione. Senza una visione non e' possibile realizzare nulla, siamo ancora in tempo ma dobbiamo rinnovarci e il rinnovamento e' provare a pensare al futuro con i desideri che abbiamo nel presente, proiettarci e proiettare i nostri figli nel mondo del 2033 e sognare altro da quello smog, dalla spazzatura che oggi tutti ci buttano addosso, una spazzatura che hanno creato e non hanno neppure mai pensato a come smaltire!
Lasciate perdere Bersani che non solo naviga a vista ma e' una mela ormai passata, caduta dall'albero e in putrefazione, lasciate perdere Vendola le cui visioni sono confuse come sono confusi i modi in cui intende realizzarle; considerate seriamente Matteo Renzi che ha energia, spregiudicatezza, coraggio, arroganza che non fa male perche' e' parte della forza della gioventu' e del mondo che si immagina, considerate Laura Puppato che e' una donna libera e ha una sensibilità rara sul panorama politico...

Non abbiate paura di prendere una nuova decisione per la vostra vita e lasciate che i detrattori che hanno ucciso il piu' bel paese del mondo possano pagare nel dimenticatoio i loro peccati di superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira ed accidia, estendendo a quasi tutta la classe politica questo richiamo che suona come espulsione.

Ho trovato poco fa una breve dichiarazione di un personaggio di cui si puo' dire tutto ma non che non sia stato all'interno del Parlamento e che non conosca a menadito i personaggi di cui parla:

PIETRO ICHINO - "Le roccaforti della sinistra non stanno fra i precari, ma nel pubblico impiego, non stanno fra i giovani, ma fra i vecchi, non fra chi rischia di piu' ma fra chi rischia di meno''. Cosi' Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, 'rottama' le politiche sul lavoro della vecchia sinistra in Italia, dal palco della convention di Renzi. Ichino ha criticato quella sinistra che ''non ha dato niente agli esclusi, ma ha difeso solo i piccoli diritti di chi qualche diritto aveva, questa sinistra deve fare una profonda autocritica''. Quella stessa sinistra che, ad esempio, ''ha difeso come chiave di volta - ha aggiunto - la regola dell'inderogabilita' assoluta del Ccnl'', arrivando ''in ritardo di 10 anni rispetto a Germania e Svezia all'accordo che ha sancito l'esatto contrario. Avete sentito qualcuno dire
'scusate, abbiamo sbagliato'? No, c'e' sempre la presunzione di essere nel giusto, anzi all'avanguardia della sinistra mondiale''. E Renzi, dopo l'intervento del giuslavorista ha subito twittato: "C'e' piu' sinistra in cinque minuti di Ichino che in 10 anni di discussione dei soliti noti''.

Non gettate la vostra preferenza nel cestino, gettate il vostro cuore nel futuro e votate per coloro che vi sanno scaldare e vi danno garanzie!

martedì 9 ottobre 2012



Le parole che seguono non hanno alcun valore religioso per me ma sono la colonna portante su cui sto costruendo fattivamente la mia vita. Sono felice di condividerle, anche se in apparenza con un pubblico vastissimo e che potrebbe non essere in alcuna maniera interessato a leggerle.
Il mio obiettivo non e' quello di arrivare a tutti ma di arrivare a coloro che come me hanno realizzato che la vita e' un semplice percorso, innescare perciò quella domanda sacra che tutto muove, per comprendere che il passaggio terreno e' l'opportunita' per costruire un vita appassionata e piena di gioia per condurci al Grande Passaggio realizzato nella vacuità e nell'armonia.
Se il passaggio ad ognuno di noi sembra molto lontano, cosi' auguro, vorrei anche spiegare che per me personalmente queste parole che seguono hanno invece un profondo valore e profonde radici nel quotidiano, mi spiego meglio: l'assunzione di un atteggiamento benevolo e compassionevole puo' essere realizzato in ogni istante della nostra giornata, in particolare davanti a situazioni che ci creano tensione, perche' il passaggio di cui io sono certo si stia parlando e' anche quello di essere capaci di cambiare idea, di essere capaci di superare una risposta meccanica che diamo sempre davanti alle medesime sollecitazioni, di superare la delusione di una sconfitta, di comprendere le ragioni di una perdita, insomma non pensate che la mente pura si possa manifestare alla fine della nostra vita, anzi per manifestarsi alla fine dobbiamo sforzarci di manifestarla ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni istante. Posso testimoniare che quando cio' accade, purtroppo ancora non troppo spesso, la vita si svela e si mostra come qualche cosa di meraviglioso, inspiegabile, lo definisco nudo, come se fosse una radiografia o una ecografia, tutto svelato, la verita' è nuda, e nella nudità si svela la nostra essenza, il senso di tutto.

“Figlio di nobile famiglia, ora, la cosiddetta morte è giunta ; perciò ora assumerai l’atteggiamento dello stato di mente illuminato,  di benevolenza e compassione, e realizzerai l’illuminazione perfetta per il bene di tutti gli esseri. Senza abbandonare questo atteggiamento ricorda e pratica tutti gli insegnamenti ricevuti in passato. Figlio di nobile famiglia, ascolta. La pura luminosità della dhàrmata splende ora di fronte a te, riconoscila. In questo momento il tuo stato mentale è pura, naturale vacuità, non possiede natura propria, né sostanza, né qualità. La tua mente è luminosa e vacua, nella forma di una grande massa di luce, è il buddha della luce immortale. Riconoscilo.

Vai avanti pronunciando queste parole con chiarezza, distintamente, comprendendo il loro significato, non dimenticarle perché il punto essenziale è riconoscere con certezza tutto ciò che appare per quanto terrificante, come tua proiezione… Non avere paura, non smarrirti. Questa è la radiosità naturale della tua dhàrmata, riconoscila.
Figlio di nobile famiglia, Se non avrai compreso questo punto essenziale non riconoscerai i suoni, la luce e i raggi e continuerai a vagare in samsara.
Svegliandoti dal tuo torpore ti chiederai che cosa ti sia accaduto: riconosci tutto ciò come stato di bardo.” 


(Bardo Thodol)

lunedì 23 luglio 2012

Ma quale fine del mondo?



Ho lasciato completamente l'informazione per una settimana sono rimasto distante dalle notizie che si susseguono sui giornali, nelle televisioni, sui siti internet. Ho scelto anni fa di non restare intrappolato nella morsa dei media perciò quando mi avvicino lo faccio sempre con un certo distacco; stamattina ho riacceso la radio e mi sono reso conto, con chiarezza di quale fine del mondo i cari Maya avevano preannunciato.

Il mondo occidentale con la sua falsa democrazia, con la dittatura delle multinazionali, dello sviluppo e della crescita, come un cancro sta mangiando ogni cosa. Se in principio sembra portare progresso e prosperita', alla fine invece lascia macerie e disparita' sociali, come una malattia mangia ogni cosa che incontra, in particolare la mente umana, lasciandola sempre più vuota ed incapace di affermarsi, di creare se non attraverso il solo tornaconto. La Grecia, la Spagna, l'Italia, il Portogallo, l'Irlanda paesi straordinari, culla della civilta' sono oggi messi alla berlina da speculazioni, da interessi, da spread, da incapacità politiche ma anche imprenditoriali. L'economia in senso originale e' la capacità di amministrare le faccende della casa, oggi la nostra casa e' invasa da un cancro che si chiama mercato globale, al quale non tutti sono in grado di rispondere, semplicemente perche' la scuola non forma piu' a livelli sufficienti per competere nel mondo, non prepara ne' la mentalita' ne' le competenze. Chi ha inventato il mercato globale lo ha realizzato senza tenere conto che prima o poi avrebbe incontrato delle resistenze, si pensava di esportare facilmente la democrazia, i modelli di progresso ed invece oggi ci troviamo di fronte ad un muro, quello della gente che si e' stancata dei divertenti giochini di pochi a discapito di molti.

La fine di un sistema, la fine di un'epoca e' quello preannunciato dai Maya, e tutto si sarebbe mostrato come scritto nell'Apocalisse, con alluvioni, siccità, terremoti, maremoti, anche in questo caso dovuti in parte alla negligenza degli esseri umani e dei governi in nome della crescita e dello sviluppo non durevole. Siamo arrivati alla fine di un'era, e agli albori di un'altra che non puo' essere fondata sui non-valori manifestati nei passati quarantanni, valori che non comprendono l'idea di durevolezza, di sostenibilità.

Mi fermo qui per oggi, ma meditate profondamente, in questo scenario la miglior azione che possiamo fare e ' quella di ignorare il sistema, vivendo la nostra vita ogni giorno con la gioia e l'entusiasmo nel cuore, con il sorriso sulle labbra, ricercando per noi e per i nostri cari la miglior forma di vita, gli ambienti migliori in cui manifestare le nostre azioni, i nutrimenti piu' semplici e non raffinati, creare un orientamento al proprio benessere interiore che premia il presente, una focalizzazione verso l'armonia, verso la bellezza delle cose che sono in noi, verso la bellezza delle cose che sono fuori di noi, intorno a noi, interrompendo quel circolo vizioso che si manifesta con la ricerca di cio' che non abbiamo bensi' osservando consapevolmente cio' che possediamo, questo fa nascere se siamo sinceri e veri una sensazione di gratitudine! Focalizziamoci sulla vita sull'armonia delle cose che ci circondano, non sullo squilibrio e sulle miserie umane, scoprendo una meravigliosa verità, che della crisi non ci importa nulla, che cio' che conta e' come viviamo la nostra vita in ogni istante e come in ogni istante ci sforziamo di essere nuovi e consapevoli, dando il giusto peso alle cose, riportando il valore sull'essere umano, sulla relazione e sulla condivisione.

Vivere e' molto piu' semplice di quello che ci vogliono far credere, per me non e' affatto la fine del mondo, ma l'inizio del mondo nuovo il Terzo Millennio che vedrà protagonisti tutti gli esseri che saranno capaci di produrre consapevolezza e disciplina nella loro vita quotidiana, discriminando l'utile dal non utile, riuscendo ad esprimere le loro migliori qualità senza farsi strumentalizzare dai media e dalla paura. Invoco ora la resistenza alla dittatura della paura, affermando la libertà dell'essere felice!

venerdì 29 giugno 2012

In which hands?



