Visualizzazione post con etichetta consapevolezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consapevolezza. Mostra tutti i post
lunedì 23 luglio 2012
Ma quale fine del mondo?
Ho lasciato completamente l'informazione per una settimana sono rimasto distante dalle notizie che si susseguono sui giornali, nelle televisioni, sui siti internet. Ho scelto anni fa di non restare intrappolato nella morsa dei media perciò quando mi avvicino lo faccio sempre con un certo distacco; stamattina ho riacceso la radio e mi sono reso conto, con chiarezza di quale fine del mondo i cari Maya avevano preannunciato.
Il mondo occidentale con la sua falsa democrazia, con la dittatura delle multinazionali, dello sviluppo e della crescita, come un cancro sta mangiando ogni cosa. Se in principio sembra portare progresso e prosperita', alla fine invece lascia macerie e disparita' sociali, come una malattia mangia ogni cosa che incontra, in particolare la mente umana, lasciandola sempre più vuota ed incapace di affermarsi, di creare se non attraverso il solo tornaconto. La Grecia, la Spagna, l'Italia, il Portogallo, l'Irlanda paesi straordinari, culla della civilta' sono oggi messi alla berlina da speculazioni, da interessi, da spread, da incapacità politiche ma anche imprenditoriali. L'economia in senso originale e' la capacità di amministrare le faccende della casa, oggi la nostra casa e' invasa da un cancro che si chiama mercato globale, al quale non tutti sono in grado di rispondere, semplicemente perche' la scuola non forma piu' a livelli sufficienti per competere nel mondo, non prepara ne' la mentalita' ne' le competenze. Chi ha inventato il mercato globale lo ha realizzato senza tenere conto che prima o poi avrebbe incontrato delle resistenze, si pensava di esportare facilmente la democrazia, i modelli di progresso ed invece oggi ci troviamo di fronte ad un muro, quello della gente che si e' stancata dei divertenti giochini di pochi a discapito di molti.
La fine di un sistema, la fine di un'epoca e' quello preannunciato dai Maya, e tutto si sarebbe mostrato come scritto nell'Apocalisse, con alluvioni, siccità, terremoti, maremoti, anche in questo caso dovuti in parte alla negligenza degli esseri umani e dei governi in nome della crescita e dello sviluppo non durevole. Siamo arrivati alla fine di un'era, e agli albori di un'altra che non puo' essere fondata sui non-valori manifestati nei passati quarantanni, valori che non comprendono l'idea di durevolezza, di sostenibilità.
Mi fermo qui per oggi, ma meditate profondamente, in questo scenario la miglior azione che possiamo fare e ' quella di ignorare il sistema, vivendo la nostra vita ogni giorno con la gioia e l'entusiasmo nel cuore, con il sorriso sulle labbra, ricercando per noi e per i nostri cari la miglior forma di vita, gli ambienti migliori in cui manifestare le nostre azioni, i nutrimenti piu' semplici e non raffinati, creare un orientamento al proprio benessere interiore che premia il presente, una focalizzazione verso l'armonia, verso la bellezza delle cose che sono in noi, verso la bellezza delle cose che sono fuori di noi, intorno a noi, interrompendo quel circolo vizioso che si manifesta con la ricerca di cio' che non abbiamo bensi' osservando consapevolmente cio' che possediamo, questo fa nascere se siamo sinceri e veri una sensazione di gratitudine! Focalizziamoci sulla vita sull'armonia delle cose che ci circondano, non sullo squilibrio e sulle miserie umane, scoprendo una meravigliosa verità, che della crisi non ci importa nulla, che cio' che conta e' come viviamo la nostra vita in ogni istante e come in ogni istante ci sforziamo di essere nuovi e consapevoli, dando il giusto peso alle cose, riportando il valore sull'essere umano, sulla relazione e sulla condivisione.
Vivere e' molto piu' semplice di quello che ci vogliono far credere, per me non e' affatto la fine del mondo, ma l'inizio del mondo nuovo il Terzo Millennio che vedrà protagonisti tutti gli esseri che saranno capaci di produrre consapevolezza e disciplina nella loro vita quotidiana, discriminando l'utile dal non utile, riuscendo ad esprimere le loro migliori qualità senza farsi strumentalizzare dai media e dalla paura. Invoco ora la resistenza alla dittatura della paura, affermando la libertà dell'essere felice!
Etichette:
alluvioni,
bellezza,
condivisone,
consapevolezza,
crisi,
democrazia,
disciplina,
durevolezza,
felicita',
fine del mondo,
maremoti,
Maya,
paura,
politica,
progresso,
sostenibilità,
terremoti,
valori,
vita
mercoledì 15 febbraio 2012
Ma quanto e' triste... ?
