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mercoledì 3 ottobre 2012
Riflettendo!
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mercoledì 14 dicembre 2011
Ci stanno prendendo in giro???
In questi giorni sto riflettendo su cio' che sta vivendo l'Italia da qualche mese a questa parte, sono pensieri a volte associativi a volte creativi, sono il risultato di discussioni con amici, di qualche lettura di quotidiani, sinceramente pochi per evitare di prendere una posizione predefinita che non mi permetterebbe una riflessione libera, pulita, imparziale.
Penso che la pressione che stiamo vivendo come cittadini italiani ed europei sia un perfetto inganno, penso che le persone che governano il paese, le aziende, le università, i media, i sindacati, le scuole stiano facendo costantemente il gioco degli speculatori, stiamo avallando un sistema economico fallimentare che permette a pochi di avvantaggiarsi sui molti, senza in alcun modo andare a risanare i danni causati da decenni di dissennato governo. La tecnica della paura sta lentamente minando la mente di ognuno di noi, la sta corrompendo, la sta ossessionando per mantenerla in uno stato di ansia ed angoscia che non permette altro che pensieri legati alla sopravvivenza, ripulendola da quella potenza straordinaria di immaginare per renderla piatta ed univoca verso cio' che si chiama profitto, incapace di amare in maniera deliberata.
Parlavo di sopravvivenza, Si sopravvivenza, legge della savana, mors tua vita mea; ognuno di noi vive con lo sguardo del predatore su di se', lo sguardo di colui che quando affamato si metterà sulle nostre tracce e più la fame sara' intensa meno probabilità di sopravvivere al duello avremo. Io sento su di me gli occhi di predatori affamati di denaro, di potere, di profitto, predatori sanguinari senza scrupoli ne' coscienza, inseriti nella nostra società, che vivono come noi, camminano come noi, sorridono come noi, interagiscono come noi, ma sono noi, sono replicanti con il cervello lavato, pronti a sferrare il colpo mortale.
Ci hanno tolto ogni diritto democratico di voto, ci hanno tolto ogni possibilità di sognare, ci hanno tolto la possibilità di criticare, ci hanno dato in cambio paura, impossibilità di realizzarsi a pieno, occupando tutti i posti di controllo con mezzi illegali, e' illegale mettere una persona che non lo merita in un posto di comando, presidiare per mantenere il controllo, e i liberi cittadini non hanno alcuna chance di cambiare lo status quo perche' non esiste il merito, esistono le caste come in India e non e' pensabile di cambiare il proprio stato di nascita.
Pensiamo alla nostra Italia, pensiamo a quello che il nuovo governo sta facendo, sta rispondendo a banchieri, a petrolieri, a farmaceutiche, a finanziarie, ad energetiche, ad assicurative, alzando i prezzi di ogni bene primario, ripeto primario, cioe' di cui non ne possiamo fare a meno, togliendoci dal portafoglio migliaia di euro in piu' all'anno (pensate alla benzina, alle assicurazioni, ai beni di largo consumo etc.), poi discutono di tasse come l'ICI e la patrimoniale, senza considerare misure drastiche per non intaccare le uniche economie floridissime, il lavoro nero, l'evasione fiscale e la criminalità organizzata!
Questo e' il cancro di un paese che presto morira', non morira' probabilmente da un punto di vista economico finanziario anche perche' stiamo pagando come sempre avviene il grande debito noi consumatori, e' un paese che morira' perche' svuotato nelle sue energie migliori, svuotato dalla stanchezza di scappare da predatori che si alternano da decenni e prendono tutto, da predatori che anche oggi non mollano alcun privilegio, da personaggi come Monti (di alto profilo) che non hanno una visione da perseguire, di un nuovo mondo da costruire ma solo una gestione di una emergenza.