Once we used to say "we are in God's hands!"
Today we may say "we are in Google's hands!"
Tomorrow we will say "I am in my own hands!"

Io personalmente non sono in nessun modo contro l'innovazione, contro l'integrazione uomo-macchina, anzi penso che se la scienza e la tecnologia possono accelerare e migliorare la condizione umana e' una meravigliosa opportunità per chiunque, in particolare i meno fortunati in partenza.
Nello stesso tempo, e in tutto questo credo di essere ormai una generazione superata, sono nato in un mondo ancora analogico, quindi nel mio dna scorre la sofferenza, la fatica, il dolore fisico, mentre mi rendo conto che i ragazzi nati nel mondo digitale si chiedono perche' soffrire, cosa e' la sofferenza, perche' affaticarsi e addolorarsi quando tutto puo' essere "vissuto", sorvolando con una navicella smartphone o playstation o quello che vi viene in mente purche' digitale, senza rischi.
Certo mi rendo conto anche io che mi farebbero comodo un paio di gionocchia nuove nuove, che mi farebbero comodo due occhi nuovi nuovi, che mi farebbe comodo un aggiornamento della memoria ma siccome la mia generazione e' ancora analogica trovo piacere, gratificazione, realizzazione della mia condizione di essere umano nella fatica fisica, nella sofferenza di una salita all'8-10% con la mia bicicletta, nel correre senza sosta per due ore ed affrontare continuamente le voci interne che dicono hai fatto abbastanza fermati, non ce la fai ad andare avanti. Questo accade anche nel cuore e non solo nel corpo, voglio vivere le mie esperienze quelle piu' esaltanti, straordinarie fino a gridare dal cuore e non dalla bocca, che lasciano svuotati e che costringono di nuovo a ricercare la propria motivazione per rimettersi in marcia. Infine vale anche per i miei pensieri, per la loro qualità desidero ricercarla facendo continue nuove esperienze cognitive, mettendomi alla prova con problemi, con ambizioni sempre più grandi ed impegnative da realizzare, che pero' mi lasciano nuove connessioni cerebrali, nuovi percorsi neuronali e quindi nuove idee e capacità. Insomma da essere analogico voglio usare la tecnologia, voglio che divenga uno strumento non certo diventare io lo strumento di prova della tecnologia, voglio sentire con la mia sensibilità migliorando e allenando i miei sensi, percependo la gioia e il dolore, l'esaltazione e la sofferenza, non per masochismo ma perche' solo in questo modo possiamo scoprire chi siamo, possiamo definirci e possiamo rendere onore alla natura, possiamo semplicemente vivere e soprattutto iniziare a dire
"I am in My own hands!"

mercoledì 14 dicembre 2011

Ci stanno prendendo in giro???



In questi giorni sto riflettendo su cio' che sta vivendo l'Italia da qualche mese a questa parte, sono pensieri a volte associativi a volte creativi, sono il risultato di discussioni con amici, di qualche lettura di quotidiani, sinceramente pochi per evitare di prendere una posizione predefinita che non mi permetterebbe una riflessione libera, pulita, imparziale.

Penso che la pressione che stiamo vivendo come cittadini italiani ed europei sia un perfetto inganno, penso che le persone che governano il paese, le aziende, le università, i media, i sindacati, le scuole stiano facendo costantemente il gioco degli speculatori, stiamo avallando un sistema economico fallimentare che permette a pochi di avvantaggiarsi sui molti, senza in alcun modo andare a risanare i danni causati da decenni di dissennato governo. La tecnica della paura sta lentamente minando la mente di ognuno di noi, la sta corrompendo, la sta ossessionando per mantenerla in uno stato di ansia ed angoscia che non permette altro che pensieri legati alla sopravvivenza, ripulendola da quella potenza straordinaria di immaginare per renderla piatta ed univoca verso cio' che si chiama profitto, incapace di amare in maniera deliberata.
Parlavo di sopravvivenza, Si sopravvivenza, legge della savana, mors tua vita mea;  ognuno di noi vive con lo sguardo del predatore su di se', lo sguardo di colui che quando affamato si metterà sulle nostre tracce e più la fame sara' intensa meno probabilità di sopravvivere al duello avremo. Io sento su di me gli occhi di predatori affamati di denaro, di potere, di profitto, predatori sanguinari senza scrupoli ne' coscienza, inseriti nella nostra società, che vivono come noi, camminano come noi, sorridono come noi, interagiscono come noi, ma sono noi, sono replicanti con il cervello lavato,  pronti a sferrare il colpo mortale.

Ci hanno tolto ogni diritto democratico di voto, ci hanno tolto ogni possibilità di sognare, ci hanno tolto la possibilità di criticare, ci hanno dato in cambio paura, impossibilità di realizzarsi a pieno, occupando tutti i posti di controllo con mezzi illegali, e' illegale mettere una persona che non lo merita in un posto di comando, presidiare per  mantenere il controllo, e i liberi cittadini non hanno alcuna chance di cambiare lo status quo perche' non esiste il merito, esistono le caste come in India e non e' pensabile di cambiare il proprio stato di nascita.

Pensiamo alla nostra Italia, pensiamo a quello che il nuovo governo sta facendo, sta rispondendo a banchieri, a petrolieri, a farmaceutiche, a finanziarie, ad energetiche, ad assicurative, alzando i prezzi di ogni bene primario, ripeto primario, cioe' di cui non ne possiamo fare a meno, togliendoci dal portafoglio migliaia di euro in piu' all'anno (pensate alla benzina, alle assicurazioni, ai beni di largo consumo etc.), poi discutono di tasse come l'ICI e la patrimoniale, senza considerare misure drastiche per non intaccare le uniche economie floridissime, il lavoro nero, l'evasione fiscale e la criminalità organizzata!

Questo e' il cancro di un paese che presto morira', non morira' probabilmente da un punto di vista economico finanziario anche perche' stiamo pagando come sempre avviene il grande debito noi consumatori, e' un paese che morira' perche' svuotato nelle sue energie migliori, svuotato dalla stanchezza di scappare da predatori che si alternano da decenni e prendono tutto, da predatori che anche oggi non mollano alcun privilegio, da personaggi come Monti (di alto profilo) che non hanno una visione da perseguire, di un nuovo mondo da costruire ma solo una gestione di una emergenza.

Pensando sempre alle emergenze senza avere una nuova idea di società, saremo sempre in emergenza, il debito non verrà ripagato dall'aumento delle tasse, quello servirà solo a mantenere l'Italia così come e', tra vent'anni saremo ancora allo stesso punto a discutere di come sopravvivere perchè semplicemente continuano a togliere e non tagliare, mantenere e non distruggere e ricostruire, se non si rinnovano le idee e le rimescolano e sono sempre quelle ci avvelenano.

Può un uomo di oltre settant'anni,(alto profilo) avere delle idee nuove, può avere la forza fisica di rinnovare, può avere il tempo di costruire una nuova società sulle ceneri di una societa' che andava bene quarant'anni fa (forse)?

Io dico di no, io dico che non e' la strada da seguire, io dico che in pensione a sessantacinque anni ci devono andare i politici, i manager, i presidenti, i giornalisti, pensioni senza privilegi come tutti, e se mi dite la qualità intellettuale ed esperienziale non dipende dall'età io rispondo e' vero hai ragione, ma e' la scienza che lo dice non io ed e' più probabile che l'innovazione venga da una mente di ventenne che di un settantenne e quindi sono disposto in questo momento di passaggio a rischiare sulla gioventù!

Se Monti non andrà via presto per far spazio al nuovo, al rinnovamento le cose non cambieranno, non cambierà nulla, saremo solo più poveri, più arrabbiati, più frustrati, non potremo spendere perchè non avremo nulla, l'economia stagnerà ed infine entrerà in recessione, e forse con migliaia di migliaia di persone per strada senza lavoro, anche i predatori intoccabili sentiranno la paura e cento gnu che attaccano un leone lo distruggono in pochi istanti!

Io voglio vivere, io voglio sognare, io mi voglio realizzare nel mio paese libero dalle sanguisughe che mi stanno addosso, libero dai privilegi acquisiti, libero dalla mediocrita', libero dall'ignoranza, libero da tutti coloro che solo vogliono sopravvivere.

Allora smettiamola prima di tutto di avere paura, smettiamo di leggere giornali, smettiamo di guardare Fiorello e la nomenclatura nelle prime file del suo pseudo show, smettiamo di andare in automobile anche per pochi metri, smettiamo di fare spesa nei centri commerciali, smettiamo di vestirci con abiti firmati, smettiamo di andare nei ristoranti che curano il food cost e non il food quality, smettiamo di frequentare le persone che intorno a noi non amano la bellezza e soprattutto non la riconoscono, smettiamo di acquistare musica inutile, smettiamo di acquistare cellulari nuovi e sofisticati ed usarli per digitare dei numeri, smettiamo di andare al cinema a vedere film inutili, smettiamo di non parlare con le persone che ci sono intorno e che incontriamo ogni giorno... smettiamola veramente di essere consumatori, superiamo questa definizione, ritorniamo ad essere cittadini ed poi esseri umani, ritorniamo alle nostre potenzialità, ritorniamo ad amarci senza paura, ritorniamo a ricercare l'equilibrio dentro di noi, ritorniamo a soddisfarci di noi stessi senza ricercare appigli fuori da noi. Tutto cio' che e' fuori da noi e' destinato a finire a passare e piu' ci dedichiamo a cio' che e' fuori di noi piu' siamo destinati alla sofferenza, e' un ciclo continuo, eterno che invece dobbiamo interrompere.

Se il 12-12-2012 fosse davvero la fine del mondo vogliamo arrivarci con la paura?
Se fosse la fine della nostra epoca vogliamo vivere i prossimi dodici mesi, i prossimi trecentosessantacinque giorni che ci mancano in questo stato di angoscia e povertà interiore?
Se fosse la fine di un'era, perchè non ci rinnoviamo ed arriviamo pronti all'inizio di quella nuova, diversi, liberi dalla paura?
Come vivreste se ogni giorno fosse il vostro ultimo giorno di questo viaggio meraviglioso che si chiama vita?