MA QUANTO E' TRISTE IL FESTIVAL DI SANREMO, MA QUANTO E' TRISTE L'ESSERE UMANO MESSO IN SCENA??? MA QUANTA PENA CHE MI FANNO TUTTI I PUPAZZETTI (MORANDI, LUCA E PAOLO, PAPALEO, CELENTANO, LE DUE VELINE ETC) CHE SI ARRAMPICANO IN OGNI MODO PER INTRATTENERE QUALCHE SPETTATORE CHE ANCORA SI OSTINA AD ACCENDERE LA TV PER ASCOLTARE UN PO' DI MUSICA E SI TROVA IMPRIGIONATO NELLE MASTURBAZIONI DI ESSERI MEDIOCRI ORMAI MORTI NELLA COSCIENZA, UOMINI PERSI NELLA VITA CHE EMANANO NON SENSO E DISPERAZIONE COSTANTEMENTE IN OGNI PAROLA O GESTO.
UNA RIFLESSIONE SAREBBE DAVVERO UTILE PER QUALCHE GENIO DI AUTORE CHE DIETRO LE QUINTE INVECE DI RIEMPIRE LE BOCCHE DI CAZZATE A QUESTI SQUALLIDI PERSONAGGI INIZIASSE A PENSARE AL NOI, AL PRESENTE CHE POI DIVENTERA' FUTURO, INIZIANDO A CREDERE CHE OGNI PAROLA CHE ESCE PUO' GUARIRE O FERIRE, PUO' INNESCARE UN MOVIMENTO VIRTUOSO O DANNOSO, PUO' IMPRIGIONARE O LIBERARE PERCHE' ORA SIAMO DAVVERO TUTTI COLLEGATI E CIO' CHE FAI O NON FAI CREA UN DANNO ALL'INSIEME.
"Ho abbandonato la superficialità dell’arte estetica per fare un’arte che sia utile, un’arte per guarire. L’arte dell’umiltà. Oggi, prevale quella dell’ombelico, dell’egocentrismo; io voglio trasformare l’arte dell’io in arte del noi. La società alimenta il terrore ed è a propria volta terrorizzata; abbiamo paura di perdere, quindi consumiamo. Intanto i mediocri, gente di un altro secolo, lavora alla distruzione del Pianeta. Le rivoluzioni non servono, bisogna lavorare per trasformare il cervello: seminare un’altra consapevolezza, creare una nuova coscienza, che è come una scatola magica piena di cervelli. Se ti analizzi, lavori su te stesso e sul tuo passato, allora una verità più sottile si materializza; lo spirito s’incarna e la materia si spiritualizza. Il nostro cervello era abituato a fare una cosa per volta: un individuo era ciò che faceva. Oggi, invece, siamo molteplici, così, anche gli obiettivi cambiano. La vera guerra è sconfiggere le menti obsolete. Ogni attività deve acquistare un valore terapeutico. Lasciamo parlare il dio interiore che è in ognuno di noi. Il tempio è il tuo corpo, e il sacerdote è il tuo cuore: è da qui che deve partire ogni conoscenza".
Alejandro Jodorowsky
UNA RIFLESSIONE SAREBBE DAVVERO UTILE PER QUALCHE GENIO DI AUTORE CHE DIETRO LE QUINTE INVECE DI RIEMPIRE LE BOCCHE DI CAZZATE A QUESTI SQUALLIDI PERSONAGGI INIZIASSE A PENSARE AL NOI, AL PRESENTE CHE POI DIVENTERA' FUTURO, INIZIANDO A CREDERE CHE OGNI PAROLA CHE ESCE PUO' GUARIRE O FERIRE, PUO' INNESCARE UN MOVIMENTO VIRTUOSO O DANNOSO, PUO' IMPRIGIONARE O LIBERARE PERCHE' ORA SIAMO DAVVERO TUTTI COLLEGATI E CIO' CHE FAI O NON FAI CREA UN DANNO ALL'INSIEME.
"Ho abbandonato la superficialità dell’arte estetica per fare un’arte che sia utile, un’arte per guarire. L’arte dell’umiltà. Oggi, prevale quella dell’ombelico, dell’egocentrismo; io voglio trasformare l’arte dell’io in arte del noi. La società alimenta il terrore ed è a propria volta terrorizzata; abbiamo paura di perdere, quindi consumiamo. Intanto i mediocri, gente di un altro secolo, lavora alla distruzione del Pianeta. Le rivoluzioni non servono, bisogna lavorare per trasformare il cervello: seminare un’altra consapevolezza, creare una nuova coscienza, che è come una scatola magica piena di cervelli. Se ti analizzi, lavori su te stesso e sul tuo passato, allora una verità più sottile si materializza; lo spirito s’incarna e la materia si spiritualizza. Il nostro cervello era abituato a fare una cosa per volta: un individuo era ciò che faceva. Oggi, invece, siamo molteplici, così, anche gli obiettivi cambiano. La vera guerra è sconfiggere le menti obsolete. Ogni attività deve acquistare un valore terapeutico. Lasciamo parlare il dio interiore che è in ognuno di noi. Il tempio è il tuo corpo, e il sacerdote è il tuo cuore: è da qui che deve partire ogni conoscenza".
