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venerdì 23 novembre 2012

Un giorno tutto questo sarà tuo!





Non sono un elettore del PD, in verita' non mi considero neppure piu' un elettore, sono di quelli che ancora non hanno trovato casa, forse la troverò un giorno solo dentro di me, percio' mi permetto da osservatore esterno di consigliare gli elettori del PD, (quando ci sara' occasione consigliero' anche agli elettori del PDL) di farsi una domanda profonda, quella di provare ad immaginare l'Italia tra vent'anni, ovvero l'Italia di chi oggi ha due o tre anni, di immaginarla come vorremmo che fosse, di immaginare come vorremmo che fossero i mezzi pubblici, le poste, le banche, gli ospedali, le pensioni, le citta', le ciclabili, le autostrade, i traghetti, le statali, i semafori, i pronto soccorso, le relazioni con gli altri cittadini, le scuole, gli asili, le universita', i contratti di lavoro e le opportunita' di realizzare i propri talenti con impegno e merito, i marciapiedi, e gli angoli di campagna, le discariche, lo smaltimento di rifiuti tossici e non tossici, i supermercati, i mercati, i trasporti di merce, le relazioni con l'Europa, le relazioni con il mondo tra vent'anni, le immigrazioni, la coesistenza, la multiculturalita', i nuovi media, i giornali, le televisioni e le proposte fatte, insomma pensare, pensare, pensare, riflettere riflettere riflettere, preparare preparare preparare, questo dobbiamo fare oggi tutto insieme, chiederci che mondo desideriamo vivere e mentre ce lo chiediamo informarci, discriminare, liberare la nostra mente dalla paura, e dall'ideologia che ci ha formato e ha suo malgrado distrutto il piu' bel paese del mondo, un paese che era all'avanguardia nella creativita', nell'impresa, nella cultura, nell'arte, nelle scienze, nell'accoglienza.
Dobbiamo chiederci senza se e senza ma chi rappresenta ora una vera innovazione e chi e' in grado di spingere questo enorme circo altrove, tenendo presente che le ruote del circo ora sono sprofondate nella melma e la melma si e' seccata.
Percio' questo e' cio' che mi auguro domenica per tutti voi elettori del PD di avere il coraggio di non votare piu' tutti coloro che hanno contribuito a fondare e affondare il circo e vi affidiate con lo spirito critico a coloro che danno segni di vitalita' e di visione. Senza una visione non e' possibile realizzare nulla, siamo ancora in tempo ma dobbiamo rinnovarci e il rinnovamento e' provare a pensare al futuro con i desideri che abbiamo nel presente, proiettarci e proiettare i nostri figli nel mondo del 2033 e sognare altro da quello smog, dalla spazzatura che oggi tutti ci buttano addosso, una spazzatura che hanno creato e non hanno neppure mai pensato a come smaltire!
Lasciate perdere Bersani che non solo naviga a vista ma e' una mela ormai passata, caduta dall'albero e in putrefazione, lasciate perdere Vendola le cui visioni sono confuse come sono confusi i modi in cui intende realizzarle; considerate seriamente Matteo Renzi che ha energia, spregiudicatezza, coraggio, arroganza che non fa male perche' e' parte della forza della gioventu' e del mondo che si immagina, considerate Laura Puppato che e' una donna libera e ha una sensibilità rara sul panorama politico...

Non abbiate paura di prendere una nuova decisione per la vostra vita e lasciate che i detrattori che hanno ucciso il piu' bel paese del mondo possano pagare nel dimenticatoio i loro peccati di superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira ed accidia, estendendo a quasi tutta la classe politica questo richiamo che suona come espulsione.

