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lunedì 5 settembre 2011

La gemma più importante!




Settembre, mese di bilanci, di rilanci, di considerazioni, di aggiustamenti, ed io come tutti non mi sono lasciato sfuggire l'occasione per guardare la mia vita con occhi distaccati e cercare di comprendere fino a che punto e' soddisfacente. La soddisfazione e' il perno centrale su cui ogni vita dovrebbe ruotare; ogni giorno dovrebbe soddisfare non soltanto la pancia ma anche il cuore e la mente, dando cosi senso a cio' che chiamiamo anima, senso nel senso di farla crescere dentro di noi come si fa crescere un fiore delicato che va protetto dalle intemperie e pericoli. Io credo che ognuno di noi abbia un'anima e che lo scrigno, il nostro corpo sia il veicolo che permette lo sviluppo o il non sviluppo della stessa.

Mi sono reso conto in questi anni che il corpo e' una cosa: invecchia, cambia forma, ci fa sentire i dolori, ci fa percepire momenti di piacere, si relaziona in modo diretto e costante con il tempo, resiste alle intemperie, non resiste alle intemperie, e' come una meravigliosa barca a vela che solca i mari, confrontandosi con i venti, portando dentro di se' la gemma piu' preziosa, la gemma che resiste al tempo, che va ben oltre il dolore e ben oltre il piacere, la gemma che supera lo spazio per entrare nella dimensione eterna, una dimensione che non riusciamo a comprendere ma a cui tendiamo in maniera interiore quando riusciamo a collegarci all'anima.

Ma la nostra gemma non puo' crescere da sola, meccanicamente, puo' crescere e diventare un meraviglioso fiore solo se viene nutrita con i migliori ingredienti, e allora mi sono reso conto che il corpo diventa importante, direi fondamentale perche' va trattato in maniera gentile, armoniosa, va seguito, assecondato, allenato, mantenuto nel migliore stato di benessere possibile perche' questo permetta alla nostra gemma di sbocciare. Non basta pero' nutrire al meglio il nostro corpo, cio' che nutre la gemma e' anche l'ambiente in cui ci muoviamo, l'ambiente esterno che frequentiamo, dove mettiamo lo sguardo, immaginate di avere un figlio e nei primi mesi di vita lo sottoponete alla visione di film violenti, in un ambiente malsano, in condizioni energetiche basse, respirando aria inquinata senza ossigeno, ecco in questa condizione di certo la vita umana anche a fatica forse se la caverebbe, anzi ne sono certo visto che ci sono milioni di piccoli che sono in questa tremenda condizione, invece per quanto riguarda la nostra gemma, non sono affatto certo che ce la possa fare a sbocciare a diventare quell'essenza in grado di perdurare anche dopo di noi. Infine cio' che e' necessario e' trovare il modo migliore per poterci confrontare con il nostro migliore se', che e' quello che attraverso i sensi e' capace di creare armonia, amore, verità in qualsiasi condizione anche quello piu' disperata, non solo per accontentare gli altri che ci circondano ma per rispondere e proteggere la nostra gemma che sinceramente e' la cosa piu' importante che ci e' stata donata insieme al veicolo corpo, ed e' questo il senso della nostra vita, far crescere la nostra gemma.

Perche' sto pensando a questo stamattina, perche' ho passato due giorni davvero intensi, pieni di amore, armonia, relazione con gli altri, in relazione con la natura e ho sentito dentro di me come se stessi dando l'acqua giusta, l'acqua migliore e pura a quella gemma che e' dentro di me, quella gemma che ha un peso leggerissimo (21 grammi circa) ma che ha una potenza straordinaria, la potenza dell'eterno. Mi sono sentito in pace con me stesso, nel posto giusto, al momento giusto, facendo le cose giuste, trovando la giusta distanza tra me e il mondo, senza essere posseduto dal mondo e nemmeno distaccato dal mondo.
In questa condizione ho sentito di potervi condividere una parte importante della mia vita, in maniera semplice e diretta, senza timore di essere frainteso, una parte intima che sono certo appartenga a tutti e che forse molti di voi hanno gia' sperimentato, insomma ho voluto condividere quella parte di me che desidera solo il meglio, quella parte di me che troppo spesso ho tradito in qiesta vita, semplicemente lasciandomi portare via dalla paura, dalla recriminazione, dalla maldicenza, quella parte che oggi e' per me il centro dell'esistenza, la cautela e la cura del corpo per far crescere e sbocciare quella gemma meravigliosa che si chiama anima e che sono certo una volta cresciuta,sbocciata, matura potra' vivere in eterno nella pace, nell'armonia, nell'amore, tutto questo grazie al mio corpo e alla mia volontà di farla vivere.

mercoledì 27 luglio 2011

Che cosa e' la vita?