Io me lo chiedo ogni giorno ed ultimamente con coraggio ricerco la mia verità e sto rinnovando la mia visione della vita, delle cose, della gente e tu?

lunedì 28 novembre 2011

Iper-realismo!



Nella societa' dominata dalle immagini mi sono chiesto perche' e' diventato necessario superare la realtà, non e' gia' abbastanza un'immagine reale, c'e' bisogno di una immagine iper-reale?

Provero' a rispondere alla seguente domanda prendendo spunto dal lavoro di un artista, scenografo che e' diventato certamente il porta bandiera del movimento iper-realista: Ron Mueck.

La sua capacita' di ricreare la realta', aumentandola nelle dimensioni senza perdere le proporzioni e' straordinariamente ed incredibilmente toccante; restate qualche minuto con lo sguardo sull'immagine che vi ho proposto poco fa e scoprirete che qualche cosa inizia a muoversi in voi, un avvicinamento, un magnetismo che vi impedisce di staccare lo sguardo, non riuscite a togliere lo sguardo dalle pieghe, dagli occhi semi-chiusi, dall'espressione imbronciata, e potrei continuare ma potete farlo direttamente voi, attraverso l'osservazione cercando pero' di non perdervi nell'opera, cercando di ascoltare cosa produce dentro di noi la vista dell'immagine.

La nostra vita e' caratterizzata da un bombardamento costante di immagini, la maggior parte ci arrivano e non ce ne accorgiamo neppure, semplicemnte veniamo suggestionati da qualunque cosa, senza la corretta distanza e attenzione siamo preda e schiavi di questo ineffabile predatore, l'immagine, la forma, il contenitore. I nostri sensi sono i ricettori che ci permettono di posizionarci costantemente nello spazio, nel tempo, nel luogo in cui ci muoviamo, percependo i pericoli, i piaceri, il disagio e mille altre sensazioni che ci arrivano proprio dai sensi. Data l'enorme sollecitazione visiva siamo arrivati ad una specie di assuefazione, provate ad immaginare le immagini del dittatore Gheddafi o del Capo di Al Queda Bin Laden, immagini cruente, devastanti, nonostante tutto immagini di esseri umani nella condizione di morte violenta; a qualcuno sono certo l'immagine a dato molto fastidio, forse alla maggioranza di noi ma quello che voglio dire e' che ormai le immagini di morte e violenza sono cosi' ripetitive che ci passano davanti allo stesso livello di un'immagine del double cheeseburger di Mc Donald's, di una Fiat Panda, o del viso di un neonato.

Il lavoro di Mueck o in generale degli artisti e' quello di ri-interpretare la realta' e riconsegnarcela per una riflessione piu' profonda, piu' radicale, piu' intima, piu' attenta; la prima quindi che mi salta all'occhio e' che abbiamo appiattito tutto, la nostra vista, il senso che sembra essere piu' sollecitato non e' piu' in grado di differenziare le immagini e quindi le subisce senza piu' riuscire a ricercare le immagini migliori, quelle in grado di sollecitare la nostra parte migliore, nello stesso tempo, il problema piu' grave e' che l'immagine non e' separata dal nostro sentire, la vista e' collegata al nostro essere in modo organico e noi non possiamo fare a meno di ricevere il bombardamento, quindi spesso e volentieri ci sentiamo male senza nemmeno sapere il perche', una cosa pero' ci e' data per fortuna che e' la coscienza, cioe' ricordarci costantemente che noi siamo una prateria nella quale chiunque puo' scorrazzare senza che ce ne accorgiamo, e che l'unica arma di difesa che abbiamo e' quella di selezionare a monte dove appoggiare il nostro sguardo; questa coscienza o ancor piu' consapevolezza puo' manifestarsi se e' chiaro in noi il disegno della vita che desideriamo vivere, del perche' stiamo vivendo e come possiamo avvicinarci a quello stato di grazia, gratitudine, gioia profonda che si chiama equilibrio.

Insomma uno sforzo per la nostra liberta' lo possiamo fare, uno sforzo semplice semplice ma di una potenza inaudita, vi sollecito a provare, quindi ogni volta che qualcuno vi vorra' mostrare un'immagine cruenta oppure il vostro sguardo andra' verso qualche cosa che non vi fa muovere verso il vostro miglior se', allora per un istante chiudete gli occhi e teneteli chiusi fintanto che l'immagine non e' scomparsa e scoprirete che abbiamo molto piu' potere sulla nostra vita di quello che ci hanno fatto credere fino ad oggi, ma soprattutto scoprirete che la gioia, la pace, l'equilibrio dipendono esclusivamente da noi!

martedì 27 settembre 2011

Mele Marce!








In un momento storico cosi' particolare ed intenso, dobbiamo essere capaci di ridisegnare il nostro presente per poter avere un futuro.
Non si tratta semplicemente di modelli di economia, di mantenimento dell'occupazione, di profitti ma si tratta di valori condivisi internazionalmente, valori sociali, valori individuali. Mi sono accorto che spesso e volentieri deleghiamo ad istituzioni l'onere di stabilire la priorità valoriale se non addirittura l'orientamento, ma visto i tempi, visto i risultati prodotti da sessant'anni di televisione, visto cio' che sta accadendo intorno a noi, mi sento di manifestare il mio dissenso a questa deriva valoriale che non include piu' la cultura, l'arte, la bellezza, l'armonia, la creativita', l'innovazione ma promuove ignoranza, successo facile, visibilità, mercificazione di ogni cosa, riconoscimento, denaro, profitto, corporazioni, lobby.

Sicuramente mi procurero' molte critiche con le mie affermazioni, ma sinceramente non mi importa fintanto che non vedro' una parvenza di meritocrazia intorno a me, anziche' di furbizia e scaltrezza che pero' definirei piu' precisamente paraculaggine e fancazzismo. Non me ne vogliamo quei pochi appassionati che si svegliano ogni mattina e danno il meglio di loro stessi, io parlo con quella maggioranza che ha paralizzato il paese, lo ha paralizzato credendo nel valore del posto fisso, nel valore del pre-pensionamento, del baby pensionamento, nelle continue pause, nella chiacchiera costante che assomiglia di piu' a una pentola di fagioli che ad un essere umano in grado di pensare e formulare pensiero. Chiacchiere, sigarette, caffe', lamentele queste sono le giornate dell'70% di chi afferma di lavorare e di essere impegnato. Spesso e volentieri vengo in contatto con istituzioni, con organi pubblici, con servizi pubblici, anzichè servire al cittadino il cittadino si trasforma in servitore.
Capite che questa condizione non e' piu' sostenibile, non e' piu' tollerabile!

Siamo in una fase delicata e fondamentale della nostra esistenza come Paese e non possiamo lasciarci scappare la possibilità di costruire un paese nuovo, libero dalla mafia, dalla camorra, dall'n'drangheta, dalla sacra corona unita e da tutti quei piccoli criminali che sono semplici fancazzisti; dobbiamo cogliere l'occasione di fare pulizia, di sbloccare i posti fissi e di ridisegnare una nazione, di smantellare la collusione politica con le mafie, dobbiamo avere il coraggio di andare fino in fondo e fare piazza pulita da tutte le ipocrisie e i favoritismi e ricominciare da capo, dobbiamo andare fino in fondo e fallire, lasciar fallire questa nazione perche' proprio dal basso possa rinascere, possa riprendersi sulla base di valori condivisi, valori che tendono alla costruzione della bellezza intorno a noi, dell'armonia tra di noi, della verità, del rispetto, del merito senza dimenticare chi ha meno possibilità, dell'innovazione, della creatività piu' pura e libera.

Io dico che l'Italia deve fallire, deve soffrire, deve liberarsi della classe politica tutta, deve liberarsi dai manager pubblici tutti, deve liberarsi dei dipendenti pubblici tutti, devi liberarsi della sanità cosi' come e' costruita tutta, deve liberarsi delle universita' cosi come sono costituite, deve liberarsi dei partiti politici, deve liberarsi del Vaticano e dei suoi schieramenti, ma soprattutto deve liberarsi di questa magistratura maledetta e incapace di mantenere una posizione sopra le parti, lo dimostrano i cari magistrati che finito il loro sporco lavoro si buttano in politica e potrei farvi una lista per quel che ne so io di almeno venti nomi e pensate che nemmeno tutti fanno politica in prima persona ma la fanno fare ai bei pupazzetti del palazzo di Montecitorio; ci si deve liberare di tutti non perche' tutti siano mele marce ma perche' dall'esterno tutte le mele sembrano sane, solo aprendole si scopre che sono marce quindi per liberarsi oggi del rischio che ormai lo siano tutte marce ad ogni livello dobbiamo buttare via tutto e sperare che l'albero una volta curato e riseminato riprenda a dare i suoi frutti.

Tutto quello che scrivo e' privo di giudizio per una parte o l'altra, ma e' semplicemente un dato di fatto che agli occhi di chi ogni giorno cerca di seguire le varie vicissitudini italiane viene lampante, cosi chiaro che non riesce a capire cosa si stia aspettando. L'agonia dura ormai da un ventennio, l'Italia non cresce e non crescera', ma certo, se avete mai visto una vite infestata da erbaccie lo capireste, l'italia e' una vite infestata dalle erbacce che succhiano succhiano per prendere e non dare nulla.