Ho trovato poco fa una breve dichiarazione di un personaggio di cui si puo' dire tutto ma non che non sia stato all'interno del Parlamento e che non conosca a menadito i personaggi di cui parla:

PIETRO ICHINO - "Le roccaforti della sinistra non stanno fra i precari, ma nel pubblico impiego, non stanno fra i giovani, ma fra i vecchi, non fra chi rischia di piu' ma fra chi rischia di meno''. Cosi' Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, 'rottama' le politiche sul lavoro della vecchia sinistra in Italia, dal palco della convention di Renzi. Ichino ha criticato quella sinistra che ''non ha dato niente agli esclusi, ma ha difeso solo i piccoli diritti di chi qualche diritto aveva, questa sinistra deve fare una profonda autocritica''. Quella stessa sinistra che, ad esempio, ''ha difeso come chiave di volta - ha aggiunto - la regola dell'inderogabilita' assoluta del Ccnl'', arrivando ''in ritardo di 10 anni rispetto a Germania e Svezia all'accordo che ha sancito l'esatto contrario. Avete sentito qualcuno dire
'scusate, abbiamo sbagliato'? No, c'e' sempre la presunzione di essere nel giusto, anzi all'avanguardia della sinistra mondiale''. E Renzi, dopo l'intervento del giuslavorista ha subito twittato: "C'e' piu' sinistra in cinque minuti di Ichino che in 10 anni di discussione dei soliti noti''.

Non gettate la vostra preferenza nel cestino, gettate il vostro cuore nel futuro e votate per coloro che vi sanno scaldare e vi danno garanzie!

mercoledì 25 luglio 2012

Davide con la testa di Golia!




Siamo alle solite: da una parte il governo tecnico di Monti che risponde all'Europa che non conclude nulla perche' un tecnico e' come un idralulico lavora sul suo non gli puoi chiedere di progettare una casa; dall'altra la politica mediocre italiana fatta da Berlusconi, D'Alema, Casini, Bersani, Di Pietro e tutti i loro seguiti di inconcludenti parassiti, professionisti del nulla che non si rassegnano a levarsi dai coglioni; dall'altra ancora lo stato italiano capeggiato dal vecchio comunista che il massimo delle riforme che riesce a prevedere e' quella di chiedere con toni seri di tirare la cinghia agli italiani, lasciando che lo stato sperperatore e incassatore amministri in maniera folle tutto il denaro pubblico, facendo aumentare le tasse la pressione e diventando sempre piu' simile ad una dittatura dell'economia piuttosto che una democrazia diretta; dall'altra ancora la criminalità organizzata, le mafie, che in questi momenti incassano sempre piu' denaro e si infiltrano sempre meglio nelle reti bucate della politica, mangiate dai pesci della politica, che per trattenere i privilegi e le sedie sotto il sedere li lasciano entrare, dandogli il benvenuto visto che sono pieni zeppi di soldi illeciti, gli unici a circolare oggi in Italia. Infine al centro ci siamo noi, i cittadini, sudditi di questo circo sempre piu' malato, in cui gli animali siamo proprio noi, maltrattati e sfiancati che però da un momento all'altro potrebbero aggredire a morte i domatori.

Oggi l'aggressione e' del tutto superflua, il problema pero' e' che se non ci muoviamo uniti non potremo riguadagnare il nostro futuro, ed ora, io personalmente, con tutti i rischi che ne conseguono chiedo al Movimento di Beppe Grillo di farsi portavoce vero, diretto, concreto, di un reale cambiamento, la fortuna che ci sia un movimento come quello a cinque stelle ci permette di sperare, di rompere le catene e di veder crollare finalmente uno stato feudatario, mettendo in fuga gli impresari fallimentari ad ogni livello e ricominciare a determinare come cittadini il nostro presente e il nostro futuro, smascherando i furbi e sostenendo i piu' deboli. Ci vuole un giocatore che non sia del gioco, che non abbia da mangiare in quel gioco, che abbia interessi avulsi e che come ognuno di noi sia mosso dal dolore di vedere che la ruberia, la furbizia di pochi abbia distrutto la ricchezza di molti, altrimenti siamo ancora nello stesso problema, mangiare tutti dallo stesso piatto ci fa diventare belve feroci ed affamate.

