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giovedì 4 agosto 2011

La mia ricerca...




...per terminare la simpatica telenovela del pronto soccorso di ieri, me ne sono tornato a casa con la mano steccata per la frattura spiroide del V Metacarpo mano sinistra, non male per uno che deve passare le prossime due settimane su una barca!!!

:)

Siccome penso che ogni cosa che ci accade sia il risultato di molte dinamiche comportamentali e accadimenti non del tutto casuali ho deciso questa mattina di riportare la mia totale attenzione al mio mondo interiore, al mio mondo emotivo, mentale e naturalmente fisico. A volte le cose che accadono a prima vista sembrano manifestazioni della sfortuna (sfiga), oppure di incidenti inevitabili, in realta' questa e' solo una visione di superficie, meccanica, formatasi con le nostre credenze, con l'educazione ricevuta, con le consuetudini sociali di dove viviamo e con le leggi che governano il nostro pianeta, in realtà se resistiamo a prendere la strada che ben conosciamo della lamentela, della recriminazione, della non responsabilità, davanti a noi si apre un nuovo panorama, una vista simile a quella dell'alta montagna, dove possiamo avere una visione piu' ampia e globale anche del percorso che ci ha portati fino a li. Proprio allora scopriamo che cio' che pensavamo essere una sfiga si trasforma in una meravigliosa occasione di conoscenza e di ricerca interiore. Ciò che piu' conta e'l'interazione, imparando ad interagire nel momento e a prendere la situazione cosi' come e', con distacco e distanza, senza volere che sia altro, senza pensare a quello che ancora ci manca ma bensì a sfruttare al massimo ciò che abbiamo, quindi per tornare a me, certamente due settimane in barca con una mano steccata che non puo' bagnarsi sembra davvero uno sfortuna ma invece credo che ci siano molte cose da valutare e da scoprire in questa apparente privazione di libertà di azione. Ecco, desidero interagire con la nuova condizione e scoprire qualche cosa di me stesso, della mia relazione con il mondo che mi circonda, della mia relazione con il mio corpo per riuscire a godere al massimo di queste due splendide settimane che mi aspettano, onorare la mia vita oggi e non lamentarmi piu' per cio' che mi manca ma sottolineare e valorizzare cio' che ho ricevuto.

Sento quindi l'esigenza davvero di tornare ad ascoltarmi, a scoprirmi nuovo nella vita di ogni giorno, nelle situazioni che si manifestano ogni giorno per non dare la solita risposta meccanica, la solita risposta frutto di mille condizionamenti che quasi mai esce dalla interazione con la situazione ma bensi' dalla reazione con la situazione, ma sopra ogni cosa che quasi mai mi rende felice, ma mi fa entrare in un mondo di conflittualità anche con me stesso.
Desidero restare in silenzio, restare in armonia con me stesso, con il mio corpo, con il mio cuore, con i miei pensieri per ascoltarmi e scoprire come posso migliorare il mio stato di gioia e godimento, per trovare costantemente armonia tra cio' che sono e cio' che vivo, per far crescere quello stato interiore di libertà dal bisogno, perchè nello spazio vuoto, nel silenzio possiamo crescere, mentre invece nella confusione, nel rumore, nella rabbia, nella sofferenza c'e' solo infelicita'.
Con questo non voglio dire che non soffriro' piu' e saro' un Buddha vivente, voglio solo dire che se riusciro' ad interagire con la vita mentre la vita accade sapro' scegliere anche il momento per incazzarmi e lo faro' con grande gioia e distacco, sarà il giusto momento, voglio decidere io della mia vita anche delle emozioni che mi abitano!

Percio' andro' in vacanza con il blog, scrivero' soltanto se avro' sentito la profonda e meditata esigenza di comunicare qualche cosa di interessante altrimenti resterò in silenzio ad ascoltare la mia voce interiore abbassando il rumore esterno che tende a mortificare ogni cosa per ricercaere quel meraviglioso luogo interiore che si chiama pace ed armonia.

Buone vacanze a tutti voi e se un po' vi manchero', beh allora andatevi a leggere i post piu' vecchi, sono sicuro che non gli avete letti tutti e pensate che mi sto impegnando a vivere con intensità per potervi raccontare le cose che accadono, grazie per avermi seguito fino a qui, sono sinceramente, profondamente onorato.

Gian Luca

venerdì 8 luglio 2011

Ogni storia ha un suo inizio!