Alejandro Jodorowsky
Etichette:
Alejandro Jodorowsky,
amore,
Celentano,
cercello,
consapevolezza,
coraggio,
coscienza,
Festival di Sanremo,
guerra,
Luca e Paolo,
Morandi,
morte,
Papaleo,
spirito,
sviluppo
lunedì 28 novembre 2011
Iper-realismo!
Nella societa' dominata dalle immagini mi sono chiesto perche' e' diventato necessario superare la realtà, non e' gia' abbastanza un'immagine reale, c'e' bisogno di una immagine iper-reale?
Provero' a rispondere alla seguente domanda prendendo spunto dal lavoro di un artista, scenografo che e' diventato certamente il porta bandiera del movimento iper-realista: Ron Mueck.
La sua capacita' di ricreare la realta', aumentandola nelle dimensioni senza perdere le proporzioni e' straordinariamente ed incredibilmente toccante; restate qualche minuto con lo sguardo sull'immagine che vi ho proposto poco fa e scoprirete che qualche cosa inizia a muoversi in voi, un avvicinamento, un magnetismo che vi impedisce di staccare lo sguardo, non riuscite a togliere lo sguardo dalle pieghe, dagli occhi semi-chiusi, dall'espressione imbronciata, e potrei continuare ma potete farlo direttamente voi, attraverso l'osservazione cercando pero' di non perdervi nell'opera, cercando di ascoltare cosa produce dentro di noi la vista dell'immagine.
La nostra vita e' caratterizzata da un bombardamento costante di immagini, la maggior parte ci arrivano e non ce ne accorgiamo neppure, semplicemnte veniamo suggestionati da qualunque cosa, senza la corretta distanza e attenzione siamo preda e schiavi di questo ineffabile predatore, l'immagine, la forma, il contenitore. I nostri sensi sono i ricettori che ci permettono di posizionarci costantemente nello spazio, nel tempo, nel luogo in cui ci muoviamo, percependo i pericoli, i piaceri, il disagio e mille altre sensazioni che ci arrivano proprio dai sensi. Data l'enorme sollecitazione visiva siamo arrivati ad una specie di assuefazione, provate ad immaginare le immagini del dittatore Gheddafi o del Capo di Al Queda Bin Laden, immagini cruente, devastanti, nonostante tutto immagini di esseri umani nella condizione di morte violenta; a qualcuno sono certo l'immagine a dato molto fastidio, forse alla maggioranza di noi ma quello che voglio dire e' che ormai le immagini di morte e violenza sono cosi' ripetitive che ci passano davanti allo stesso livello di un'immagine del double cheeseburger di Mc Donald's, di una Fiat Panda, o del viso di un neonato.
Il lavoro di Mueck o in generale degli artisti e' quello di ri-interpretare la realta' e riconsegnarcela per una riflessione piu' profonda, piu' radicale, piu' intima, piu' attenta; la prima quindi che mi salta all'occhio e' che abbiamo appiattito tutto, la nostra vista, il senso che sembra essere piu' sollecitato non e' piu' in grado di differenziare le immagini e quindi le subisce senza piu' riuscire a ricercare le immagini migliori, quelle in grado di sollecitare la nostra parte migliore, nello stesso tempo, il problema piu' grave e' che l'immagine non e' separata dal nostro sentire, la vista e' collegata al nostro essere in modo organico e noi non possiamo fare a meno di ricevere il bombardamento, quindi spesso e volentieri ci sentiamo male senza nemmeno sapere il perche', una cosa pero' ci e' data per fortuna che e' la coscienza, cioe' ricordarci costantemente che noi siamo una prateria nella quale chiunque puo' scorrazzare senza che ce ne accorgiamo, e che l'unica arma di difesa che abbiamo e' quella di selezionare a monte dove appoggiare il nostro sguardo; questa coscienza o ancor piu' consapevolezza puo' manifestarsi se e' chiaro in noi il disegno della vita che desideriamo vivere, del perche' stiamo vivendo e come possiamo avvicinarci a quello stato di grazia, gratitudine, gioia profonda che si chiama equilibrio.
Insomma uno sforzo per la nostra liberta' lo possiamo fare, uno sforzo semplice semplice ma di una potenza inaudita, vi sollecito a provare, quindi ogni volta che qualcuno vi vorra' mostrare un'immagine cruenta oppure il vostro sguardo andra' verso qualche cosa che non vi fa muovere verso il vostro miglior se', allora per un istante chiudete gli occhi e teneteli chiusi fintanto che l'immagine non e' scomparsa e scoprirete che abbiamo molto piu' potere sulla nostra vita di quello che ci hanno fatto credere fino ad oggi, ma soprattutto scoprirete che la gioia, la pace, l'equilibrio dipendono esclusivamente da noi!