Non ho mai pensato alla politica, all'economia, alla pubblica amministrazione, non sono mai stato ad una riunione di partiti o movimenti, tanto meno quello di Beppe Grillo, ma sono cosi' stremato dalla presa in giro e dal nulla che mi viene continuamente proposto che sono disposto a dedicare parte del mio tempo alla costruzione di un progetto politico e di vita che possa permetterci oggi di vivere in maniera durevole e alle generazioni future di poter proseguire la strada del miglioramento, vivendo una vita degna, che onori ogni essere umano, libera dalla dittatura del denaro e da valori di pura competizione, inclusiva per tutti ed equilibrata.

Il benessere e' una cosa interiore e ha bisogno di poco, tutto quello che sta fuori di noi e' un luccichio, e' un'ombra cinese, dove tutto sembra molto piu' grande, spaventoso ed attraente. In verita' dobbiamo solo entrare in noi ed iniziare a chiederci quali sono i valori su cui vogliamo costruire la nostra casa, la nostra vita, i valori poi determineranno il nostro destino, che non e' altro che la destinazione alla quale puntiamo, determinando così insieme, il destino della nostra nazione.


Davide con la testa di Golia.
Caravaggio 1609-1610

mercoledì 18 luglio 2012

Tabula rasa!

Tabula rasa:

nell'antica Roma una tabula rasa era una tavoletta di cera cancellata in modo da poter essere usata per riscrivervi sopra. Metaforizzato è il concetto applicato all'intelletto.
Esso allude alla mancanza di conoscenze a priori e, quindi, alla totale potenzialità di acquisizione da parte di esso di qualsiasi conoscenza. Con quest'espressione, già a partire da Aristotele, si è espressa l'idea che l'essere umano nasce senza nulla di innato dal punto di vista mentale, tesi contrapposta a quella che attribuisce più importanza alla componente biologica nella formazione dell'intelletto e della personalità. 
Negli ultimi anni, alcuni studiosi come ad esempio Steven Pinker, basandosi su studi su gemelli, casi di adozioni o altri casi particolari, hanno sostenuto che il patrimonio genetico determina almeno in parte (innatismo) le caratteristiche ed il comportamento dell'individuo.

Nel senso comune, questa espressione allude all'azzeramento di una data situazione, per ripartire da capo, ed e' questo che mi auguro nel profondo del cuore, conscio dei pericoli che ne conseguiranno.

Il link qui di seguito e' notizia di qualche tempo fa, ma che oggi torna ancora piu' di attualita' se si pensa che per assumere il nuovo DG Rai il Dott. Luigi Gubitosi, in tempo di austerita' ricevera' uno stipendio annuo di 650,000 euro piu' bonus e un contratto a tempo indeterminato! 
http://video.corriere.it/daverio-cacciato-rai-si-fa-male/2e3ab4f8-ea81-11e0-ae06-4da866778017
Allora Rai taglia l'unica trasmissione in grado di rispondere alla missione originale ma aumenta lo stipendio del direttore generale, offrendo un incarico a tempo indeterminato, sconfessando le dichiarazioni di Monti e Fornero sulla mobilità (che pagliacci!)!
Insisto da mesi con la mia idea che finche' non falliremo definitivamente, finche' questa farsa, questo burlesque della politica e dello statalismo non verranno abbattuti non sara' possibile liberare l'Italia dalle incrostazioni che la rendono sempre piu' debole e morente, rendendo deboli e morenti tutti gli italiani, senza prospettive e senza sogni. 
Le incrostazioni le potete osservare in ogni luogo intorno a voi, ogni luogo in cui ci sia il beneficio di essere alle dipendenze dello Stato, oppure imparentato o amico di qualche fazione politica. Mi dispiace di far di tutta l'erba un fascio, certamente ci sono delle individualità operative capaci ma non possiamo difenderle in questo stato di difficoltà. Oggi volendo citare Mao Tse-Tung dovremmo pero' rinnovare il suo aforisma: "Colpirne 100 per educarne uno"!