Poche ore fa ho ricevuto una notizia che mi ha riempito di gioia, davvero mi ha fatto felice, mi sono emozionato.
Una persona a me molto molto cara, una mia amica, che ho amato, amo e amero' mi ha scritto dall'Argentina per avvisarmi che lei e il marito aspettano una creatura per il prossimo gennaio 2012.
Questa qualità comune agli esseri viventi, data quasi per scontata visto che accade cosi di continuo e' una delle cose che riesce ancora ad emozionarmi profondamente, l'inizio della vita insieme la fine della vita sono i due momenti per i quali resto in silenzio nell'emozione, nel raccoglimento, nella domanda piu' profonda che nasce: "cosa e' la vita?"

Esiste una vera risposta a questa breve domanda?

Probabilmente ancora no ma sicuramente, come ormai sappiamo, possiamo parlare piuttosto di proprietà che caratterizzano gli esseri viventi. Inizio con un termine che ritengo importante: autonomia.
Dice Paul Davies, fisico e divulgatore famoso, nel suo libro "Da dove viene la vita":

"Immaginate di lanciare in aria due uccelli, uno vivo ed uno morto. L'uccello morto cadrà, presumibilmente, qualche metro più avanti, mentre quello vivo potrebbe finire appollaiato su una antenna televisiva, o su un ramo di un albero, su un tetto, su una siepe, o su un nido. Sarebbe difficile indovinare in anticipo il punto esatto."

Gli esseri viventi sono imprevedibili?

Gli organismi viventi sicuramente hanno una composizione chimica comune che si basa sull'atomo di carbonio e quindi tipi di molecole organiche comuni come DNA RNA, Proteine, Grassi, Zuccheri. Hanno processi metabolici, catalizzati da enzimi, che comprendono biosintesi e reazioni che producono energia per le biosintesi; tra queste, quelle che si avvalgono di composti organici (organismi eterotrofi) e quelle invece che possono sfruttare fonti energetiche alternative come la luce (autotrofi fotosintetici) o altre ancora. A queste caratteristiche troviamo giusto correlare la proprietà di nutrirsi ma anche di muoversi.

Gli organismi viventi possiedono una struttura anatomica alla cui base c'è l'organizzazione cellulare. Le cellule derivano da altre cellule secondo processi di divisione tipici.
Gli esseri viventi si riproducono, cioè generano individui simili cedendo loro la copia del programma genetico posseduto. Hanno mostrato la tendenza a creare strutture complesse di più cellule diverse, organizzando il loro organismo in tessuti, organi, apparati, ma anche più individui in società e ancora più, gruppi di individui diversi in comunità.
Gli organismi viventi si esprimono attivamente nell'ambiente adattandosi ed evolvendosi, proprietà eccezionale attraverso la quale la vita si impone prepotentemente anche in luoghi considerati impossibili.

Ma allora alla luce di questo mi chiedo di nuovo: "cosa e' la vita?"
Scientificamente la risposta al momento e' sintetizzata qui sopra, ma la scienza non risponde ancora sul dove, come e perche' nasca quell'attrazione, quel magnetismo tra due esseri senzienti che permette poi l'accoppiamento e la riproduzione. mi spingo con una affermazione ancora piu' provocatoria: "la vita e' chiamata dall'anima!"
Cosa e' l'anima? Nel modo piu' semplice definiamo l’anima come entità trascendente immateriale che si manifesta comunque nell’immanente dell’individuo, quindi in qualche maniera e' possibile che un'anima richiami l'attenzione e organizzi una serie di situazioni percui due persone si incontrino e possano donare alla terra il loro figlio prediletto.
Sembra proprio che la nascita sia un dono degli uomini alla divinità della terra come per sdebitarsi di permetterci di vivere su di essa.