Etichette:
artista,
Bin Laden,
consapevolezza,
coscienza,
Gheddafi,
immagini,
Iperrealismo,
ricerca,
Ron Mueck,
sensi,
vita
mercoledì 7 settembre 2011
I delfini...
Chi mi conosce bene sa che sono innamorato dei mammiferi marini: delfini, balene, capodoglio, orche e sa anche quanto in passato mi sono impegnato nella sensibilizzazione al rispetto dei nostri mari per la salvaguardia di queste specie di straordinario valore.
Poco, davvero ancora poco si sa di questi animali, mammiferi sociali cosi' intelligenti, sensibili, amati e nello stesso tempo saccheggiati, trucidati da decenni, in particolare da nazioni che vengono considerate civili, in testa a tutte la NORVEGIA e il GIAPPONE che ancora in contrapposizione alle leggi internazionali si ostinano non solo a cacciarli ma ad organizzare vere e proprie mattanze distruggendo delle creature pacifiche patrimonio dell'umanità, con metodi crudeli e disumani.
Non e' mia intenzione denunciare i comportamenti scorretti in questa sede, lo faccio ogni giorno attraverso associazioni, quello che pero' volevo affrontare questa mattina e' scaturito dentro di me alla lettura di un articolo nel quale si fa riferimento alla capacità dei delfini di avere il senso della morte e quindi aggiungo io, di provare emozioni! (http://www.corriere.it/animali/11_settembre_06/delfini-hanno-il-senso-della-morte_faf62e60-d897-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml)
Ho avuto varie esperienze in prima persona con delfini, in particolare tursiopi che abitano numerosi il nostro Mar Tirreno, ma ho anche potuto giocare con delfini nel santuario a loro dedicato a Monkey Mia nel Western Australia oppure incontrarli da vicino sulle coste della California del Nord, nuotare insieme a loro nel Mar Ligure, ho toccato con mano, osservandoli in Mar Rosso, in Belize, in Grecia e ho sempre avuto la sensazione che i delfini potessero comprendere le nostre intenzioni, potessero percepire la nostra energia, le nostre emozioni decidendo così se avvicinarsi ed interagire oppure sparire velocemente scivolando tra le onde. Ho osservato in loro comportamenti sociali, le relazioni personali precise, i legami profondi tra i membri, ci hanno sempre sorpreso per capacità di relazione con l'uomo, arrivando ad esperienze di salvataggi fino addirittura ad esempi incredibili, su tutti il suicidio di una femmina che era stata catturata e tenuta in cattività per spettacoli presso un parco marino, suicidio avvenuto non appena era stata spostata dalle piscine ad un tratto di mare protetto, inabissandosi senza piu' risalire.
I delfini hanno sentimenti precisi, raffinati, hanno percezione della morte e la comprendono molto piu' profondamente di quanto si sia provato e sperimentato scientificamente, ma soprattutto si fidano dell'uomo, si lasciano avvicinare.
I mammiferi marini sono piu' prossimi agli esseri umani di quanto immaginiamo, abitano i mari che noi amiamo molto ma che non siamo più in grado di rispettare, cautelare e di conseguenza non rispettiamo neppure piu' la vita che nel mare e' così straordinaria da lasciarci sempre senza parole. Non e' poi così difficile tornare ad un equilibrio basta solo un atto di volontà e di consapevolezza che tutto ciò che abbiamo e' il nostro pianeta e con il nostro pianeta noi interagiamo, viviamo, nutriamo, restituendo al nostro pianeta un po' di attenzione, rispetto, consapevolezza in una qualsiasi forma, potremo continuare a prendere il meglio che il pianeta ci puo' donare, e' un semplice rapporto di dare ed avere, una relazione semplice nello stesso tempo molto complessa, e' come il respiro un momento prendiamo aria, un momento restituiamo aria.
Un semplice e naturale gesto che si e' perso quello di dare e prendere. I delfini ci danno amore, sorpresa, gioia, fiducia noi gli dobbiamo rispetto, protezione, civiltà, fiducia. Noi siamo i delfini, i delfini siamo noi!
Dobbiamo semttere di farci del male e trucidarci l'un l'altro! Vivere e' scambio di attenzioni, dare, avere e rilassarci perche' tutto andrà meglio, ogni cosa diverra' naturale di nuovo permettendoci così di riscoprire il senso dell'esistenza, senso che appare offuscato dalla violenza degli esseri umani che inseguono ad ogni costo il profitto, il denaro, il potere.