L'Italia e gli italiani onesti e non paraculi fancazzisti torneranno a crescere quando ci saranno il rispetto delle regole da parte di tutti, quando smetteranno di evadere e pagheranno tasse eque a cio' che viene erogato, quando si accorgeranno che il Paese e' meraviglioso e non dobbiamo aspettare che altri lo curino ma dobbiamo curarlo noi, smettendo di imbrattare ogni cosa, di costruire senza permessi o di costruire con permessi rilasciati da geometri ignoranti che non hanno nessuna idea di architettura, torneremo a crescere quando cresceranno le liste civiche e non i partiti politici, quando i cittadini tutti si occuperanno di fare la raccolta differenziata, quando smetteremo di dare ascolto agli imprenditori come Della Valle e cercheremo di ascoltare gli imprenditori come Olivetti, cresceremo quando inizieremo a praticare lo sport seriamente invece di guardarlo in televisione e quando smetteremo di inquinare con ogni cosa ed inizieremo ad amare la nostra terra.
Tutto questo lo dovranno fare tutti, ogni nazione al suo interno dovra' fare i conti con i propri cittadini e cosi' scopriremo che non abbiamo bisogno dell'ennesima ricetta scaccia crisi ma che siamo noi stessi la ricetta e che solo mettendosi in gioco potremo cambiare la nostra vita e la vita di chi circonda e di chi verra' dopo di noi!
Prendo in prestito qui un manifesto che ho condiviso e sottoscritto di Gaetano Pesce, artista straordiario che ha colto l'essenza della rinascita nella creatività umana, una capacità tutta nostra, esclusivamente umana che usiamo poco e che dobbiamo invece allenare ogni giorno nella nostra vita.


«Il mio obiettivo è sollevare un dibattito, un confronto sui nostri problemi reali che coinvolga le persone "sane" e lasci a casa chi parla e basta: conformisti, moralisti, vecchi combattenti di partito, che con il loro egoismo e la loro immobilità hanno messo, appunto, l'Italia in croce. Il pessimismo che si respira, la critica continua, questo mettere in risalto solo gli aspetti negativi stanno crocifiggendo il nostro Paese, è arrivato il momento di voltare pagina. L'Italia è una meravigliosa nazione, ma se andiamo avanti così non ce la farà più a sostenere tanti attacchi e allora sì saremo tutti più poveri. La mia installazione è un invito a riflettere, a pregare perché l'Italia migliori. Ricominciare a fare. Gli italiani hanno perso il senso del lavoro, e non mi riferisco solo al "posto", ma soprattutto ai suoi valori. Troppa energia se ne va in inutili tafferugli verbali. Dovremmo ripensare al nostro passato, e non in senso nostalgico!, ma per prendere esempio da un'Italia che realizzava grandi lavori, che godeva di alto prestigio e quindi di notevoli vantaggi economici».
Dobbiamo partire da progetti che sostengano la grandezza del Paese e lo rendano ancora competitivo. Un esempio: nel settembre scorso scrissi al presidente Napolitano suggerendogli di tenere il discorso di fine anno da uno dei luoghi in cui si "costruisce" il nostro prestigio: un atelier in Brianza dove nasce il design che il mondo ci invidia, l'anno successivo da un atelier della moda, l'anno dopo dalla fabbrica delle Ferrari... Mi ha ringraziato dell'idea, rispondendomi però che gli sembrava più giusto parlare dal Quirinale che è la casa di tutti. Peccato: sarebbe stato un modo concreto per dare valore all'Italia che fa. L'Italia soffre. Come il corpo di Cristo. Non a caso ho usato per creare lo stampo veri pezzi di carne che ora, nell'installazione, sono stati sostituiti da resina. È un'immagine forte, lo so, ma sono 45 anni che dico che il design non è solo arte applicata, ma arte tout court. Quindi anche di denuncia, un'occasione per "ridisegnare" il Paese. A patto di guardare agli altri con più ottimismo e stima. Perché quando si crede nelle persone, le persone danno il meglio di sé». (Gaetano Pesce)


Riflettete amici, riflettete!

lunedì 18 luglio 2011

Nirvana!



Stamattina mi domandavo come posso migliorare la mia vita, come posso essere libero dai miei meccanismi piu' profondi, come realizzare una vita felice, come realizzare i miei desideri, cioe' realizzare i miei migliori talenti per poter onorare il regalo ricevuto: la vita?

"In primo luogo a tutto ciò che è male rinuncia, e poi a credere nell'Io, renditi infine libero da tutto, e allora certo diverrai un saggio".

Certo penserete voi, chiunque conosco al lunedi' mattina si sveglia e inizia a porsi queste domande!

A parte gli scherzi non vorrei sembrare troppo impegnato o razionale, quello di cui sto parlando e' molto piu' semplice e concreto di quanto appaia. Le domande filosofiche hanno sempre un profondo collegamento con la nostra vita quotidiana, spesso la stessa scienza puo' aiutarci nelle risposte, sono il titolo del libro della nostra vita, sono la teorizzazione del problema, sono lo svolgimento con la sua risoluzione, tutto e' decisamente pratico e non filosofico; infatti la domanda che mi pongo, (con la quale devo dire convivo ormai da almeno una quindicina d'anni), e'il motore ed insieme la benzina che mi permettono di vivere in maniera sana. Ogni cosa che ci accade puo' essere inserita in un contenitore che ha delle caratteristiche: e' temporizzato, ovvero noi abbiamo mediamente ottant'anni di vita; ci sono delle cose dentro, abbiamo quindi relazione con degli oggetti; abbiamo relazione con gli altri, abbiamo una stretta convivenza con altri esseri umani e animali sul pianeta terra.
Questi tre ingredienti permettono di relativizzare moltissimo le cose che ci accadono, innanzitutto da un punto di vista temporale, tutto puo' essere spalmato nel tempo e quindi ci rendiamo conto di quanto sia relativo cio' che ci accade. Abbiamo oggetti che ci servono, danno servizio a cio' che vogliamo realizzare, se siamo agenti di vendita, abbiamo l'automobile come oggetto principale di lavoro e cosi' via, ed infine siamo su un pianeta popolato da nostri simili con i quali siamo in relazione continua, una relazione a volte migliorativa altre volte degenerativa, ma con i quali realizziamo noi stessi.
Fatta questa premessa, la vita si semplifica molto nel senso che ogni esperienza, evento, ogni cosa che ci accade filtrata nel tempo, nelle cose, nelle relazioni puo' essere migliorata, puo' essere incrementata, puo' essere re-interpretata, puo' essere pre-figurata e compresa nella maniera migliore possibile permettendoci cosi' di migliorare sostanzialmente la relazione della nostra vita con il tempo stesso, con gli oggetti stessi, con gli altri con i quali condividiamo lo stesso tipo di percorso di vita.
A questo punto possiamo iniziare a renderci conto di quanto sia meraviglioso vivere, di quante opportunita' ogni giorno ci accadono che ci possono permettere di realizzare una vita piena di divertimento e piacere, ma soprattutto piena di consapevolezza per il regalo ricevuto, la vita stessa, arrivando quindi ad onorare la vita attraverso il nostro miglioramento.

Io amo la vita, la amo perche' sento possa essere la mia opportunita' di realizzare me stesso, insieme agli altri, in un tempo preciso, il tempo e' adesso perche' la vita accade proprio ora mentre sto scrivendo, mentre stai leggendo e se riesci anche ora mentre leggi a ricordarti che hai un corpo, che hai delle emozioni che ti muovono e spingono, che hai dei pensieri che ti possono orientare a cio' che desideri per te e per gli altri intorno a te, allora in questo istante puoi guidare la tua vita, invece di essere guidato casualmente dalla vita, sballonzolato come una pallina magica, puoi essere tu artefice della tua esistenza terrena.

Arriviamo quindi al titolo del post di oggi, perche' ho scelto il termine "Nirvana"?

L'ho scelto per una ragione precisa: "la liberazione finale dalle sofferenze e dalle passioni è garantita solo dal raggiungimento del Nirvana.
Il Nirvana (dispersione, estinzione), secondo la dottrina del Hinayana è la liberazione, già realizzabile in questa vita, dai tre peccati capitali: odio, cupidigia ed illusione.
Con la morte, il santo raggiunge una condizione in cui tutti i gruppi di fattori esistenziali che formavano la sua Personalità, vengono annientati senza possibilità che ne sorgano di nuovi. Il nirvana perciò, dal punto di vista dell'uomo posto nel mondo è il nulla, per cui spesso viene paragonato allo spazio vuoto. In realtà è un nulla relativo, non assoluto, poiché da quelli che lo hanno ottenuto viene sentito come una gioia ineffabile, soprannaturale."

L'immagine di Murakami mostra il processo di dispersione ed estizione della personalita' in favore del raggiungimento della propria essenza, io sento davvero nel cuore il valore di vivere il Nirvana in questa vita, di conoscere la mia anima.

lunedì 11 luglio 2011

Cio' che e' reale! (tratto da "Ogni storia ha un suo inizio")



E' una cosa pazzesca scrivere, ti trovi a parlare di te, dialogare con i tuoi personaggi interni, di cio' che si sente, mettendosi a nudo e poi improvvisamente ritrovarsi in flusso, un fiume meraviglioso dove tutto appare chiaro e vorrei avere cento dita che digitano, per riuscire a stare dietro ai pensieri che si rincorrono una attaccato all'altro, come un fiume in piena poi un suono improvviso, un cellulare che suona, un' interruzione e tutto svanisce, si ritorna alla vita meccanica fatta di sollecitazione e risposta e non si riesce a rientrare in quel flusso fatto di pensiermi, emozioni chiare, dove ogni cosa che ci e' accaduta nella vita diviene utile materiale di analisi e di perdono, parlo di perdono perche' spesso e volentieri non solo incolpiamo gli altri dei nostri fallimenti ma incolpiamo anche noi stessi, censurando duramente i nostri errori, che invece a questo livello ormai sono le migliori esperienze che abbiamo fatto, quelle esperienze che ci hanno fatto muovere da una vecchia posizione per acquisirne una nuova, piu' completa, piu' ricca, con piu' dettagli. Si scopre cosi' che la realta' non esiste, che la realta' e' semplicemnte l'interpretazione che noi diamo alle esperienze che ogni giorno viviamo, che ogni giorno ci accadono, come noi leggiamo gli eventi ed interagiamo con essi, ecco questa interazione crea la nostra realta'!
Quel flusso, quel sangue che scorre nelle nostre vene, quel cuore che istante dopo istante batte con la forza di una locomotiva, quel respiro dritto e profondo come una colonna che ci permette di mantenere il nostro laboratorio alchemico di trasformazione di elementi, ecco tutto questo aggiunto a centinaia di milioni di processi miracolosi che accadono in noi ogni istante dentro di noi, ci danno la reale misura del miracolo della vita, ci devono ricordare costantemente che tutto e' un dono e che possiamo essere felici gia' semplicemente perche' siamo vivi, tutto il resto e' in piu' e quindi da prendere con un po' di distanza, ironia, divertimento.
 