Pensando sempre alle emergenze senza avere una nuova idea di società, saremo sempre in emergenza, il debito non verrà ripagato dall'aumento delle tasse, quello servirà solo a mantenere l'Italia così come e', tra vent'anni saremo ancora allo stesso punto a discutere di come sopravvivere perchè semplicemente continuano a togliere e non tagliare, mantenere e non distruggere e ricostruire, se non si rinnovano le idee e le rimescolano e sono sempre quelle ci avvelenano.
Può un uomo di oltre settant'anni,(alto profilo) avere delle idee nuove, può avere la forza fisica di rinnovare, può avere il tempo di costruire una nuova società sulle ceneri di una societa' che andava bene quarant'anni fa (forse)?
Io dico di no, io dico che non e' la strada da seguire, io dico che in pensione a sessantacinque anni ci devono andare i politici, i manager, i presidenti, i giornalisti, pensioni senza privilegi come tutti, e se mi dite la qualità intellettuale ed esperienziale non dipende dall'età io rispondo e' vero hai ragione, ma e' la scienza che lo dice non io ed e' più probabile che l'innovazione venga da una mente di ventenne che di un settantenne e quindi sono disposto in questo momento di passaggio a rischiare sulla gioventù!
Se Monti non andrà via presto per far spazio al nuovo, al rinnovamento le cose non cambieranno, non cambierà nulla, saremo solo più poveri, più arrabbiati, più frustrati, non potremo spendere perchè non avremo nulla, l'economia stagnerà ed infine entrerà in recessione, e forse con migliaia di migliaia di persone per strada senza lavoro, anche i predatori intoccabili sentiranno la paura e cento gnu che attaccano un leone lo distruggono in pochi istanti!
Io voglio vivere, io voglio sognare, io mi voglio realizzare nel mio paese libero dalle sanguisughe che mi stanno addosso, libero dai privilegi acquisiti, libero dalla mediocrita', libero dall'ignoranza, libero da tutti coloro che solo vogliono sopravvivere.
Allora smettiamola prima di tutto di avere paura, smettiamo di leggere giornali, smettiamo di guardare Fiorello e la nomenclatura nelle prime file del suo pseudo show, smettiamo di andare in automobile anche per pochi metri, smettiamo di fare spesa nei centri commerciali, smettiamo di vestirci con abiti firmati, smettiamo di andare nei ristoranti che curano il food cost e non il food quality, smettiamo di frequentare le persone che intorno a noi non amano la bellezza e soprattutto non la riconoscono, smettiamo di acquistare musica inutile, smettiamo di acquistare cellulari nuovi e sofisticati ed usarli per digitare dei numeri, smettiamo di andare al cinema a vedere film inutili, smettiamo di non parlare con le persone che ci sono intorno e che incontriamo ogni giorno... smettiamola veramente di essere consumatori, superiamo questa definizione, ritorniamo ad essere cittadini ed poi esseri umani, ritorniamo alle nostre potenzialità, ritorniamo ad amarci senza paura, ritorniamo a ricercare l'equilibrio dentro di noi, ritorniamo a soddisfarci di noi stessi senza ricercare appigli fuori da noi. Tutto cio' che e' fuori da noi e' destinato a finire a passare e piu' ci dedichiamo a cio' che e' fuori di noi piu' siamo destinati alla sofferenza, e' un ciclo continuo, eterno che invece dobbiamo interrompere.
Se il 12-12-2012 fosse davvero la fine del mondo vogliamo arrivarci con la paura?
Se fosse la fine della nostra epoca vogliamo vivere i prossimi dodici mesi, i prossimi trecentosessantacinque giorni che ci mancano in questo stato di angoscia e povertà interiore?
Se fosse la fine di un'era, perchè non ci rinnoviamo ed arriviamo pronti all'inizio di quella nuova, diversi, liberi dalla paura?
Come vivreste se ogni giorno fosse il vostro ultimo giorno di questo viaggio meraviglioso che si chiama vita?
Io me lo chiedo ogni giorno ed ultimamente con coraggio ricerco la mia verità e sto rinnovando la mia visione della vita, delle cose, della gente e tu?