Guardiamo ai delfini, alla fiducia che hanno verso di noi, proteggiamoli e amiamoli, torneremo a rispettarci l'un l'altro e ad amarci, superando il bisogno di affermazione che limita il nostro pensiero, solo con la fiducia riusciremo ad essere con l'altro e diventare cosi' piu' intelligenti.
Etichette:
amore,
Australia,
balene,
Belize,
capodoglio,
consapevolezza,
coraggio,
delfini,
fiducia,
Giappone,
Mar Ligure,
Mar Tirreno,
mattanza,
Norvegia,
orche,
relazione artistica,
suiciidio,
tempo
venerdì 2 settembre 2011
Bobby!
Immagino molti di voi si siano fatti catturare dalla fiction tv The Kennedys come e' successo a me nelle scorse serate. Ho seguito il film con attenzione, curiosità e speranza. Personalmente non sono un fan sfegatato dei Kennedy, mi sono sempre posto molte domande e questioni che quasi mai sono emerse nelle fiction o nei film riguardo al fatto che non esistono politici totalmente puliti e neppure i Kennedy lo sono stati; come tutti hanno commesso degli errori, sono scesi a compromessi, si sono affidati a consglieri condizionati, si sono fatti schiacciare da lobby molto potenti, sono stati vittima anche delle proprie debolezze. Questo pero' non mi impedisce di andare a ricercare nelle parole e nei fatti dei comportamenti, delle visioni che hanno dato inpulso al cambiamento e certamente la famiglia Kennedy grazie a John, grazie a Bob e piu' recentemente anche grazie a Ted ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di una nazione democratica fondata sull'eccellenza, il merito, le pari opportunità: « Amore, saggezza, solidarietà per coloro che soffrono, giustizia per tutti, bianchi e neri. » (R. F. Kennedy)
In quest'ottica l'America ha sviluppato un modello vincente che fino a pochi anni fa, diciamo dieci, quindici anni fa sembrava non dover tramontare. Un modello con il quale potersi confrontare ed ispirare per poter importare e far crescere anche in altri paesi lo spirito della conquista del west, della conquista della frontiera, non solo geografica ma anche mentale, avere dei sogni ed essere sostenuti da una società in grado di sostenerti nella conquista: « Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. » (R. F. Kennedy, citando George Bernard Shaw).
Spesso e volentieri le nostre migliori conquiste sono quelle che ci guadagnamo soffrendo e superando mille difficoltà, continuando e perseverando all'inseguimento di un sogno, di una visione, incontrando un ambiente favorevole che sostiene, (in Italia e' la famiglia l'ambiente, non certo lo Stato), eppure anche noi italiani abbiamo storie meravigliose da raccontare, ed e' proprio qui che voglio arrivare.
Credo che la politica, l'impresa, la societa', la cultura, lo sport non sia piu' capace di raccontare delle storie, storie epiche di esseri umani, di conquiste fatte di sudore, sacrificio, creativita', coraggio, passione, storie in grado di ispirare, di muoverci, di farci alzare dal nostro torpore, di farci mettere in moto, di spingerci verso la conquista non di privilegi e sicurezze ma bensi della nostra consapevolezza e felicita', che si raggiunge soltanto realizzando se stessi, realizzando le cose che amiamo e che ai piu' sembrano impossibili.
Nessuno racconta piu' delle storie eccellenti (eccezioni a parte www.21min.org), nessuno ha il coraggio di spingersi oltre e si racconta costantemente la mediocrita' senza scommettere sul nuovo, sull'eccellenza, sull'innovazione, sulla condivisione, ogni cosa che raccontiamo e' parziale, filtrata da ideologie o da proprietari di giornali e media e non mira a creare modelli di ispirazione ma bensì modelli di medocrità che non solo sono diseducativi (vedi la scoperta del Sistema Mirror) ma incentivano il lamento, la recriminazione, l'arroganza favorendo così i furbi, i faccendieri, gli imbucati!
Per uscire da questo stagno sono certo che non possiamo continuare a guardare cio' che non funziona, che non possiamo continuare a pagare cio' che non produce vantaggio all'insieme ma a solo una parte, che non possiamo continuare a credere alla mediocrita', che non possiamo pensare che arrivera' il salvatore della patria, che non possiamo continuare a chiedere di cambiare e non iniziare a cambiare noi, che non possiamo continuare ad essere ignoranti, ma dobbiamo iniziare a credere in noi stessi a credere di avere un cervello e che questo cervello funziona bene e puo' produrre idee, puo' produrre innovazione, puo' creare, puo' associare, unire, condividere, gioire, apprezzare, imparare, si imparare ad imparare che non c'e' mai fine alla conoscenza, che in ogni istante possiamo iniziare a studiare e realizzare qualche cosa che tiri fuori il meglio di noi, che dobbiamo crearci uno spirito critico basato sulla conoscenza e su valori, che dobbiamo smettere di preoccuparci ma bensi' dobbiamo occuparci di cio' che vediamo intorno a noi, cercando di portare armonia e bellezza prima di tutto nella nostra casa, poi nei nostri uffici, poi nei nostri giardini, poi nelle nostre parole, poi nelle relazione con gli altri, con tutti gli altri, poi nella relazione con il pianeta e cosi' via senza fermarci... noi possiamo farlo, io posso farlo perche' il benessere, il godere di questa vita meravigliosa e' un diritto e un dovere per ognuno di noi e non dipende dalla politica o da altro ma soltanto dipende da dove decidiamo di guardare, la nostra mente crede a cio' che vede e se noi continuiamo a guardare la mediocrita' finiremo con il credere di essere mediocri!