Freud però ci viene in soccorso e chiarisce ancora meglio:
"Psiche significa anima, di conseguenza “trattamento psichico” presuppone il “trattamento dell’anima”. Ci si pone di fronte ad un “trattamento a partire dall’anima” con mezzi che agiscono in primo luogo e immediatamente sulla psiche dell’uomo. Un tale mezzo è soprattutto la parola e le parole sono anche lo strumento essenziale del trattamento psichico. Le parole dei nostri discorsi quotidiani non sono altro che magia sbiadita. Ma sarà necessaria prendere una via indiretta, per far capire come la scienza riesca restituire alla parola almeno una parte della sua forza magica."

Qui mi fermo anche perche' le domande si infittiscono e le risposte si diradano, entrando in un territorio inesplorato, il territorio dell'inconscio.

Non mi rimane allora che augurare ad Elisabetta e Leo una serie di parole che creino magia e possano sostenerli in questo nuovo tragitto che li porterà ad essere genitori di una splendida creatura, il dono migliore per l'evoluzione di tutti gli esseri viventi in particolare nella relazione con la terra.

lunedì 18 luglio 2011

Nirvana!



Stamattina mi domandavo come posso migliorare la mia vita, come posso essere libero dai miei meccanismi piu' profondi, come realizzare una vita felice, come realizzare i miei desideri, cioe' realizzare i miei migliori talenti per poter onorare il regalo ricevuto: la vita?

"In primo luogo a tutto ciò che è male rinuncia, e poi a credere nell'Io, renditi infine libero da tutto, e allora certo diverrai un saggio".

Certo penserete voi, chiunque conosco al lunedi' mattina si sveglia e inizia a porsi queste domande!

A parte gli scherzi non vorrei sembrare troppo impegnato o razionale, quello di cui sto parlando e' molto piu' semplice e concreto di quanto appaia. Le domande filosofiche hanno sempre un profondo collegamento con la nostra vita quotidiana, spesso la stessa scienza puo' aiutarci nelle risposte, sono il titolo del libro della nostra vita, sono la teorizzazione del problema, sono lo svolgimento con la sua risoluzione, tutto e' decisamente pratico e non filosofico; infatti la domanda che mi pongo, (con la quale devo dire convivo ormai da almeno una quindicina d'anni), e'il motore ed insieme la benzina che mi permettono di vivere in maniera sana. Ogni cosa che ci accade puo' essere inserita in un contenitore che ha delle caratteristiche: e' temporizzato, ovvero noi abbiamo mediamente ottant'anni di vita; ci sono delle cose dentro, abbiamo quindi relazione con degli oggetti; abbiamo relazione con gli altri, abbiamo una stretta convivenza con altri esseri umani e animali sul pianeta terra.
Questi tre ingredienti permettono di relativizzare moltissimo le cose che ci accadono, innanzitutto da un punto di vista temporale, tutto puo' essere spalmato nel tempo e quindi ci rendiamo conto di quanto sia relativo cio' che ci accade. Abbiamo oggetti che ci servono, danno servizio a cio' che vogliamo realizzare, se siamo agenti di vendita, abbiamo l'automobile come oggetto principale di lavoro e cosi' via, ed infine siamo su un pianeta popolato da nostri simili con i quali siamo in relazione continua, una relazione a volte migliorativa altre volte degenerativa, ma con i quali realizziamo noi stessi.
Fatta questa premessa, la vita si semplifica molto nel senso che ogni esperienza, evento, ogni cosa che ci accade filtrata nel tempo, nelle cose, nelle relazioni puo' essere migliorata, puo' essere incrementata, puo' essere re-interpretata, puo' essere pre-figurata e compresa nella maniera migliore possibile permettendoci cosi' di migliorare sostanzialmente la relazione della nostra vita con il tempo stesso, con gli oggetti stessi, con gli altri con i quali condividiamo lo stesso tipo di percorso di vita.
A questo punto possiamo iniziare a renderci conto di quanto sia meraviglioso vivere, di quante opportunita' ogni giorno ci accadono che ci possono permettere di realizzare una vita piena di divertimento e piacere, ma soprattutto piena di consapevolezza per il regalo ricevuto, la vita stessa, arrivando quindi ad onorare la vita attraverso il nostro miglioramento.