In questo specifico caso l'inizio e' il 4 febbraio 1967 alla Clinica Macedonio Melloni di Milano; di prima mattina una fredda e grigia mattina milanese, di un grigiore pallido molto differente da questa mattina, arrivo io.
Il grigio e' diventato predominante insieme al nero, ed oggi e' di moda, sfruttato da stilisti che colorano la città di oscuri personaggi eleganti, ma questa e' un'altra storia.
Quella mattina io, primo ed ultimo genito di Armida e Luigi, vengo al mondo con un urlo, risucchiato da una ventosa, (questo dice molto), una bozza sulla testa riassorbita pochi giorni dopo, faccino stanco da chi di strada ne ha gia' fatta un po', un lamento che poi si mette silente per dare spazio a delle grandi dormite e delle gioiose mangiate inizio così ad esplorare il mondo che mi circonda appassionandomi gia' da quel momento a sgambettare prima nella culla, poi gattonando per finire camminando fino a correrre a testa alta, inciampando spesso nelle cose che mi trovo tra piedi mentre guardo lontano. Questo mi contraddistinguerà anche negli anni, un segno identificativo: chiacchierone, con la testa tra le nuvole, pensando alla bellezza delle cose al futuro, ai mille progetti, impegni viaggi, inciampando qua e la con voce alta, tono rumoroso, emozionante mi si riconoscerà facilmente già a scuola.
Certo l'inizio poteva essere più scoppiettante, specialmente perchè della nostra vita e' nota solo la data di entrata sul mercato e non quella di scadenza, di uscita dal mercato, lo chiamo mercato perchè da qualche anno sento parlare degli esseri umani come consumatori e quindi sento l'esigenza di posizionarmi immediatamente su un mercato.
Non e' una vita facile di questi tempi, il mercato e' in crisi e gli uomini sono in crisi; ci sono molte cose che posso migliorare, una su tutte quella di essere piu' dentro di me per cercare di essere piu' chiaro fuori di me. In fondo solo quando dentro c'e' chiarezza allora le azioni fuori si manifestano fluide. Ecco un concetto che mi ha sempre affascinato e nello stesso momento tormentato: essere fluido.
Quando ho iniziato il primo corso di teatro una delle cose che ho visto di me e' stata quella che non riuscire ad essere fluido, nei movimenti, nei toni delle mie parole, negli sguardi, nel ricevere i suggerimenti, nell'accarezzare, sempre in difesa o in attacco, mai fluido ma sempre in conflitto. Non e' facile pero' quando ogni cosa intorno mostra il bene e il male: se qualcuno ti attacca devi difenderti, se qualche cosa ti colpisce devi reagire. Basterebbe paradossalmente aggiungere un ingrediente, se qualche cosa ti colpisce innanzitutto cerca di evitare l'urto, semplicemente spostati. Non voglio semplificare un concetto fondamentale della nostra società il diritto l'autodifesa della nostra società ma sinceramente se avessi avuto questa semplice informazione sin da piccolo avrei certamente speso meno tempo a combattere per mettere la mia energia su altro, comprendendo fin da subito che il diritto all'autodifesa non e' altro che non saper essere altro.
A questa' eta', (ho superato i quaranta) si comincia a muovere interiormente qualche rammarico, qualche rimpianto, nulla di grave ci mancherebbe, serve solo per riorganizzare le informazioni e ritarare il mirino cercando di migliorare la mira anche perche' i colpi non sono piu' infiniti come nello spirito baldanzoso della gioventù, ora si contano le cartucce per non restare senza. Un'altra cosa che mi capita oggi e' di emozionarmi molto per delle cose che sono apparentemente piccole che non destano quella grande attrattiva, come dire, mi emoziono non solo della manifestazione di un evento ma e' come se mi emozionassi per i passaggi, per quelle azioni a cui non diamo mai troppa attenzione, che ne so chiudere le portiere dell'auto piuttosto che il piacere della guida; faccio un altro esempio forse si spiega meglio: ho cominciato da qualche anno a cucinare, ecco qualche tempo fa amavo l'arrivo degli amici commensali per stupirli con delle deliziose creazioni gastronomiche, oggi invece mi emoziono mentre nella padella c'e' lo scalogno che si trasforma a contatto con il vino bianco che evapora ed emana un profumo accattivante legandosi al vino per non lasciarsi più, mentre insieme diventano altro.

Tratto dalla bozza di "Ogni storia ha un suo inizio"!
di Gian Luca Bianco

venerdì 29 aprile 2011

stavo pensando all'amore...