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lunedì 24 ottobre 2011
Ciao Marco, ciao!

Non mi piace di solito seguire gli eventi di cronaca quotidiana, commentarli, dare una mia opinione, mi piace spaziare respirando l'aria, ascoltando le cosa che mi affiorano e risuonano senza un ordine prestabilito, ma oggi e' diverso, oggi quella tragedia che ha colpito Marco Simoncelli non riesce ad uscirmi dai pensieri.
Io di mia natura sono ancora incapace di dare un senso alla morte, sono attaccato alla vita, sono attaccato alle persone, agli oggetti, alla storie, sono costretto in questa ragnatela di sentimenti che spesso non mi fanno godere del momento presente, non mi fanno godere dell'ora proprio perche' preoccupato dalla separazione. Quindi capirete che la morte di un ragazzo cosi' giovane e' certamente sconvolgente, e' praticamente senza spiegazione, senza appello, nella sua assolutezza da lasciarmi sgomento.
La notizia che ho sentito ieri non riesce a uscire, non trova una via di uscita dalla mia scatola di pensieri ed emozioni, mi sta mettendo di fronte alle mie paure, mi sta mettendo di fronte all'urgenza di dare risposta alla mia vita, di arrivare a dare un senso all'esistenza perche' la morte non mi colga nell'infelicità.
Certamente questo pensiero mi riporta alla vita di Marco Simoncelli, di questo ragazzino spericolato che ha trovato il senso della sua esistenza nelle moto, nelle corse, diventando un pilota straordinario, ma ancora di piu' diventando un ragazzo straordinario proprio perche' anche se in pochi anni ha reso la sua esistenza la migliore che poteva desiderare, facendo quello per cui e' nato, dando voce al suo talento, alla sua essenza, vivendo la sua vita nella gioia e nella felicità. In questa ottica allora una vita non la si puo' ritenere sprecata, non la si puo' ritenere perduta, chiunque trova e nobilita se stesso, in qualunque momento puo' venire colto dalla morte e' non lo trovera' impreparato, non avra' rimpianti ne'rimorsi, perche' ha espresso il suo miglior se', il miglior se' non guarda l'eta' ma guarda lo sviluppo del proprio talento e della propria essenza, tu caro Marco hai fatto moltissimo in un tempo brevissimo e per questo moltissimo ti sara' dato!
E' quindi a questo che tutti dobbiamo appellarci nella nostra esistenza, di non rimandare neppure di un'ora la comprensione di cio' che ci fa felice, di cio' che ci permette di esprimere in nostro migliore se', di non sprecare la nostra vita in faccende marginali, di contorno ma di andare dritto alla domanda, "Io chi sono veramente, e che cosa desidero veramente dalla mia esistenza?" e di impegnarci a dare una risposta, forse piu' di una risposta, forse risposte diverse nell'arco di una vita.
Io credo che Marco se la sia fatta molte volte questa domanda ma anche se la fosse fatta una sola volta, ha cercato e trovato la risposta in maniera sincera e diretta, dando a se stesso la possibilità di realizzarsi, cosi' in pochi anni con una carriera meravigliosa, fatta di vittorie, di sconfitte, di cadute, di speranze, di amore, di ispirazione, e' entrato nella vita di ognuno di noi, donandoci con la sua morte un momento di profondissima riflessione, quel sacro momento che ci si apre quando perdiamo una cosa importante, dimostrandoci con la sua gioia e serenità che la vita e' bellissima e deve essere vissuta alla ricerca di noi stessi per trovare quello spazio di pace che e' fondamentale ogni giorno della nostra vita per poterci essere, per poterci dire: "Io sono felice e so cosa desidero realizzare nella mia vita e ogni giorno mi impegno per farlo!"
Ciao Marco, ciao e grazie per tutto!
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mercoledì 31 agosto 2011
Resistere!!!
Contrastare, durare, lottare, opporsi, ostinarsi, perseverare, reagire, respingere, rimanere, stare saldo... sono tutti sinonimi del verbo resistere!