Sono passato dal pensare di non saper scrivere e perdermi, alla presunzione di raccontare la mia vita. Mi rendo conto che sto scrivendo solo le cose che in qualche modo mi sono entrate nella memoria e quindi che mi hanno colpito da qualche parte, sia nel bene che nel male, anche perche' come scrivevo poco fa non ho altro che qualche migliaio di ricordi coscienti, mentre in ogni istante ricevo centinaia di milioni di sollecitazioni, senza che nemmeno me ne possa rendere conto.

Ho deciso allora di fare un viaggio dentro di me, dopo anni passati fuori da me nella speranza di raccogliere gratificazione per il mio ego, sento oggi piu' che necessario restare in silenzio ad ascoltarmi, per svuotarmi e tirare fuori da me tutto cio' che mi fa star bene, ma anche cio' che mi manda in confusione, che mi produce paura, dolore, sgomento, speranza, violenza, pace, ispirazione. Dopo anni di parole parlate inutili mi ritrovo a dialogare con me, e sento che ogni parola e' legata indissolubilmente ad una esperienza, un ricordo, una frustrazione che si innescano anche attraverso posture fisiche, contrazioni muscolari, anzi sto immaginando ora la mia faccia mentre scrivo e sto scoprendo che ho una smorfia che non mi sono mai accorto di fare. La realta' si definisce con le parole, sono un ponte tra me e me stesso, tra me e gli altri, mi rendo conto che il piu' delle volte non arrivano a creare una realta' interessante, ma solo passaggio di informazioni che creano malintesi, ferite anche inconsapevolmente, ogni tanto anche gioia. Devo scegliere e migliorare il mio vocabolario di parole, selezionare quelle che hanno il significato piu' preciso, profondo, specifico e piu' vicino all'emozione, per fare in modo che non sia tutto esclusivamente filtrato dal pensiero che desidero trasferire, ma elaborare pensieri che abbiamo ingredienti multipli, emotivi in particolare e razionali.

Sono qui ora ad elaborare pensieri per riprendere quel filo che mi riporti nel mio sangue e dal sangue al cuore e al cervello. Le parole sono veloci, raccontano, descrivono le stanze in cui abitiamo ogni giorno, sono le stanze nelle quali elaboriamo i nostri pensieri, le nostre emozioni, ma soprattutto le nostre azioni, quindi piu' stanze riusciamo ad abitare, meglio si costruisce la visione della realta' rielaborando ogni giorno, ogni istante tutto cio' che ci accade, ringraziando perche' possiamo sentire e vivere.

In definitiva sto scrivendo per impegnarmi ad essere pulito, limpido, sincero, rielaborando ogni cosa per depositarla nel modo migliore su un foglio che poi restera', che qualcuno leggera', ricordandomi l'importanza di cio' che scrivo perche' i sentimenti fanno muovere azioni, ed io desidero oggi che ci sia un movimento verso l'alto, verso il miglioramento di ogni essere umano senziente, avro' cosi' onorato il dono della vita. Le parole scritte restano, si rileggono, scavano, approfondiscono, obbligano al confronto per non perdere mai il senso profondo di cio' che siamo, ma soprattutto sono in grado di costruire la realta' che desideriamo.

venerdì 8 luglio 2011

Ogni storia ha un suo inizio!




In questo specifico caso l'inizio e' il 4 febbraio 1967 alla Clinica Macedonio Melloni di Milano; di prima mattina una fredda e grigia mattina milanese, di un grigiore pallido molto differente da questa mattina, arrivo io.
Il grigio e' diventato predominante insieme al nero, ed oggi e' di moda, sfruttato da stilisti che colorano la città di oscuri personaggi eleganti, ma questa e' un'altra storia.
Quella mattina io, primo ed ultimo genito di Armida e Luigi, vengo al mondo con un urlo, risucchiato da una ventosa, (questo dice molto), una bozza sulla testa riassorbita pochi giorni dopo, faccino stanco da chi di strada ne ha gia' fatta un po', un lamento che poi si mette silente per dare spazio a delle grandi dormite e delle gioiose mangiate inizio così ad esplorare il mondo che mi circonda appassionandomi gia' da quel momento a sgambettare prima nella culla, poi gattonando per finire camminando fino a correrre a testa alta, inciampando spesso nelle cose che mi trovo tra piedi mentre guardo lontano. Questo mi contraddistinguerà anche negli anni, un segno identificativo: chiacchierone, con la testa tra le nuvole, pensando alla bellezza delle cose al futuro, ai mille progetti, impegni viaggi, inciampando qua e la con voce alta, tono rumoroso, emozionante mi si riconoscerà facilmente già a scuola.
Certo l'inizio poteva essere più scoppiettante, specialmente perchè della nostra vita e' nota solo la data di entrata sul mercato e non quella di scadenza, di uscita dal mercato, lo chiamo mercato perchè da qualche anno sento parlare degli esseri umani come consumatori e quindi sento l'esigenza di posizionarmi immediatamente su un mercato.
Non e' una vita facile di questi tempi, il mercato e' in crisi e gli uomini sono in crisi; ci sono molte cose che posso migliorare, una su tutte quella di essere piu' dentro di me per cercare di essere piu' chiaro fuori di me. In fondo solo quando dentro c'e' chiarezza allora le azioni fuori si manifestano fluide. Ecco un concetto che mi ha sempre affascinato e nello stesso momento tormentato: essere fluido.
Quando ho iniziato il primo corso di teatro una delle cose che ho visto di me e' stata quella che non riuscire ad essere fluido, nei movimenti, nei toni delle mie parole, negli sguardi, nel ricevere i suggerimenti, nell'accarezzare, sempre in difesa o in attacco, mai fluido ma sempre in conflitto. Non e' facile pero' quando ogni cosa intorno mostra il bene e il male: se qualcuno ti attacca devi difenderti, se qualche cosa ti colpisce devi reagire. Basterebbe paradossalmente aggiungere un ingrediente, se qualche cosa ti colpisce innanzitutto cerca di evitare l'urto, semplicemente spostati. Non voglio semplificare un concetto fondamentale della nostra società il diritto l'autodifesa della nostra società ma sinceramente se avessi avuto questa semplice informazione sin da piccolo avrei certamente speso meno tempo a combattere per mettere la mia energia su altro, comprendendo fin da subito che il diritto all'autodifesa non e' altro che non saper essere altro.
A questa' eta', (ho superato i quaranta) si comincia a muovere interiormente qualche rammarico, qualche rimpianto, nulla di grave ci mancherebbe, serve solo per riorganizzare le informazioni e ritarare il mirino cercando di migliorare la mira anche perche' i colpi non sono piu' infiniti come nello spirito baldanzoso della gioventù, ora si contano le cartucce per non restare senza. Un'altra cosa che mi capita oggi e' di emozionarmi molto per delle cose che sono apparentemente piccole che non destano quella grande attrattiva, come dire, mi emoziono non solo della manifestazione di un evento ma e' come se mi emozionassi per i passaggi, per quelle azioni a cui non diamo mai troppa attenzione, che ne so chiudere le portiere dell'auto piuttosto che il piacere della guida; faccio un altro esempio forse si spiega meglio: ho cominciato da qualche anno a cucinare, ecco qualche tempo fa amavo l'arrivo degli amici commensali per stupirli con delle deliziose creazioni gastronomiche, oggi invece mi emoziono mentre nella padella c'e' lo scalogno che si trasforma a contatto con il vino bianco che evapora ed emana un profumo accattivante legandosi al vino per non lasciarsi più, mentre insieme diventano altro.

Tratto dalla bozza di "Ogni storia ha un suo inizio"!
di Gian Luca Bianco

mercoledì 6 luglio 2011

L'Infinito




«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»

(Giacomo Leopardi)

Lungi da me il desiderio di fare la parafrasi di questa poesia straordinaria, emozionante, immensa, anche perche' fior di critici, scrittori, pensatori si sono confrontati con queste parole da quasi duecento anni e questa poesia resta li ferma immobile senza tempo, senza spazio come se Leopardi avesse letto l'animo umano collettivo del suo tempo, del nostro tempo, del tempo futuro e l'avesse sintetizzato in pochi versi.

Io sin dalla prima volta che l'ho letta alle scuole medie mi sono rapportato con rispetto e ammirazione verso l'artista, l'uomo che era stato capace di partorire versi simili, pur non avendo esperito nella carne che pochi anni di vita, mi era arrivata da qualche parte, non sono stato piu' capace di dimenticarla, di mancarle di rispetto, di metterla in un angolo, di sentirla superata anzi, ogni volta, come sta accadendo oggi, queste parole entrano dentro di me, nel profondo del mio animo e lì si depositano, lavorano e mi rimandano alla pace con me stesso, alla bellezza della vita, che e' anche fatta di ricordi, di malinconia, di aspettative, di delusioni, di gioie, tutte legate pero' al nostro tempo, un tempo finito, il tempo della nostra vita, nel quale e' facile naufragare se non impariamo ad amare la nostra vita ed amare noi stessi.

Il centro su cui ruota la vita e' l'amore in ogni sua forma e manifestazione, e' nell'amore che possiamo realizzarci e realizzare il grande mistero della vita, e' nell'amore che possiamo comprendere la morte, e' nel presente che possiamo manifestare l'amore, e' nella conoscenza che possiamo trovare l'amore, e' nel rispetto di ogni essere vivente che possiamo scoprire l'amore, e' nella verita' che possiamo trovare la pace della nostra anima, possiamo trovare l'amore.

Leopardi sembra proprio esortare all'andare oltre la siepe, nell'andare oltre le nostre paure, i nostri condizionamenti, le convenzioni sociali per incontrare l'amore, perdersi per ritrovarsi, incontrare la vita e nella vita incontrare la morte, nella gioia di una esistenza piena ed appagante che non teme nulla ma che tutto ringrazia perche' anche Leopardi nonostante tutti i malanni e le sfortune ha goduto della bellezza e della gioia di vivere.