Pensate, riflettete, meditate

mercoledì 14 dicembre 2011

Ci stanno prendendo in giro???



In questi giorni sto riflettendo su cio' che sta vivendo l'Italia da qualche mese a questa parte, sono pensieri a volte associativi a volte creativi, sono il risultato di discussioni con amici, di qualche lettura di quotidiani, sinceramente pochi per evitare di prendere una posizione predefinita che non mi permetterebbe una riflessione libera, pulita, imparziale.

Penso che la pressione che stiamo vivendo come cittadini italiani ed europei sia un perfetto inganno, penso che le persone che governano il paese, le aziende, le università, i media, i sindacati, le scuole stiano facendo costantemente il gioco degli speculatori, stiamo avallando un sistema economico fallimentare che permette a pochi di avvantaggiarsi sui molti, senza in alcun modo andare a risanare i danni causati da decenni di dissennato governo. La tecnica della paura sta lentamente minando la mente di ognuno di noi, la sta corrompendo, la sta ossessionando per mantenerla in uno stato di ansia ed angoscia che non permette altro che pensieri legati alla sopravvivenza, ripulendola da quella potenza straordinaria di immaginare per renderla piatta ed univoca verso cio' che si chiama profitto, incapace di amare in maniera deliberata.
Parlavo di sopravvivenza, Si sopravvivenza, legge della savana, mors tua vita mea;  ognuno di noi vive con lo sguardo del predatore su di se', lo sguardo di colui che quando affamato si metterà sulle nostre tracce e più la fame sara' intensa meno probabilità di sopravvivere al duello avremo. Io sento su di me gli occhi di predatori affamati di denaro, di potere, di profitto, predatori sanguinari senza scrupoli ne' coscienza, inseriti nella nostra società, che vivono come noi, camminano come noi, sorridono come noi, interagiscono come noi, ma sono noi, sono replicanti con il cervello lavato,  pronti a sferrare il colpo mortale.

Ci hanno tolto ogni diritto democratico di voto, ci hanno tolto ogni possibilità di sognare, ci hanno tolto la possibilità di criticare, ci hanno dato in cambio paura, impossibilità di realizzarsi a pieno, occupando tutti i posti di controllo con mezzi illegali, e' illegale mettere una persona che non lo merita in un posto di comando, presidiare per  mantenere il controllo, e i liberi cittadini non hanno alcuna chance di cambiare lo status quo perche' non esiste il merito, esistono le caste come in India e non e' pensabile di cambiare il proprio stato di nascita.

Pensiamo alla nostra Italia, pensiamo a quello che il nuovo governo sta facendo, sta rispondendo a banchieri, a petrolieri, a farmaceutiche, a finanziarie, ad energetiche, ad assicurative, alzando i prezzi di ogni bene primario, ripeto primario, cioe' di cui non ne possiamo fare a meno, togliendoci dal portafoglio migliaia di euro in piu' all'anno (pensate alla benzina, alle assicurazioni, ai beni di largo consumo etc.), poi discutono di tasse come l'ICI e la patrimoniale, senza considerare misure drastiche per non intaccare le uniche economie floridissime, il lavoro nero, l'evasione fiscale e la criminalità organizzata!

Questo e' il cancro di un paese che presto morira', non morira' probabilmente da un punto di vista economico finanziario anche perche' stiamo pagando come sempre avviene il grande debito noi consumatori, e' un paese che morira' perche' svuotato nelle sue energie migliori, svuotato dalla stanchezza di scappare da predatori che si alternano da decenni e prendono tutto, da predatori che anche oggi non mollano alcun privilegio, da personaggi come Monti (di alto profilo) che non hanno una visione da perseguire, di un nuovo mondo da costruire ma solo una gestione di una emergenza.