Io amo la vita, la amo perche' sento possa essere la mia opportunita' di realizzare me stesso, insieme agli altri, in un tempo preciso, il tempo e' adesso perche' la vita accade proprio ora mentre sto scrivendo, mentre stai leggendo e se riesci anche ora mentre leggi a ricordarti che hai un corpo, che hai delle emozioni che ti muovono e spingono, che hai dei pensieri che ti possono orientare a cio' che desideri per te e per gli altri intorno a te, allora in questo istante puoi guidare la tua vita, invece di essere guidato casualmente dalla vita, sballonzolato come una pallina magica, puoi essere tu artefice della tua esistenza terrena.

Arriviamo quindi al titolo del post di oggi, perche' ho scelto il termine "Nirvana"?

L'ho scelto per una ragione precisa: "la liberazione finale dalle sofferenze e dalle passioni è garantita solo dal raggiungimento del Nirvana.
Il Nirvana (dispersione, estinzione), secondo la dottrina del Hinayana è la liberazione, già realizzabile in questa vita, dai tre peccati capitali: odio, cupidigia ed illusione.
Con la morte, il santo raggiunge una condizione in cui tutti i gruppi di fattori esistenziali che formavano la sua Personalità, vengono annientati senza possibilità che ne sorgano di nuovi. Il nirvana perciò, dal punto di vista dell'uomo posto nel mondo è il nulla, per cui spesso viene paragonato allo spazio vuoto. In realtà è un nulla relativo, non assoluto, poiché da quelli che lo hanno ottenuto viene sentito come una gioia ineffabile, soprannaturale."

L'immagine di Murakami mostra il processo di dispersione ed estizione della personalita' in favore del raggiungimento della propria essenza, io sento davvero nel cuore il valore di vivere il Nirvana in questa vita, di conoscere la mia anima.

lunedì 11 luglio 2011

Cio' che e' reale! (tratto da "Ogni storia ha un suo inizio")



E' una cosa pazzesca scrivere, ti trovi a parlare di te, dialogare con i tuoi personaggi interni, di cio' che si sente, mettendosi a nudo e poi improvvisamente ritrovarsi in flusso, un fiume meraviglioso dove tutto appare chiaro e vorrei avere cento dita che digitano, per riuscire a stare dietro ai pensieri che si rincorrono una attaccato all'altro, come un fiume in piena poi un suono improvviso, un cellulare che suona, un' interruzione e tutto svanisce, si ritorna alla vita meccanica fatta di sollecitazione e risposta e non si riesce a rientrare in quel flusso fatto di pensiermi, emozioni chiare, dove ogni cosa che ci e' accaduta nella vita diviene utile materiale di analisi e di perdono, parlo di perdono perche' spesso e volentieri non solo incolpiamo gli altri dei nostri fallimenti ma incolpiamo anche noi stessi, censurando duramente i nostri errori, che invece a questo livello ormai sono le migliori esperienze che abbiamo fatto, quelle esperienze che ci hanno fatto muovere da una vecchia posizione per acquisirne una nuova, piu' completa, piu' ricca, con piu' dettagli. Si scopre cosi' che la realta' non esiste, che la realta' e' semplicemnte l'interpretazione che noi diamo alle esperienze che ogni giorno viviamo, che ogni giorno ci accadono, come noi leggiamo gli eventi ed interagiamo con essi, ecco questa interazione crea la nostra realta'!
Quel flusso, quel sangue che scorre nelle nostre vene, quel cuore che istante dopo istante batte con la forza di una locomotiva, quel respiro dritto e profondo come una colonna che ci permette di mantenere il nostro laboratorio alchemico di trasformazione di elementi, ecco tutto questo aggiunto a centinaia di milioni di processi miracolosi che accadono in noi ogni istante dentro di noi, ci danno la reale misura del miracolo della vita, ci devono ricordare costantemente che tutto e' un dono e che possiamo essere felici gia' semplicemente perche' siamo vivi, tutto il resto e' in piu' e quindi da prendere con un po' di distanza, ironia, divertimento.
 
Sono passato dal pensare di non saper scrivere e perdermi, alla presunzione di raccontare la mia vita. Mi rendo conto che sto scrivendo solo le cose che in qualche modo mi sono entrate nella memoria e quindi che mi hanno colpito da qualche parte, sia nel bene che nel male, anche perche' come scrivevo poco fa non ho altro che qualche migliaio di ricordi coscienti, mentre in ogni istante ricevo centinaia di milioni di sollecitazioni, senza che nemmeno me ne possa rendere conto.