Non ultimo questo meraviglioso silenzio e profondissima quiete che ci pervade quando stiamo vivendo nella pace e nell'amore, capaci di essere noi stessi, nel nostro migliore essere in quella posizione alla giusta distanza dalle cose che inevitabilmente ci accadono, perche' e' il punto di vista che puo' fare la differenza, un po' come essere sulla collina Tabor e poter osservare le cose dall'alto.

venerdì 1 luglio 2011

Stamattina 1/7/11!



Durante la mia corsetta quotidiana questa mattina abbastanza presto e' accaduta una cosa molto interessante che mi ha spinto alla riflessione che faccio con voi ora. Spesso i nostri giorni sembrano tutti uguali perche' facciamo sempre le stesse cose meccanicamente, quasi senza esserci direi, ci alziamo, ci laviamo, facciamo colazione, prendiamo l'auto (purtroppo!), andiamo al lavoro, ci sediamo, parliamo, controlliamo la posta elettronica, leggiamo il giornale, facciamo riunioni e cosi' via... spesso questa vita ci fa comunque felici almeno in parte perche' ci da sicurezza e riferimenti precisi; possiamo vivere tutta la nostra esistenza in questa maniera senza esserci, senza che assaporiamo le cose mentre le facciamo ma le facciamo semplicemente perche' abbiamo imparato a farle, ci hanno educato a farle, e questo livello di vita sinceramente non e' piu' sufficiente per farmi felice. Torno quindi a stamattina, per la terza mattina di seguito, mi alzo mi preparo, esco mi scaldo qualche minuto ed inizio a correre, lentamente, facendo un giro che mi permette dei sali scendi che portano a regime la mia macchina corpo e la fanno faticare abbastanza per sudare, senza troppo sforzo del cuore. Il giro e' abbastanza lungo, circa due chilometri e mezzo che eseguo due volte; mercoledi, giovedi e venerdì stamattina ho incrociato una signora che andava al lavoro nello stesso identico punto, che tra l'altro e' un angolo e ci siamo incrociati tre volte di seguito, io con i miei movimenti esatti ritmati, lei con il suo passo ciondolante, l'incontro puo' avvenire solo in quell'istante, solo in quel momento perche' se passassi quindici secondi prima o quindici secondi dopo non potremmo nemmeno vederci.

Tre giorni di seguito!
Tre giorni esattamente uguali nella forma!

La mia riflessione è: la vita accade comunque sia che io sia presente oppure nel flusso meccanico delle cose che hai imparato a fare, passa inesorabile ogni giorno fortuitamente senza di me, come l'incontro ripetuto di stamane, puo' essere un film uguale ed uguale ed uguale fino alla nausea ma se siamo presenti, se viviamo ogni istante come se fosse una novità, ed e' esattamente così, senza quella memoria che mi fa dire: "si si lo so già come va a finire!", come se la vita accadesse proprio in quell'istante allora anche la ripetizione non sarebbe una copia, della copia, della copia di giorni vissuti tutti uguali, sarebbe la vita, sarebbe il qui ed ora, con un sapore straordinario, un gusto dolcissimo, una intensità difficile da descrivere a parole, la vita sarebbe la vita e noi saremmo consapevoli di tutto cio' che accade anche dei nostri tessuti che in tre giorni si sono consumati e rigenerati, saremmo felici perche' non occupati nella mente da pensieri confusi, legati alla memoria, legati alla paura, al possesso, all'attaccamento, ma saremmo vuoti e nello stesso tempo pieni di vita, la nostra vita!

mercoledì 29 giugno 2011

Numero 1!



Inizia da qui, dal Numero 1 la mia appassionata ricerca artistica, il mio viaggio interiore, la ricerca della mia personale capacita' espressiva, grazie a questo linguaggio sconosciuto, incomprensibile, innovativo, straordinariamente efficace, senza filtri, senza ricerca estetica, la purezza del gesto, la purezza di esprimersi senza il timore del giudizio, perche' non e' ricerca ma e' verita' dell'essere e la verita' dell'essere non puo' in nessun modo essere giudicata e discussa, ma condivisa semmai null'altro.

La forza che chiamiamo Arte, rispecchia esattamente la forza di guardarsi dentro e lasciarsi ispirare essenzialmente dalla propria anima, e disinteressarsi a furor di ego, dei giudizi, della comunicabilità e della lingua utilizzata: il coraggio di parlare al mondo col proprio linguaggio, col proprio corpo, con la propria anima e' la piu' grande liberta' che abbiamo conquistato.

Con Jackson Pollock l'opera diventa il dettato dell’urgenza espressiva dell'anima. Un’emozione, un istante, il qui ed ora, una incosciente-sognante-realtà. L’anima non conosce la grammatica, la metrica, l'intonazione o la messa a fuoco. L’anima è tutto e come tale, se non la si annulla a discapito della forma, dell'educazione, dei condizionamenti sociali e personali, è libertà. Pollock riuscì ad essere libero ma purtoppo solo dentro la sua tela, riusci poi a farsi schiacciare da questa libertà, fino ad annullarsi. Quando prese coscienza della forza che la voce della psiche aveva sul corpo, sull’uomo; solo allora si sentì appagato dal suo lavoro, solo allora diede equilibrio all’armonia che mancava alla sua vita, per incamminarsi anche se per un periodo breve, verso il periodo più produttivo della sua carriera. Divenne vero, unico, immenso, immortale.

Oggi vi lascio con questo breve post, nell'intensita' dell'opera, nell'emozione che scatena restando per qualche minuto ad osservare con occhi neutri questo lavoro monumentale, perche' l'anima di chiunque di noi conosce questo linguaggio, perche' l'anima di ognuno di noi sa riconoscere la liberta', perche' l'anima di ognuno di noi chiede solo di avere lo spazio per potersi esprimere.

“Non pretendere di saper ascoltare il linguaggio incomprensibile dell’anima altrui, se prima non sai ascoltare il linguaggio della tua”.

martedì 28 giugno 2011

Ma che palle il calcio!!!




Oggi diventero' l'italiano più impopolare della rete ma non ne posso più di sentir parlare di calcio!
Sembra che il mondo giri intorno al calcio, i calciatori, chi frequenta i calciatori e gli aspiranti calciatori; calcio mercato, calcio vacanze, calcio del passato, calcio del futuro, tutto l'anno ogni giorno calcio, mi sono rotto le palle, anzi la palla!
Non posso davvero credere che gli italiani non riescano ad amare lo sport in generale, non riescano a dilettarsi in altri sport, penso al tennis, penso al ciclismo, penso al basket, penso al rugby, penso alla pallavolo, penso al golf, penso alla boxe, penso al nuoto, penso all'atletica, penso alla vela, lo sci, e non continuo la lista, senza che me ne vogliano gli altri...
Lo sport e' una disciplina per la crescita, si imparano i valori, e' una scuola di addestramento alla vita, al mondo delle relazioni, al confronto con l'altro, al rispetto, alla fatica, all'allenamento, comincio a pensare che l'Italia si sia ingolfata e sia caduta su se stessa proprio perche' nei passati quarant'anni si e' nutrita soltanto di calcio e non ha visto nessuno praticare sport ma semplicemente sedersi, giudicare, incazzarsi, discutere, addirttura combattere senza nemmeno essere mai entrato in un campo di gioco, in una palestra di allenamento, senza essere capace di rispettare l'avversario.
Forse sono un po' duro ma non posso credere che i ragazzini desiderino solo giocare a calcio, e' un malanno nazionale, sono brain-washed dalla televisione, dal continuo bombardamento mediatico che segue e anticipa il calcio anche nei periodi esitivi dove si potrebbe uscire e fare attivita' all'aperto e provare a vivere altri sport e invece no, il calcio e' come le veline e la politica, una noia mortale per il popolo che viene cosi' tenuto sotto controllo. Mi sbaglio?
Io lo ripeto, sono stanco, non posso neppure aprire un sito come il corriere.it che mi trovo in prima pagine notizie di calcio, presunte trattative, presunti flirt, acquisti, vendite, discussioni, frecciatine, ma chissenefrega dei calciatori, chissenefrega degli allenatori, chissenefrega dei presidenti, chissenefrega delle societa', chissenefrega di tifoserie malate e di giovani che non hanno il controllo di se stessi...
Guardiamoci in faccia, portiamo i nostri figli a nuotare, a giocare a basket, ai centri di tennis, stiamogli vicino, insegniamogli lo sport, l'arte della disciplina e dell'amore, dedichiamoci a loro, impariamo con loro uno sport, stiamo con loro e scopriamo quali sono i talenti, e facciamoli studiare, il denaro del calcio e' in mano a persone ignoranti e presuntuose e non portano benefici a nessuno, anzi ogni due anni emerge l'ennesimo scandalo, si perche' dove ci sono tanti soldi c'e' anche la malavita e il nostro paese ha bisogno di liberarsi dalle sanguisughe, liberiamoci di un po' di calcio e vedrete che staremo tutti meglio!

mercoledì 22 giugno 2011

Un modo per imparare ad amare!

Chi mi conosce sa che adoro il mondo animale, in ogni sua forma, ogni animale che si trovi sulla terra e' per me un mondo affascinante da esplorare e conoscere. Oggi pero' mi voglio riferire all'animale che piu' di tutti ha una relazione stretta con l'uomo, il cane.
Sono attratto da ogni cane che incontro, ognuno con le sue similitudini, ognuno con le sue differenze. Ho la fortuna di avere un bassotto, un animale straordinario, fedele, indipendente, di personalità e particolarmente vivace a Tal punto che spesso e volentieri nonostante le piccole dimensioni mi sono trovato ad affrontare "simpatiche" situazioni che per fortuna non hanno causato danni permanenti ma che mi hanno fatto rischiare; in particolare ne ricordo una che ha causato un sabato mattina nel meraviglioso Parco di Monza. Aveva tre anni, quindi in piena forma e splendore,stavamo passeggiando e per legge lo tengo a guinzaglio, ma per lui era una tortura con tutti gli odori che capta un cane da caccia da tana come il bassotto e così arrivato in un pratone molto molto grande decido di liberarlo e permettergli di muoversi liberamente standomi abbastanza vicino. Dopo pochi istanti di annusamenti, con una scatto incredibile inizia a correre come impazzito, corre nel Prato tagliato fine senza ascoltare il mio richiamo, continua a correre, mi preoccupo anche perché con la velocità in pochi metri e' già distante da me, lo inseguo correndo ed urlando, lui senza neppure fermarsi raggiunge la parte opposta del Prato e spunta un cavallo con un cavaliere che stanno facendo una passeggiata. Poldo non si ferma anzi sembra proprio avercela con il cavallo e gli si mette alle caviglie abbaiando e cercando di morderlo, io intanto grido perché temo il peggio, se il cavallo solo fa un movimento di calcio, il mio cane non ha alcuno scampo, Poldo non smette ed incalza, io grido, il cavallo come spaventato da segni di irrequietezza, il cavaliere e' esperto ma anche lui non sa come uscire dalla situazione, soprattuto e' preoccupato di non far agitare il cavallo, Poldo insiste raggiungendo anche le zampe anteriori dell'animale che improvvisamente imbizzarrito si impenna scalzando il cavaliere e facendolo cadere a terra rovinosamente.