Pensando sempre alle emergenze senza avere una nuova idea di società, saremo sempre in emergenza, il debito non verrà ripagato dall'aumento delle tasse, quello servirà solo a mantenere l'Italia così come e', tra vent'anni saremo ancora allo stesso punto a discutere di come sopravvivere perchè semplicemente continuano a togliere e non tagliare, mantenere e non distruggere e ricostruire, se non si rinnovano le idee e le rimescolano e sono sempre quelle ci avvelenano.

Può un uomo di oltre settant'anni,(alto profilo) avere delle idee nuove, può avere la forza fisica di rinnovare, può avere il tempo di costruire una nuova società sulle ceneri di una societa' che andava bene quarant'anni fa (forse)?

Io dico di no, io dico che non e' la strada da seguire, io dico che in pensione a sessantacinque anni ci devono andare i politici, i manager, i presidenti, i giornalisti, pensioni senza privilegi come tutti, e se mi dite la qualità intellettuale ed esperienziale non dipende dall'età io rispondo e' vero hai ragione, ma e' la scienza che lo dice non io ed e' più probabile che l'innovazione venga da una mente di ventenne che di un settantenne e quindi sono disposto in questo momento di passaggio a rischiare sulla gioventù!

Se Monti non andrà via presto per far spazio al nuovo, al rinnovamento le cose non cambieranno, non cambierà nulla, saremo solo più poveri, più arrabbiati, più frustrati, non potremo spendere perchè non avremo nulla, l'economia stagnerà ed infine entrerà in recessione, e forse con migliaia di migliaia di persone per strada senza lavoro, anche i predatori intoccabili sentiranno la paura e cento gnu che attaccano un leone lo distruggono in pochi istanti!

Io voglio vivere, io voglio sognare, io mi voglio realizzare nel mio paese libero dalle sanguisughe che mi stanno addosso, libero dai privilegi acquisiti, libero dalla mediocrita', libero dall'ignoranza, libero da tutti coloro che solo vogliono sopravvivere.

Allora smettiamola prima di tutto di avere paura, smettiamo di leggere giornali, smettiamo di guardare Fiorello e la nomenclatura nelle prime file del suo pseudo show, smettiamo di andare in automobile anche per pochi metri, smettiamo di fare spesa nei centri commerciali, smettiamo di vestirci con abiti firmati, smettiamo di andare nei ristoranti che curano il food cost e non il food quality, smettiamo di frequentare le persone che intorno a noi non amano la bellezza e soprattutto non la riconoscono, smettiamo di acquistare musica inutile, smettiamo di acquistare cellulari nuovi e sofisticati ed usarli per digitare dei numeri, smettiamo di andare al cinema a vedere film inutili, smettiamo di non parlare con le persone che ci sono intorno e che incontriamo ogni giorno... smettiamola veramente di essere consumatori, superiamo questa definizione, ritorniamo ad essere cittadini ed poi esseri umani, ritorniamo alle nostre potenzialità, ritorniamo ad amarci senza paura, ritorniamo a ricercare l'equilibrio dentro di noi, ritorniamo a soddisfarci di noi stessi senza ricercare appigli fuori da noi. Tutto cio' che e' fuori da noi e' destinato a finire a passare e piu' ci dedichiamo a cio' che e' fuori di noi piu' siamo destinati alla sofferenza, e' un ciclo continuo, eterno che invece dobbiamo interrompere.

Se il 12-12-2012 fosse davvero la fine del mondo vogliamo arrivarci con la paura?
Se fosse la fine della nostra epoca vogliamo vivere i prossimi dodici mesi, i prossimi trecentosessantacinque giorni che ci mancano in questo stato di angoscia e povertà interiore?
Se fosse la fine di un'era, perchè non ci rinnoviamo ed arriviamo pronti all'inizio di quella nuova, diversi, liberi dalla paura?
Come vivreste se ogni giorno fosse il vostro ultimo giorno di questo viaggio meraviglioso che si chiama vita?

Io me lo chiedo ogni giorno ed ultimamente con coraggio ricerco la mia verità e sto rinnovando la mia visione della vita, delle cose, della gente e tu?

giovedì 29 settembre 2011

Coppi e Bartali!