Vi lascio allora a questo meraviglioso brano tratto da un discorso di Bobby Kennedy (come avrete capito e' il mio preferito!) con l'augurio che possa innescare anche in voi quel desiderio di bellezza, verita', armonia, e che vi possa accompagnare sempre.
« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. »
Etichette:
ambiente,
benessere,
consapevolezza,
consiglieri,
coraggio,
cultura,
felicità,
George Bernard Show,
ispirazione,
JFK; RFK,
Kennedy,
lobby,
modelli,
politica,
pressione,
sport,
storie
lunedì 29 agosto 2011
energia...
Ma quanta energia e' utile e necessaria per vivere?
Mi sono fatto questa domanda varie volte nella mia vita, all'inizio pensavo che l'energia fosse inesauribile, che bastasse mangiare bene e dormire bene per ricaricarsi ogni giorno, poi ho cominciato a vedere che con il tempo l'energia iniziava a diminuire ed alternarsi rispetto a quanta motivazione avevo nel fare le cose, fino a quando negli ultimi mesi ho accertato che l'energia puo' essere ricca e continua solo quando facciamo le cose che ci scaldano, che ci motivano, che ci fanno davvero felici, ho scoperto che l'energia di per se' non e' sufficiente, cio' che fa la differenza e' la motivazione, ovvero la ragione che spinge a fare una cosa piuttosto che un'altra.
Ho continuato allora a riflettere su questo tema e mi sono reso conto che per molti anni ho fatto cose di cui non ero appassionato, che non mi appartenevano e che segnavamo il mio umore intrappolandomi in uno stato di leggero costante fastidio, che accomulato nel tempo mi portava ad una esplosione con la conseguente separazione da cio' che avevo fatto fino a quel momento, sprecando così lo sforzo compiuto. Per molti di voi forse queste considerazioni sono logiche ma in realta' se andiamo a guardare la nostra vita scopriremo con non poca sorpresa che ognuno di noi in realta' non fa esattamente cio' che fa felice, che molto spesso non sappiamo nemmeno davvero certamente cosa e' in grado di farci felice e quindi passiamo la nostra vita in territori che ci sono avversi a volte persino ostili.
Intanto la vita passa, i minuti scorrono, le ore passano, i giorni scivolano, i mesi volano, gli anni spariscono e ci allontaniamo sempre più dal giorno in cui siamo nati, lo spazio/tempo che ci separa dalla partenza diventa sempre più ampio e senza accorgercene la vita ci scivola dalle mani.
Io non so esattamente come trattenere gli anni, ne sinceramente e' cio' che mi interessa, quello che sento scaldarmi, quindi cio' che riesce a motivarmi e quindi farmi scattare l'energia e' la possibilita' di riempire di significato i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, riempirli di vita, che mi piace chiamare presenza, consapevolezza, riempirli per fare in modo di esserci nel momento in cui la vita sta accadendo, di poter dare significato ad ogni istante, di non essere rapito dal mio passato o proiettato nel mio futuro, ma di accorgermi che sto vivendo, che tutto cio' che mi circonda ha un senso, che cio' che accade dentro le mie cellule ha un senso, che la terra mentre gira intorno al sole ha un senso, che l'amore che provo ha un senso, che non esiste l'odio, la rabbia se siamo presenti a noi stessi mentre le cose accadono, che ogni essere che incontriamo ha un senso, che la vita e' meravigliosa se ha un senso, perche' la vita e' un istante brevissimo nell'universo e che miliardi di esseri umani hanno vissuto prima di me e che miliardi di esseri umani vivranno dopo di me e che solo cercando di scoprire chi sono veramente e cosa mi fa felice veramente vivro' una vita piena e reale, una vita in armonia, bellezza e verita', capace di dare un senso ad ogni istante della nostra vita, per dare un senso all'energia che impieghiamo, dando forma e senso all'esistenza.
Etichette:
anni,
armonia. vita,
bellezza,
consapevolezza,
energia,
esistenza,
giorni,
meraviglia,
mesi,
motivazione,
ricerca,
verità
mercoledì 23 settembre 2009
Più consapevolezza e amore, meno CO2!