Ieri una bambina figlia di miei cari amici di sette anni mi ha chiesto:
"Gian Luca, che cosa e' l'amore?"
Dapprima sono rimasto immobile, per una decina di secondi, poi ho iniziato a radunare i pensieri che mi stavono affollando la testa, confusi, gridanti, tutti spinti dal basso, pronti ad emergere e ho continuato a restare in silenzio; un minuto dopo lei se n'era gia' andata a giocare con altri bambini ed io ancora li immobile come una colonna greca.
Il primo pensiero articolato che mi sono permesso di esplicitare e' stato:
"e' una bambina che te lo ha chiesto, non un bambino!"
Si perche' certamente la visione maschile dell'amore e' parziale, ho cosi' continuato ad organizzare i pensieri, le impressioni, le suggestioni, i ricordi che continuavano ad affiorare nella mia fronte, ricordo bene che tutti erano affollati nella fronte, e mi sono sfregato come per massaggiare ed allentare la pressione che stavo sentendo.
Non riuscivo a rispondere in modo chiaro, ordinato ma soltanto in maniera confusa mettendo un pensiero sull'altro, erano come immagini di un collage.
Poi come per incanto, ed erano passati ormai una ventina di minuti mi e' venuta una piccola illuminazione, limpida, pulita, pura, distante e tutta la confusione che mi aveva affollato e' svanita.
"L'amore e'!"
Ho esclamato ad alta voce mentre ormai ero rimasto solo in mezzo al giardinetto, l'amore e'. Essere amore, io sono amore, io sono l'amore, le azioni che compio sono l'amore, le cose che dicono sono amore, i pensieri che frequento sono amore, le emozioni che provo sono amore e qui nella luce mi sono immeditamente reso conto che la maggior parte delle volte cio' che pensiamo, cio' che compiamo, cio' che proviamo non sono amore, sono bisogni, sono gratificazione, sono riconoscimento, sono paura, sono menzogna...
Sono tornato a pensare all'amore e a cosa rispondere a quella bambina e ho continuato a restare in silenzio la cosa migliore e' che lei possa scoprire l'amore scoprendo se stessa senza alcun condizionamento, senza alcuna opinione!
Sono tornato a pensare all'amore per rispondere a me stesso e sono rimasto in silenzio, ci vuole silenzio per essere amore!

lunedì 11 aprile 2011

se ridi vivrai piu' a iungo...

Oggi leggendo dei giornali online mi e' capitato un articolo che mi ha molto colpito e stimolato alcune riflessioni...

Se sorridi, vivrai più a lungo! Ora c'è la prova scientifica!

Lo definiscono Benessere Soggettivo - in sigla SWB, dall’inglese Subjective Well Being - e quantifica il giudizio che ognuno dà alla sua vita, il grado di soddisfazione esistenziale e professionale. Un elevato SWB pare abbia un effetto diretto sulla salute e sulla longevità, facendola aumentare addirittura del 14 per cento. È quanto sostiene il professor Ed Diener che da decenni studia la felicità e i suoi effetti, ritiene che a questo effetto "salutare" concorrano soprattutto quattro fattori:

1. soddisfazione nella vita;
2. assenza di emozioni negative;
3. ottimismo e presenza di emozioni positive;

Queste ultime, però, devono essere moderate, perché se sono eccessive o troppo repentine - avverte Diener - hanno paradossali effetti negativi. Un po' di humour, comunque, può sempre aiutare, perché come ha dimostrato lo studio norvegese HUNT 2, seguendo 53.500 persone per oltre 7 anni, prendere le cose con ironia allunga la vita.

Sentimenti positivi come gioia, speranza, voglia di fare, soddisfazione esistenziale, speranza per il futuro, ottimismo e humor hanno invece buoni effetti anche di fronte alla malattia, come è stato evidenziato in pazienti affetti da HIV, con blocco renale, colpiti da infarto, e può migliorare perfino la risposta alle cure palliative somministrate in caso di gravi tumori.

Sorridere fa bene, ma come si fa a sorridere e come tenere le emozioni negative fuori dalla nostra vita?

Ho scoperto che il miglior modo per tenere le emozioni negative lontane da me e' di fare cio' che mi fa felice, davvero intimamente e profondamente felice; in tal caso anche le difficolta' si trasformano in opportunità di crescita, gli errori diventano parte integrante del percorso quotidiano in grado di segnalarci quanto stiamo facendo, la nostra storia quotidiana quindi puo' avanzare verso i nostri obiettivi, le nostre ambizioni, i nostri desideri per vivere a pieno.
Le emozioni negative gravitano intorno a noi quando non stiamo facendo cio' che ci rende felici ed intervengono costantemente per far deragliare ogni nostra iniziativa; ma se il nostro focus e' fare cio' che ci fa felice allora le emozioni negative non possono intervenire su di noi in nessuna maniera perche' siamo protetti dai nostri desideri piu' intimi, dai sogni piu' grandi, e mentre li stiamo realizzando siamo come degli innamorati che hanno occhi solo per l'innamorata.
Insomma, per vivere felicemente ci vuole coraggio, per sorridere ci vuole coraggio, per amare ci vuole coraggio, per avere sogni ci vuole coraggio, per realizzarli ci vuole coraggio, di fronte alla vita ci vuole coraggio.
Coraticum significa per cuore, nella vita ci vuole cuore che non casualmente e' la sede delle emozioni piu' straordinarie che ogni essere e' in grado di provare e sperimentare in particolare l'amore.