La riflessione di oggi e' qualche cosa che mi porto dentro da anni, e' un pensiero, un'emozione, un'azione che provo a mettere in pratica ogni qualvolta ricevo una sollecitazione forte che mi colpisce profondamente e che mi porta di scatto a reagire in modo sconclusionato, meccanico, disordinato ma soprattutto disorientato. Mi spiego meglio, pensando che sia capitato anche a voi di aver ricevuto uno schiaffo, sia fisico che metaforico e che da dentro sia partita una folata di calore seguita da rabbia, poca lucidità, sorpresa, e che questo stato abbia dominato totlamente la vostra ragione, emozione, azione, innescando il desiderio di usare la bocca, quando va bene, come mitra carico di parole, emozioni negative, impropreri, quando va male invece, usando le mani per restituire cio' che abbiamo ricevuto; ecco in questo stato di alterazione il soddisfacimento dura solo pochi istanti e viene seguito poi da uno stato di stanchezza, rimorso, senso di colpa per non essere riusciti a resistere alle provocazioni o alla aggressione.
Ho immaginato così una vita nuova basata sulla resistenza alle provocazioni, basata sul contenimento dell'aggressivita', basata sul movimento rapido per non essere colpiti da questi sentimenti che prendono il possesso della parte bassa della nostra macchina umana, che prendono il controllo dell'area istintiva che desidera difendere il territorio invaso, un po' come quando vi avvicinate ad un cancello di una villetta e un cane viene contro iniziando ad abbaiare.
Ho cosi' scoperto provando e riprovando, che resistere non e' abbastanza, che resistere e' solo il primo passo per la creazione di quel nuovo stato che permette di muoversi liberamente fuori dalla gabbia della rabbia (non a caso sono in rima), che devono seguire altri momenti fondamentali per potersi liberare, se non completamente ma almeno in maniera decisiva; occorre subito dopo aver praticato la resistenza, arrendersi ed accettare che in noi esiste anche una parte che fatica ad assoggettarsi alla resistenza perche' non ne capisce la ragione; qui subentra un terzo fattore straordinariamente utile che e' il distacco dalla situazione che stiamo vivendo, come se cio' che accade non accadesse in noi ma stessimo assistendo ad un film della nostra vita, questo permette di avere un punto di vista superiore, possiamo quindi guardarci in quell'istante nella situazione, guardare i due antagonisti e decidere dopo qualche secondo (ideale sarebbero almeno dodici, quindici secondi) quanta distanza mettere tra noi e cio' che ci sta scatenando la reazione automatica, meccanica (normalmente tra l'altro sempre la stessa!).
Infine, definita la distanza, si apre dentro di noi uno spazio, che corrisponde anche ad un tempo molto ampio, una sensazione di liberta' assoluta, la liberta' di non essere dominato da nulla ma di poter dominare ogni manifestazione del nostro essere, ed e' a questo punto in questo spazio di silenzio e liberta' assoluto che possiamo determinare la miglior risposta possibile alla sollecitazione che e' ormai neutralizzata e quindi innocua nei nostri confronti; un altro prodigio e' che scopriremo che possiamo scegliere tra varie risposte, come se dentro di noi si creassero nuovi percorsi mentali, emotivi e di azione, che non sono piu' esclusive alla difesa del territorio (cane dentro il cancello) ma sono creative e variegate, frutto di un piu' alto utilizzo della nostra mente, un utilizzo finalizzato all'evoluzione e non semplicemente alla conservazione.
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domenica 28 agosto 2011
La Bandiera Americana!
Innanzi tutto, ciao a tutti!
Sono rietrato ieri sera a casa con il desiderio di scrivere e raccontare le milioni di sensazioni, argomenti, pensieri, emozioni, desideri che in queste settimane di distacco ho vissuto dentro di me.
Pochi giorni fa ho trovato in un mercatino una sciarpa stampata con la bandiera americana in trasparenza, mi ha attirato, ho fatto un giro qualche fotografia e al mio ritorno ho deciso di fermarmi per acquistarla.