La domanda che sta all’origine di questo pensiero è: “Siamo responsabili dell’aumento di emissioni di CO2 nell’atmosfera, oppure il cambiamento climatico è semplicemente un processo naturale che vive il nostro Pianeta in relazione all’universo?”
Ho sempre immaginato la nostra Terra come una grande creatura vivente, del tutto simile all’uomo, solo un po’ più grande e inserita in uno spazio con leggi di diverso ordine, grandezza, tempo. Leggi che, però, potevano essere osservate e riconosciute anche dall’uomo. L’ho immaginata respirare attraverso le stagioni, l’ho immaginata sbattere gli occhi con l’alternanza di notte e giorno, l’ho immaginata innervosirsi, sbottando lava da vulcani sparsi, l’ho immaginata muoversi per prurito, l’ho immaginata influenzata con l’aumento della temperatura: l’ho immaginata del tutto simile a me e ai miei quotidiani comportamenti.
Questi pensieri mi hanno portato nel tempo ad avere un rapporto di rispetto, cura e attenzione verso me stesso e ogni forma di vita che mi circonda. Pur essendo abbastanza giovane, sto rilevando che negli ultimi anni il comportamento umano è andato via via mortificandosi, e di conseguenza è cambiato tutto ciò che lo circonda, rapporto con il Pianeta incluso.
Guerre, carestie, fame, sfruttamento, deforestazione, inquinamento, smaltimento di rifiuti d’ogni genere e senza regole, per non andare oltre (e ci sarebbe molto da ggiungere).
Resta fondamentale sapere se l’innalzamento della temperatura terrestre sia un fenomeno in parte causato dall’uomo, o più semplicemente una naturale conseguenza dell’evoluzione del pianeta Terra.
Personalmente, ritengo fondamentale scegliere di essere in armonia con me stesso, con gli altri e con il pianeta, poiché la comprensione delle leggi terrestri è spesso basata su teorie empiriche.
Dunque sono certo che un po’ di consapevolezza, studio e conoscenza di sé, potrebbe portare immediatamente ad una riduzione di CO2, grazie anche alle regole che la politica mondiale si sta dando. Ciò riporterebbe l’uomo al centro del cambiamento: ognuno di noi è importante, in un processo che ci vede tutti protagonisti e ci ricorda che la nostra permanenza su questo meraviglioso pianeta è temporanea. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per lasciare meno tracce possibili del nostro passaggio, consegnando ciò che abbiamo ricevuto a chi verrà, così che sia nelle condizioni migliori possibili.
In fondo, Franco Battiato potrebbe avere ragione: basterebbe una buona dose di amore.
Tutto l’universo obbedisce all’amore
Avara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito
Ho sempre immaginato la nostra Terra come una grande creatura vivente, del tutto simile all’uomo, solo un po’ più grande e inserita in uno spazio con leggi di diverso ordine, grandezza, tempo. Leggi che, però, potevano essere osservate e riconosciute anche dall’uomo. L’ho immaginata respirare attraverso le stagioni, l’ho immaginata sbattere gli occhi con l’alternanza di notte e giorno, l’ho immaginata innervosirsi, sbottando lava da vulcani sparsi, l’ho immaginata muoversi per prurito, l’ho immaginata influenzata con l’aumento della temperatura: l’ho immaginata del tutto simile a me e ai miei quotidiani comportamenti.
Questi pensieri mi hanno portato nel tempo ad avere un rapporto di rispetto, cura e attenzione verso me stesso e ogni forma di vita che mi circonda. Pur essendo abbastanza giovane, sto rilevando che negli ultimi anni il comportamento umano è andato via via mortificandosi, e di conseguenza è cambiato tutto ciò che lo circonda, rapporto con il Pianeta incluso.
Guerre, carestie, fame, sfruttamento, deforestazione, inquinamento, smaltimento di rifiuti d’ogni genere e senza regole, per non andare oltre (e ci sarebbe molto da ggiungere).
Resta fondamentale sapere se l’innalzamento della temperatura terrestre sia un fenomeno in parte causato dall’uomo, o più semplicemente una naturale conseguenza dell’evoluzione del pianeta Terra.
Personalmente, ritengo fondamentale scegliere di essere in armonia con me stesso, con gli altri e con il pianeta, poiché la comprensione delle leggi terrestri è spesso basata su teorie empiriche.
Dunque sono certo che un po’ di consapevolezza, studio e conoscenza di sé, potrebbe portare immediatamente ad una riduzione di CO2, grazie anche alle regole che la politica mondiale si sta dando. Ciò riporterebbe l’uomo al centro del cambiamento: ognuno di noi è importante, in un processo che ci vede tutti protagonisti e ci ricorda che la nostra permanenza su questo meraviglioso pianeta è temporanea. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per lasciare meno tracce possibili del nostro passaggio, consegnando ciò che abbiamo ricevuto a chi verrà, così che sia nelle condizioni migliori possibili.