Se penso a Coppi mi viene in mente Bartali, se penso a Bartali mi viene in mente Coppi. Questi due grandissimi e straordinari italiani sono legati indissolubilmente nella vita e nella morte, nella vittoria e nella sconfitta, nella sofferenza e nella gioia, nella rivalita' e nell'amicizia. Due uomini che si sono confrontati sul campo sportivo ma che hanno dimostrato di essere leali e all'occorrenza gregari uno dell'altro, onorando l'essenza dello sport, l'essenza umana e non professionista del gesto atletico come spinta alla conoscenza di se', alla conquista di se stessi, affrontando le salite anche piu' ardue con i mezzi che ognuno ha a disposizione. La nascita dello spirito italiano e' anche grazie alle loro gesta eroiche, quando il ciclismo era all'apice, tra gli sport piu' popolari perche' ogni italiano possedeva una bicicletta e conosceva bene la fatica.

Oggi non sono certo dimenticati i nostri campioni, ma quello che non sento piu' e' quell'onesta', quella schiettezza, quella franchezza che caratterizzava le loro competizioni sia in gara che fuori. Ogni essere umano puo' migliorare, crescere, evolvere se ha un confronto quotidiano con un altro essere umano, questa relazione e' in grado di innescare in ognuno di noi la competizione che spinge a tirare fuori il meglio di noi, a raffinare e selezionare le nostre migliori risorse e metterle in campo per superare l'avversario, non umiliarlo ma superarlo grazie al lavoro, alla fatica, all'allenamento, al talento.

Non leggo, non vedo, non ascolto piu' la diffusione di questi valori, ascolto solo la diffusione di valori di mediocrità, di non trasparenza, di furbizia ed infatti gli esseri umani non si confrontano piu' con la sfida di tirare fuori solo il proprio meglio, ma tirano fuori di tutto, tirano fuori spesso e volentieri il peggio, senza quindi muoversi di un millimetro da dove sono e restando malinconicamente fermi al palo, vivendo una vita che non viene vissuta, attendendo che la morte li porti via cosi' come la vita li ha buttati nel mondo.

Per me che sono nato nella generazione di mezzo, la generazione che non ha visto in prima persona le gesta di Coppi e Bartali ma soltanto nei vecchi video dell'Istituto Luce, che e' cresciuta pero' con lo sport che si stava trasformando in pochi anni da una fantastica palestra di vita, in una industria produttrice, consumatrice e distruttrice di campioni, in questo nuovo panorama i valori della crescita interiore, dello sprt sono stati spazzati via dalle sponsorizzazioni, dal bisogno di mantenere la performance costante per ogni gara, ogni evento, ogni corsa costringendo cosi piano piano ad assumere sempre piu' prodotti in grado di garantirci l'eccellenza sintetica, quell'eccellenza che gli sponsors, gli spettatori desiderano vedere in ogni occasione.

E' molto triste scoprire quindi che tutti gli sport, ogni sport professionista che attira intorno a se molti media, non e' piu' capace di esprimere performance reali, non e' piu' in grado di produrre atleti davvero genuini dal sangue immacolato, ma ci si ritrovi di fronte ad energumeni dalla forza strabordante, che dura per un paio di stagioni negli sport individuali, qualche anno in piu' per gli sport di squadra, senza cuore, senza passione, senza aver incontrato se stessi ad un livello piu' alto.

Mi piacerebbe ritornare al dilettantismo, quel sano incontrarsi per fare sport insieme, per poi ritrovarsi al bar e bere insieme, con il tempo di godere della performance, con la possibilità di raccontarla, di riscoprirla ogni volta come un grande evento, l'evento della vita perche' lo sport e' vita e non performance ad ogni costo!

lunedì 19 settembre 2011

Ci sono degli eroi ...