Mentre camminavo mi sono reso conto che ognuno di noi per poter vivere una vita piena e ricca ha bisogno di credere in qualche cosa di piu' grande della sua vita, piu' grande delle cose che realizza ogni giorno, piu' grande della sua stessa natura e capacita' di immaginazione, per me, nella mia formazione adolescenziale, per i miei sogni, la bandiera americana ha rappresentato il mio desiderio di realizzare una vita piena, di credere in un mio sogno.
La pausa lavorativa estiva e' un momento importante, fondamentale per potersi confrontare con la propria vita, con i propri desideri, con tutto quello che si e' fatto, un punto nave fondamentale per poter ritrovare l'energie per continuare o per poter ritarare e riprendere il percorso con piu' chiarezza e determinazione. Quella bandiera per me rappresenta le energie per continuare ad inseguire la mia America, il mio sogno, che e' quello di diventare in uomo migliore, consapevole, di incrementare l'armonia intorno a me simolando la ricerca della verita', permettendo a tutti coloro con cui vengo in contatto di potersi esprimere al meglio, di poter contribuire alla crescita, dando e prendendo il meglio possibile da ogni situazione.
Cosi' dopo due settimane di pensieri liberi e di emozioni mi sono ripreso in mano la vita, l'ho guardata di nuovo in dettaglio, ho provato a respirarla mettendomi in una posizione nuova, come se fossi sugli spalti e guardassi una grande piazza nella quale trovo tutte le cose che ho fatto, che vorrei fare, le esperienze vissute, quelle che vorrei vivere e le guardassi con distanza come se non mi appartenessero piu' ma fossero parte di un percorso che mi ha portato fino a qui oggi ma che non hanno piu' alcune influenza sulle cose che accadranno da ora in poi; ho continuato il gioco immaginando di lasciare, di scaricare molte cose inutili che mi porto dentro e che invece di farmi andare veloce mi impediscono anche di respirare in alcuni momenti, quindi ho visto nella piazza cumuli di oggetti e borse piene abbandonate un po' dappertutto.
Non appena mi sono liberato i pensieri ho visto che mi sentivo meglio, come se avessi tolto degli zaini, come se molte delle cose che mi sembravano fondamentali per la mia sopravvivenza in realta' non fossero che etichette, adesivi incollati, baccialetti, anelli, cinture, insomma cose che si arrotolano intorno e rallentano il movimento. Per caso poi passo davanti ad una televisione e' c'e' la finale dei mondiali dei 100 metri. Mi fermo e guardo la fase di preparazione alla partenza e vedo che ognuno degli sprinter e' praticamente nudo, porta solo una tuta che e' cosi' appiccicata al corpo che sembra disegnata, non ha null'altro e allora vedo che porta dei comportamenti che in apparenza sembrano scaramantici ma in realta' sono dei pesi, per esempio il peso di dover vincere a tutti i costi, in particolare l'atleta piu' straordinario Usain Bolt ha la pressione di chi non solo deve vincere ma deve dimostrare che non ha rivali. I suoi avversari forse intimoriti, forse davvero concentrati per trovare lo stato interiore migliore per fare il loro meglio sono silenzioni, immobili, concentrati, lui invece ha i pesi che per la prima volta sembrano troppo pensanti anche per lui. Un istante alla partenza e via, Usain non riesce a tenere il peso e scatta in anticipo e la gara finisce li!
La vita, la pressione, i pesi, lo allontanano inesorabilmente dal suo obiettivo e viene eliminato.
Io penso che per tutti noi sia lo stesso, io penso che se non ci alleggeriamo quanto piu' possibile ogni giorno con il tempo la vita ci diventi difficile, allontanandoci dalla felicita' e dalla gioia di vivere che poi alla fine e' l'unica cosa che conta, visto che non c'e' ieri e non c'e' domani se non c'e' oggi!