In fondo, Franco Battiato potrebbe avere ragione: basterebbe una buona dose di amore.
Tutto l’universo obbedisce all’amore
Avara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito
Etichette:
amore,
CO2,
consapevolezza,
franco battiato,
leggi,
pianeta,
sostenibilita',
terra,
vita
giovedì 17 settembre 2009
Uomo-Animale
Questa mattina il sito di Repubblica dedica una pagina a un’artista che non avevo mai sentito nominare: Mitsy Groenendijk, ironica scultrice che ha incentrato la sua opera sull’uso della metafora, volta a indagare l’umano desiderio di controllare la natura. http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/mitsy-scimmia/1.html
In particolare, ha creato una collezione di scimmie a grandezza naturale, in tipici atteggiamenti e abiti umani, ottenendo un risultato di grande impatto visivo, che suscita spontaneamente un sorriso, ma dopo qualche attimo costringe a riflettere sulla nostra natura umana e bestiale insieme.
Tralasciando l’artista in questione, in un percorso verso l’Eccellenza come quello di 21minuti, può essere interessante soffermarsi sulla coesistenza – nell’uomo – di ciò che ancora lo accomuna al mondo animale e di ciò che ne determina la superiorità su qualsiasi altra specie in Natura.
E’ necessario allontanarsi il più possibile dall’animale per affermare la nostra eccellenza umana?
Sicuramente il piano istintivo e’ quello che ci avvicina maggiormente alla natura ma se ci guardiamo sinceramente allo specchio scopriremo che in migliaia e migliaia di anni la nostra specie, apice della creazione, ha spostato il proprio baricentro piu’ in alto, passando dal cuore ed arrivando alla parte piu’ alta la testa. Siamo in cammino e le neuroscienze lo dimostrano quasi quotidianamente speigando i nostri funzionamenti piu’ profondi , sia neuro scientifici sia “istintivi” determinando sempre piu’ precisamente che cio’ che facciamo, cio’ che ci accade e ‘ strettamente legato al bagaglio di esperienze, all’educazione ricevuta, agli studi fatti, alle letture tutto il nostro passato.
Ma allora l’uomo cosa e’?
E’ un animale che e’ nella sua fase di sviluppo e che puo’ divenire un essere piu’ completo ed equilibrato se riuscira’ a conoscere e a studiare i propri moti interiori, ad equilibrare la sua parte istintiva, la sua parte emozionale, la sua parte razionale. Insomma una fabbrica a tre piani che si sta preparando ad un salto di consapevolezza senza dimenticare la sua origine.
In particolare, ha creato una collezione di scimmie a grandezza naturale, in tipici atteggiamenti e abiti umani, ottenendo un risultato di grande impatto visivo, che suscita spontaneamente un sorriso, ma dopo qualche attimo costringe a riflettere sulla nostra natura umana e bestiale insieme.
Tralasciando l’artista in questione, in un percorso verso l’Eccellenza come quello di 21minuti, può essere interessante soffermarsi sulla coesistenza – nell’uomo – di ciò che ancora lo accomuna al mondo animale e di ciò che ne determina la superiorità su qualsiasi altra specie in Natura.
E’ necessario allontanarsi il più possibile dall’animale per affermare la nostra eccellenza umana?
Sicuramente il piano istintivo e’ quello che ci avvicina maggiormente alla natura ma se ci guardiamo sinceramente allo specchio scopriremo che in migliaia e migliaia di anni la nostra specie, apice della creazione, ha spostato il proprio baricentro piu’ in alto, passando dal cuore ed arrivando alla parte piu’ alta la testa. Siamo in cammino e le neuroscienze lo dimostrano quasi quotidianamente speigando i nostri funzionamenti piu’ profondi , sia neuro scientifici sia “istintivi” determinando sempre piu’ precisamente che cio’ che facciamo, cio’ che ci accade e ‘ strettamente legato al bagaglio di esperienze, all’educazione ricevuta, agli studi fatti, alle letture tutto il nostro passato.
Ma allora l’uomo cosa e’?
E’ un animale che e’ nella sua fase di sviluppo e che puo’ divenire un essere piu’ completo ed equilibrato se riuscira’ a conoscere e a studiare i propri moti interiori, ad equilibrare la sua parte istintiva, la sua parte emozionale, la sua parte razionale. Insomma una fabbrica a tre piani che si sta preparando ad un salto di consapevolezza senza dimenticare la sua origine.
Etichette:
animale,
coesistenza,
consapevolezza,
creazione,
istinto,
Mitsy Groenendijk,
natura,
neuroscienze,
passione,
ragione,
uomo
Iscriviti a:
Post (Atom)