Nulla di grave ne per il cavaliere, ne per il cavallo, e naturalmente per Poldo.

Un altro simpatico episodio ha coinvolto Pocus qualche anno fa, il Labrador del mio amico Ettore. Stavamo prendendo un caffè al bar solito vicino a casa nostra e avevamo lasciato Pocus fuori legato ad una struttura metallica, quelle che distribuiscono brochure immobiliari per intenderci, improvvisamente non so bene cosa l'abbia fatto scattare, Pocus is alza e scatta forse verso un altro cane facendo cadere la struttura che con un rumore anomalo lo spaventa e lo fa scappare, portandosi dietro pero la struttura a cui era legato dal guinzaglio. Inizia a correre in mezzo alla strada per fortuna non passavano auto in quel momento e continuando a correre spaventato senza meta cerca di allontanarsi da quel rumore che lo insegue, da quella struttura che a lui probabilmente appare come qualche cosa che lo insegue e facendo scintille con il metallo corre per più di un chilometro inseguito da me ed Ettore che cerchiamo di calmarlo. Ci sono voluti più di venti minuti per fermarlo calmarono e riportarlo alla normalità.

Infine un altro simpatico episodio e' accaduto a Jack, il labrador di barbara, che da cucciolo avava il vizio di rovesciare le cose e assaggiarle. Una mattina lasciato a casa da solo per un paio d'ore jack gironzolando per la casa rimane attratto dalla zuccheriera che e' sul tavolo della cucina. Prova in ogni modo a raggiungerla quando finalmente con i denti riesce a tirare giu la tovaglia e far cadere anche la zuccheiera. Si siede comodo e si lecca tutto lo zucchero che era contenuto e assetato si beve la sua acqua.
Barbara e la sorella rientrano e trovano il macello in cucina e lui scomparso. Lo chiamano e cercano per la casa e lui e' in un angolo della terrazza in silenzio come chi sa di aver fatto qualche cosa di sbagliato, non so se avete mai visto lo sguardo che hanno, e' troppo dolce e languido che intenerisce chiunque. Il problema e' che non si muove. Finalmente esce dall'angolo e scoprono che e' gonfio come un pesce palla, in pratica lo zucchero si e' gonfiato nel suo stomaco e lo ha bloccato anche nelle zampe.

Certamente ognuno di noi che ha vissuto con un cane o un gatto ha decine di aneddoti che lo fanno ricordare e amare questi straordinari animali, così umanizzati ma che in realtà vivono in un altro sistema di leggi quello animale e non quello umano, ma ci fanno così tanto ridere e divertire come se ci ricordassero che anche noi veniamo da li.
Ho altri aneddoti straordinari che mi fanno ricordare quanto e' bello vivere e convivere con un animale, impegnativo certamente, ma nulla a che vedere con l'amore, la compagnia, la sincerità che ci donano senza chiedere altro che un po di presenza e attenzione e anche in quel caso ripagandoci con momenti di amore così puro che noi esseri umani non siamo in grado di comprendere o se lo comprendiamo a volte c'e en approfittiamo trascurandoli e maltrattandoli, dimenticando che se non siamo capaci di amare un cane o un animale non saremo in grado neppure di amare un nostro simile e soprattutto di amare il pianeta straordinario che ci ospita.
Per amare noi stessi, il pianeta, la vita, impariamo ad amare gli animali, ci fanno anche questo regalo, quello di essere cavie per imparare ad amare.

lunedì 20 giugno 2011

Assenza e presenza

"Chi sono, dove sono quando sono fuori di me, da dove vengo dove vado?"

Questo breve verso di una popolare canzone di Franco Battiato e' il tema di una riflessione che mi permetto di fare ormai da qualche tempo.
Sono domande centrali nella mia vita e mi permettono di indagare in profondita' il senso stesso della mia esistenza. La ragione principale e' legata ad un passato e ad un futuro, poi e' legata alla mia volontà di essere presente qui ed ora, alla mia aspirazione, in qualche modo al mio destino. Chi sono io? Questa e' la domanda piu' straordinaria che l'uomo, l'essere umano e' in grado di porsi, nessun altro essere vivente sulla terra e' in grado di riflettere sulla sua propria condizione, nessun essere vivente tranne l'uomo può guardarsi da fuori, può osservarsi compiere delle azioni, può osservarsi mentre compie delle azioni prefigurandole, quindi in qualche modo creando una vita prima della vita stessa. Questa straordinaria capacita che abbiamo ereditato da milioni di uomini che da millenni si sono evoluti cercando di sopravvivere alla avversita, e ben riuscendovi visto che siamo arrivati fino a noi, che siamo l'apice di questa catena ininterrotta di sviluppo, ecco questa meravigliosa catena ci permette di comprendere che la realta' non esiste ma esiste solo la realtà che siamo in grado di immaginare, che siamo in grado di prefigurare e di persegure, cioè la realtà che siamo capaci di creare noi stessi.

Poi viene la parte più interessante, quando ci chiediamo, dove sono quando sono fuori di me, perché spesso e volentieri la mia vita si muove su binari prestabiliti dove non c'e' la mia immaginazione, dove non c'e la mia prefigurazione a guidarmi, nela realizzazione ma il caso, il caos che ogni giorno ci travolge e nel quale siamo immersi, come un pezzo di leggo e' immerso nel mare e dalle correnti e dai venti spinto. Noi siamo un po' questo nella nostra vita quotidiana, ci dimentichiamo di noi, dei nostri sogni, delle nostre aspirazioni, dei nostri desideri più intimi e ci troviamo così alla deriva nel mare aperto senza nemmeno sapere come siamo arrivati fino a li.

Da dove vengo, dove vado sono passaggi altrettanto interessanti, abbiamo un passato, abbiamo alle nostre spalle milioni di anni di evoluzione, milioni di uomini e donne che come noi sono nate su questo pianeta e hanno trascorso un tempo senza sapere da dove venivano, senza sapere dove stavano andando, perche' abbiamo un futuro, un futuro straordinario che non e' il nostro futuro singolare, ma il futuro della specie umana a cui noi tutti siamo chiamati ad impegnarci e a migliorare perché possa continuare a vivere su questo pianeta, migliorandolo e comprendendo il fine ultimo dell'essere umano e dell'esistenza: contribuire.

Qualche tempo fa parlando con uno straordinario scienziato Premio Nobel, mi sono reso conto dell'importanza del contribuire, lui mi ha detto che nulla avrebbe potuto scoprire se centinaia di migliaia di scienziati prima di lui non avessero fatto ricerca, molti di loro tra l'altro sconosciuti e così anche per le scoperte che verranno non saranno possibili senza gli scienziati di oggi, insomma la nostra a' una infinita staffetta alla quale tutti partcipiano con il nostro testimone portando per un tempo e per uno spazio contribuendo così al miglioramento e alla evoluzione della specie umana.

A me personalmente questa responsabilità, questa partecipazione fa davvero molto felice!

mercoledì 15 giugno 2011

Il mio eroe!



In verita' successe molto tempo fa, ma ci sono cose che restano indelebili nella memoria, nonostante lo spazio temporale che ci divide dall'avvenimento.
Mi ricordo bene, avevo soltanto undici anni, amavo il tennis un po' per caso, ci eravamo trasferiti in un condominio che aveva un campo da tennis e con un gruppetto di bambini avevamo iniziato ad esplorare con le nostre prime racchette di legno quel meraviglioso e complessissimo rettangolo di gioco.
Ci passavamo pomeriggi interi, in due, tre, quattro a volte anche sei e a turno sfidandoci ci ispiravamo agli eroi del tennis che a quel tempo non si vedevano molto spesso in televisione.
Una sera tardi pero' resto in piedi e con mio papa' guardiamo lo sport e finalmente per mia grande gioia trasmettono il Masters da New York, la grande finale dove un giovane talento sfida la leggenda e vince:
John Patrick McEnroe batte Arthur Ashe!

Immmediatamente capisco che quel ragazzo chiaro di carnagione che parla da solo nel campo e si rivolge all'arbitro in maniera diretta e senza filtri sarà il mio idolo per gli anni di adolescenza passati tra campo di casa e club per la scuola di tennis, sinceramente anche oggi quando trovo le telecronache in lingua originale con lui come anchor mi piace lo ascolto con grande piacere.

Lui poteva fare ogni cosa nel campo da tennis, poteva ridere, sedersi, gridare, saltare la rete, rompere una racchetta, discutere con l'arbitro, insultare un avversario senza mai e poi mai perdere la concentrazione, poteva fare colpi formidabili, camminare ciondolando e mandare in tilt gli avversari e costruendo così interiormente la sua carica agonistica che gli permetteva di vincere le partite piu' importanti.
Quel suo modo di rivolgersi all'arbitro: « You cannot be serious! » diventerà la frase più popolare e utilizzata tra me e i miei amici, una specie di passaparola per crescere e mostrare al mondo che anche noi c'eravamo!