Quindi per terminare la mia riflessione, suggerisco a tutti di provare a trovare un simbolo che sia in grado di scatenere le vostre migliori energie ed entusiasmo e con quello stato guardate la vostra vita e cercate di interpretarla al meglio, lasciando cio' che e' pesante e non vi permette di essere liberi di scattare e correre i vostri 100 metri (spazio) che potrebbero essere 100 anni (tempo) che sono in luogo preciso (terra). Per concludere ho poi guardato la finale senza Bolt e ha vinto Blake, un ragazzo che nello sguardo per me aveva gia' vinto la gara della sua vita oggi, perche' il suo sguardo era grato alla vita e al momento, leggero senza alcun peso, fluido e leggero come ogni uomo puo' essere, in grado anche di correre contro il vento (avversità) che ognuno incontrera' sul suo percorso (vita), e vincere!
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venerdì 1 luglio 2011
Stamattina 1/7/11!

Durante la mia corsetta quotidiana questa mattina abbastanza presto e' accaduta una cosa molto interessante che mi ha spinto alla riflessione che faccio con voi ora. Spesso i nostri giorni sembrano tutti uguali perche' facciamo sempre le stesse cose meccanicamente, quasi senza esserci direi, ci alziamo, ci laviamo, facciamo colazione, prendiamo l'auto (purtroppo!), andiamo al lavoro, ci sediamo, parliamo, controlliamo la posta elettronica, leggiamo il giornale, facciamo riunioni e cosi' via... spesso questa vita ci fa comunque felici almeno in parte perche' ci da sicurezza e riferimenti precisi; possiamo vivere tutta la nostra esistenza in questa maniera senza esserci, senza che assaporiamo le cose mentre le facciamo ma le facciamo semplicemente perche' abbiamo imparato a farle, ci hanno educato a farle, e questo livello di vita sinceramente non e' piu' sufficiente per farmi felice. Torno quindi a stamattina, per la terza mattina di seguito, mi alzo mi preparo, esco mi scaldo qualche minuto ed inizio a correre, lentamente, facendo un giro che mi permette dei sali scendi che portano a regime la mia macchina corpo e la fanno faticare abbastanza per sudare, senza troppo sforzo del cuore. Il giro e' abbastanza lungo, circa due chilometri e mezzo che eseguo due volte; mercoledi, giovedi e venerdì stamattina ho incrociato una signora che andava al lavoro nello stesso identico punto, che tra l'altro e' un angolo e ci siamo incrociati tre volte di seguito, io con i miei movimenti esatti ritmati, lei con il suo passo ciondolante, l'incontro puo' avvenire solo in quell'istante, solo in quel momento perche' se passassi quindici secondi prima o quindici secondi dopo non potremmo nemmeno vederci.
Tre giorni di seguito!
Tre giorni esattamente uguali nella forma!
La mia riflessione è: la vita accade comunque sia che io sia presente oppure nel flusso meccanico delle cose che hai imparato a fare, passa inesorabile ogni giorno fortuitamente senza di me, come l'incontro ripetuto di stamane, puo' essere un film uguale ed uguale ed uguale fino alla nausea ma se siamo presenti, se viviamo ogni istante come se fosse una novità, ed e' esattamente così, senza quella memoria che mi fa dire: "si si lo so già come va a finire!", come se la vita accadesse proprio in quell'istante allora anche la ripetizione non sarebbe una copia, della copia, della copia di giorni vissuti tutti uguali, sarebbe la vita, sarebbe il qui ed ora, con un sapore straordinario, un gusto dolcissimo, una intensità difficile da descrivere a parole, la vita sarebbe la vita e noi saremmo consapevoli di tutto cio' che accade anche dei nostri tessuti che in tre giorni si sono consumati e rigenerati, saremmo felici perche' non occupati nella mente da pensieri confusi, legati alla memoria, legati alla paura, al possesso, all'attaccamento, ma saremmo vuoti e nello stesso tempo pieni di vita, la nostra vita!
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