Ci sono eroi le cui azioni restano come punto di riferimento costante per le generazioni a seguire, per questi eroi completi, non sono solo le imprese a restare indelebili ma sono la finezza e l'onesta' di pensiero, la profondita' di sentimento, l'eccezionalita' delle azioni che sono bandierine su territori inespolorati dell'animo umano.
La scorsa settimana ci ha lasciato uno dei piu' grandi esploratori, alpinisti del secolo scorso, ma io dico anche del secolo che stiamo vivendo, Walter Bonatti perche' cio' che questo uomo ha realizzato durante la sua vita e' di eccezionale portata.
L'esplorazione e' certamente una pulsione insita nell'uomo, ma ci sono uomini che con coraggio e rispetto non solo riescono ad esplorare il nostro mondo negli angoli piu' remoti ma ad esplorare anche se stessi con eguale profondita', coraggio, consapevolezza.

Walter Bonatti e' stato tutto questo, esploratore del mondo, reporter, esploratore di se stesso, un uomo segnato dalla vita e dall'incontro con altri uomini, che ha conosciuto dolori profondissimi che l'hanno spinto nel silenzio e quindi nella meditazione sulla condizione umana, sull'elaborazione di accadimenti, ingiustizie, omertà, bassezze che solo l'uomo arrogante, egoista, arrivista e' capace di fare, nessun altro animale su questo pianeta conosce la menzogna, l'uomo si, la conosce e la usa quotidianamente per distruggere chiunque sia un possibile concorrente.

Lui nel suo silenzio durato cinquant'anni ha continuato a lavorare, a viaggiare, ad esplorare selezionando le sue amicizie, selezionando le parole da usare, selezionando i pensieri, delegando molto spesso la scrittura come mezzo di racconto e di catarsi.

Lui con quello straordinario fisico, con quello sguardo vispo e diretto, ha potuto resistere a tutto, alle peggiori sofferenze fisiche, ma ha dovuto allenarsi molto per quelle emotive, riuscendo pero' a superare ogni duro colpo, assorbendo anche quell'infamia che lo ha visto protagonista per cinquant'anni e che finalmente non molti anni fa lo ha liberato riconoscendo il suo contributo fondamentale per quella che e' stata la piu' grande impresa italiana del secolo scorso, la conquista del K2!

Io personalmente non ho mai avuto la fortuna di incontrare Walter Bonatti ma nel mio immaginario, quell'impresa pazzesca per quei tempi e' stata segnata profondamente dalla sua presenza, dal fatto che senza di lui sicuramente non avrebbe avuto successo, lui ha fatto la storia dell'Italia, e per questo mi sento di ricordarlo oggi, perche' se l'Italia fosse abitata da milioni di Walter Bonatti sarebbe ancora la nazione guida del mondo, quindi esorto prima di tutto me stesso e poi tutti noi a prendere come modello le persone che praticano il silenzio, la sobrietà, che praticano la continuita', che costruiscono e creano la relazione tra le persone, tra le idee, tra le emozioni, che creano ponti, possibilità per vivere in un mondo migliore, collaborativo, senza risparmiarsi ma donando i migliori talenti.

“Mi ero convinto che la vita ha senso viverla con il massimo impegno, cercando di realizzare tutto quello che si ha dentro. … capivo che molte mie idee sarebbero suonate strane ad un certo tipo di interlocutore, ma in tal caso il problema sarebbe stato suo … No, mi dicevo, non puo’ essere bello un mondo dove le paure e gli entusiasmi spaventano i più, tesi come sono al risparmio di sè e dei propri sentimenti”. (Walter Bonatti)

giovedì 14 luglio 2011

L'Italia!




Ho scelto negli ultimi anni di muovermi spesso con i mezzi pubblici, in citta' uso quasi esclusivamente la metropolitana, per spostamenti maggiori il treno.
Il mio tentativo di impattare sempre meno la viabilita' autostradale e stradale ormai al collasso pero' si scontra costantemente con l'inefficienza dei mezzi pubblici; sinceramente la parola inefficienza non risponde a pieno a cio' che si prova salendo su un treno locale che muove migliaia di pendolari ogni giorno, oppure su una metropolitana in partenza da termini, oppure anche un "efficiente" Eurostar che si muove sulla tratta Milano-Roma.
I prezzi dei biglietti continuano a salire, i servizi continuano a scendere, sempre piu' in basso.