Quel suo modo di servire la palla era un capolavoro di personalizzazione di un movimento e di efficacia di risultato, le sue corde in budello tirate a 18kg una sfida alla fisica (ricordate Bjorn Borg le aveva a 38/40kg!), il suo polso capace di ammortizzare i colpi come non si mai più visto in un campo da tennis, le demi-volée con le ginocchia a terra erano esempi di un talento naturale, selvaggio, indomabile; potete quindi ben immaginare che desiderio di vedere partite su partite, ancora oggi quando mi sento in uno stato di confusione e di difficolta' vado su youtube inserisco il nome di John McEnroe e come in una meditazione entro in uno stato di pace e benessere che sposta i miei pensieri e mi orienta al tutto e' possibile. Rappresentava per me l'american dream, il nuovo che scalza il vecchio e stantio, l'America della libertà, della possibilità, i capelli lunghi, la ribellione che sentivo dentro, McEnroe la esprimeva in maniera esemplare, il suo coraggio di dire e fare cio' che sentiva essere giusto in quel momento lo faceva sembrare ai miei occhi un vero e proprio eroe.

Con un po' di nostalgia ricordo quei tempi spensierati con la vita tutta davanti a me e oggi che sono a metà strada penso che sono stato fortunato, posso ancora giocare a tennis e ancora gridare al mio avversario "You cannot be serious?". Oggi sinceramente questa frase e' diventata un promemoria per non prendermi troppo sul serio e non prendere la vita troppo sul serio e solo gustare ogni giorno nel migliore dei modi essendo grato per i giorni meravigliosi che ho vissuto.

John sei ancora il mio eroe!

lunedì 13 giugno 2011

Inizia (forse) il terzo millennio!


E' un giorno storico, gli italiani riconfermano attraverso il voto popolare la loro diffidenza verso il programma nucleare. La notizia e' che ci troviamo nuovamente ad un grande bivio, quello di dover rivoluzionare certamente il nostro stile di vita, in particolare per quanto riguarda i consumi energetici, almeno fintanto che non avranno trovato un sostituto al nucleare, al carbone, al petrolio. Iniziamo noi italiani a vivere sprecando meno energia e rinnovando il nostro stile di vita adeguandolo alle esigenze di oggi, altrimenti il nostro voto non sarà servito a nulla, visto che le centrali nucleari ce le abbiamo praticamente in casa anche noi e che spendiamo normalmente il 30% in piu' per la bolletta energetica.
Ora la speranza e' che anche i nostri vicini di casa di Slovenia, Francia, Svizzera, Germania (fino al 2022) e tutti gli altri paesi europei ed extraeuropei si decidano a smantellare le centrali nucleari e nel frattempo, ovvero in questi dieci anni di attesa sedersi ad un tavolo globale per decidere quale orientamento prendere in fatto di energia. E' un problema serio, serissimo che se non affrontato ora rischia di ricadere in una maniera quanto mai pesante e probabilmente irreversibile sulle prossime generazioni. Non e' piu' possibile rimandare le decisioni e l'orientamento da prendere anche perchè incombe il surriscaldamento globale e non possiamo permetterci di riattivare tutte le centrali a carbone per sostituire il nucleare, anche se oggi la tecnologia ha progettato un sistema di recupero del CO2 dalle centrali piu' avanzate a carbone.
Le rinnovabili sembrano certamente risolvere un problema di inquinamento ma non sono per nulla sufficienti a coprire il fabbisogno energetico oggi se poi consideriamo la domanda crescente anche di Cina, India, Russia, Brasile, e molte altre nazioni che si stanno muovendo, le rinnovabili sono ancora lontane dal coprire il fabbisogno.
Sinceramente penso che dovremmo smetterla di fare guerre un giorno si e un altro si per conquistare mercati (anche se il problema della globalizzazione e' molto più complesso e non affrontabile in poche righe) e penso che le migliori menti del pianeta debbano riunirsi costantemente e continuare a ricercare le migliori alternative energetiche pensando che il mondo tra pochi anni raggiungerà i 7,000,000,000 di individui e che tutti devono avere gli stessi di diritti energetici. Certamente il risparmio del denaro utilizzato per fare guerre sarebbe più che sufficiente a creare un "laboratorio mondiale di ricerca per le energie" e direi che potremmo inserire anche altri laboratori di ricerca congiunti, superando finalmente quelle barriere nazionalistiche che ci separano e creano costantemente muri di indifferenza tra gli uni e gli altri. L'unione fa la forza e in questo momento storico non vedo altra soluzione che la condivisione dei saperi per preparare il mondo del terzo millennio ad un livello piu' alto, e garantire la sopravvivenza del pianeta piu' straordinario del sistema solare. Mi permetto di ricordare che se fossimo di pochi metri piu' lontano dal sole tutta l'acqua sulla terra sarebbe ghiaccio e se fossimo solo qualche metro più vicino al sole tutta l'acqua sarebbe vapore, e senza acqua addio vita ed invece ogni giorno ci svegliamo e possiamo abitare, amare, vivere su questo pianeta senza nemmeno ricordare il miracolo della vita.
A tal proposito mi permetto di segnalare la visione di un film molto molto interessante che si intitola "Il Pianeta Verde", credo davvero che gli uomini uniti in interessi comuni possano raggiungere una qualita' di vita straordinaria, che viene mostrata nei primi dieci minuti di film, anziche' di pura sopravvivenza come avviene nel resto del film!
In conclusione penso che oguno di noi debba scaricarsi una immagine della terra vista dallo spazio e rendersi conto che non esiste nulla di piu' straordinario del pianeta azzurro nel sistema solare e che quindi dobbiamo prenderci cura del luogo in cui abitiamo e smettere di occuparci di faccende di ben più basso livello.

Kyrie Eleison: Signore, abbi benevolenza per me!

Mi sono spesso domandato come sarà il giorno del passaggio?
Naturalmente sto parlando di quello strettissimo passaggio che ci vede in un momento soli e di fronte alla nostra esistenza, ovvero la morte.
Ne vorrei parlare con leggerezza, non per sdrammatizzare o per paura ma semplicemente perchè parte integrante della vita stessa, senza la morte la vita non sarebbe certo interessante come invece e'; vi immaginate una vita che non ha fine, quindi una vita infinita, con le cose che non finiscono mai, ma vi immaginate che noia? Non esisterebbe neppure il piacere senza la fine.
Di fatto potremmo dire che noi incontriamo la morte decine di volte anche nella nostra giornata, ogni volta che qualche cosa finisce e' morte, ogni giorno che finisce e' morte, ed ogni volta che qualche cosa finisce ne nasce un'altra, ed e' così da millenni, milioni di anni, quindi possiamo ipotizzare che se il nostro corpo muore, certamente nasceremo in altra forma in altro luogo, quindi la morte potrebbe davvero essere la liberazione dalle pene del corpo che essendo finito ci trasporta per un tempo, nello spazio che ci e' stato concesso, in un luogo che ci e' stato destinato.
Io sinceramente penso davvero che tutto abbia un senso assoluto proprio perchè siamo sotto il tempo e in un tempo determinato possiamo far accadere delle cose, presumibilmente tutto cio' che desideriamo, rispetto naturalmente ai limiti che ognuno di noi si da, e lo affermo coscientemente visto che grazie all'evoluzione costruita dall'uomo in milioni di anni siamo partiti dall'australopiteco che e' sceso da una pianta e siamo arrivati all'homo sapiens oggi che progetta spedizioni al di fuori del sistema solare.
Ora che abbiamo provato ad investigare filosoficamente il senso dell'esistenza, vorrei ritornare all'origine e al titolo del post: Kyrie Eleison; vi suggerisco di guardare questo film corto che non risponde certamente alle questioni poco fa accennate ma umilmente prova ad indagare la sfera più prossima a noi quella del senso della vita ed in particolare il senso che ognuno di noi prova a dare ai suoi giorni cercando di essere migliore.
Se poi avrete desiderio potremo confrontarci!

http://www.vimeo.com/24414941

giovedì 9 giugno 2011

per andare oltre...









Per andare oltre e' il pensiero che mi gira nella mente da qualche giorno.
Cosa vuol dire andare oltre? Ci sono molti oltre da superare, mi vengono in mente convinzioni, paure, condizionamenti, limitazioni, insicurezze, ignoranza, virtù, ristrettezze economiche, crisi di vario genere, insomma tutte buone ragioni per restare immobili esattamente dove ci troviamo, senza rischiare di perdere nulla e senza rischiare di guadagnare nulla.

In verità ciò che fa la differenza nella vita e' mettersi in relazione.

Mettersi in relazione con il condizionamento, con la paura, con le convinzioni, con le limitazioni, con l'ignoranza e dalla relazione far emergere non una nuova convinzione, limitazione o paura ma un nuovo prodotto, il prodotto della verifica, della verità, del confronto, della relazione, del rilancio, dell'integrazione, dell'inclusività, l'Uomo Nuovo.

Nella mia vita ho avuto la straordinaria fortuna di potermi relazionare a persone straordinarie di cui potrei fare dei brevi ritratti, dal quale ne uscirebbe caratteristica principale, tutti si sono confrontati con la paura sotto ogni forma, probabilmente senza sconfiggerla ma sicuramente imparando a convivere e a renderla una molla in grado di stimolare la ricerca, appunto la relazione.

Uno di questi uomini straordinari si chiama Dennis Oppenheim, un artista, un uomo integro, prodotto di un continuo confronto e ricerca di relazione con se stesso, con altri uomini, con la natura. Dalla natura e' partito, dall'incontro, dalla relazione con la natura ha realizzato il suo essere artista e ricercatore, curioso e scienziato della forma e' riuscito a mettere in luce l'essenza della relazione tra essere umano e ambiente in una maniera semplice, confrontandosi con i suoi propri limiti e cercando di interagire con tutto cio' che lo ha contenuto, la natura stessa.
Ho pensato di inserire sei immagini di sue opere, performances che da molti anni mi permettono di continuare a superare i miei limiti, a non sedermi ed accomodarmi su ciò che raggiungo ma rilanciare senza paura, avere la paura come molla di ricerca e crescita per raggiungere ogni giorno uno stato di consapevolezza di me stesso piu' elevato, riuscendo così ad interagire ed amare maggiormente i miei simili e così a rispettare la natura, e qui uso un giro di parole, realizzando la mia natura sono in sintonia con la natura.