Perche' tutto questo?

I cittadini vivono in simbiosi con lo stato, con le regioni, con i comuni e con i servizi che vengono erogati dagli stessi a prezzi che un tempo erano competitivi ma che oggi non sono piu' ne' competitivi ne' sufficienti a garantire un servizio minimo, sono deficitari con evidenti mancanze di lungimiranza manageriale, con il conseguente risultato di trovarci oggi con uno stato non piu' in grado di garantire quasi nulla di appropriato perche' ormai fermo a venti, venticinque anni fa.
Ormai in Italia siamo diventati bravi ad arrangiarci, ognuno fa per se, affronta la giungla-stato ogni giorno come puo' cercando di portare a casa, la pensione dalle Poste che hanno cambiato immagine esterna ma basta buttare l'occhio dietro i banchi per trovare i sistemi operativi degli anni sessanta, diciamo del boom economico, basta infilarsi in un qualsiasi ufficio I.N.P.S. per capire che la situazione e' molto piu' drammatica di quello che viene presentato, insomma uno Stato immobile, con le casse vuote, senza parlare della Rai che ormai e' diventata parcheggio gratuito per chiunque ha agganci e amicizie politiche, percui e' impossibile proporre una qualsiasi iniziativa culturale/artistico/divulgativa perche' le carte sulle scrivanie sembrano immobili, l'unica cosa mobile e' il culo di questi funzionari che per pararselo corrono a destra e manca. In definitiva con l'occhio dell'uomo della strada sento ormai lo Stato immobile, lontano da me, lontano dai cittadini, lontano dalle esigenze che il mondo moderno richiede, incapace di affrontare qualunque sfida anche la piu' banale senza che ci siano risse, bagarre e lotte di potere.
Non nego una profonda tristezza davanti a tutto questo, come pero' non nego una certa distanza che mi permette di non prendermela quasi piu' per nulla, incapace anche di indignarmi osservo lo Stato Nazione Italia morire di cancro senza nemmeno un tentativo di chemioterapia. L'unica vera speranza e' che questa agonia termini presto, io certamente non ci saro' piu' o se ci saro' saro' ormai vecchio e inacidito per aver perso gli anni migliori della mia vita a confrontarmi con la mediocrita' e la furbizia spicciola degli italianuzzi, senza vedere accadere nulla. Come si fa poi a non spingere i giovani ad andarsene? Se fossimo capaci di rivoluzionare il sistema gestionale dello Stato oggi, ci vorrebbero comunque almeno vent'anni per recuperare il gap che ci divide da una nazione socialmente evoluta, siamo ormai come la Grecia che grazie ai soldi dell'Europa ha dato lavoro pubblico a tutti e si trova oggi a non riuscire piu' a sostenere l'apparato che non produce quasi nulla e consuma ogni risorsa.

Con il nostro debito pubblico, in continua ascesa, con le prospettive di crescita a zero, con una politica immobile, fatta di troppi interessi personali ed intendo tutta la politica non solo i governanti, l'unica speranza e' il fallimento dello Stato, con tutte le conseguenze terribili che puo' portare, nella speranza poi che una nuova classe di persone giovani, coraggiose, libere da interessi, non dico illuminate ma almeno capaci di pensare con lungimiranza per impostare in maniera nuova seguendo modelli come quello svedese, tedesco un'idea di Stato Nazione ed uscire da questo medioevo culturale, sociale, economico che attanaglia l'Italia ormai da venticinque, trent'anni.

Tornando alla sudata nel pulcioso e vecchio treno locale, voglio ringraziare Mauro Moretti, amministratore delegato "illuminato" di Trenitalia che aumenta i prezzi per coprire i debiti e pensa di essere un grande manager!!!