Ho deciso allora di fare un viaggio dentro di me, dopo anni passati fuori da me nella speranza di raccogliere gratificazione per il mio ego, sento oggi piu' che necessario restare in silenzio ad ascoltarmi, per svuotarmi e tirare fuori da me tutto cio' che mi fa star bene, ma anche cio' che mi manda in confusione, che mi produce paura, dolore, sgomento, speranza, violenza, pace, ispirazione. Dopo anni di parole parlate inutili mi ritrovo a dialogare con me, e sento che ogni parola e' legata indissolubilmente ad una esperienza, un ricordo, una frustrazione che si innescano anche attraverso posture fisiche, contrazioni muscolari, anzi sto immaginando ora la mia faccia mentre scrivo e sto scoprendo che ho una smorfia che non mi sono mai accorto di fare. La realta' si definisce con le parole, sono un ponte tra me e me stesso, tra me e gli altri, mi rendo conto che il piu' delle volte non arrivano a creare una realta' interessante, ma solo passaggio di informazioni che creano malintesi, ferite anche inconsapevolmente, ogni tanto anche gioia. Devo scegliere e migliorare il mio vocabolario di parole, selezionare quelle che hanno il significato piu' preciso, profondo, specifico e piu' vicino all'emozione, per fare in modo che non sia tutto esclusivamente filtrato dal pensiero che desidero trasferire, ma elaborare pensieri che abbiamo ingredienti multipli, emotivi in particolare e razionali.

Sono qui ora ad elaborare pensieri per riprendere quel filo che mi riporti nel mio sangue e dal sangue al cuore e al cervello. Le parole sono veloci, raccontano, descrivono le stanze in cui abitiamo ogni giorno, sono le stanze nelle quali elaboriamo i nostri pensieri, le nostre emozioni, ma soprattutto le nostre azioni, quindi piu' stanze riusciamo ad abitare, meglio si costruisce la visione della realta' rielaborando ogni giorno, ogni istante tutto cio' che ci accade, ringraziando perche' possiamo sentire e vivere.

In definitiva sto scrivendo per impegnarmi ad essere pulito, limpido, sincero, rielaborando ogni cosa per depositarla nel modo migliore su un foglio che poi restera', che qualcuno leggera', ricordandomi l'importanza di cio' che scrivo perche' i sentimenti fanno muovere azioni, ed io desidero oggi che ci sia un movimento verso l'alto, verso il miglioramento di ogni essere umano senziente, avro' cosi' onorato il dono della vita. Le parole scritte restano, si rileggono, scavano, approfondiscono, obbligano al confronto per non perdere mai il senso profondo di cio' che siamo, ma soprattutto sono in grado di costruire la realta' che desideriamo.

giovedì 30 giugno 2011

Pronti per le vacanze?




Molto spesso le chiamano ferie, un termine che pero' su di me ha un effetto terribile, mi sembra l'ora d'aria dei carcerati che viene concessa ad un lavoratore, prigionerio. Mi ostino per questa ragione a chiamarle vacanze, in modo forse un po' liceale, un po' spensierato, ma in questa maniera prendono la forma di una piacevole sosta, dal viaggio quotidiano costante della nostra vita, come una sospensione dello spazio e del tempo nel quale ci immergiamo quasi staccandoci da noi, dal nostro essere quotidiano, - forse l'etimologia del termine vacanze, vacante/mancante, spiega bene il senso - e ci immergiamo in quelle attività, in quei luoghi, in quella vita che vorremmo fosse per sempre.
C'e' chi riesce a leggere in poche settimane tre, quattro e piu' libri, mentre durante l'anno arriva a malapena a leggerne uno al mese, c'e' chi riesce a fare attivita' fisica per riprendersi un po' della forma perduta, c'e' chi parte e lascia il cellulare in un cassetto, c'e' chi si innamora, tutti a fare cose che nella vita di tutti i giorni ci mancano, non riusciamo a praticare.

Perche' la modernita' ci toglie tanto ?

Personalmente penso che sia una questione di gestione del tempo, di gestione delle emozioni, di gestione organizzativa della propria giornata, quindi della propria vita. Incontro spesso conoscenti ed amici che mi dicono "sai non ho piu' tempo per nulla!", mi guardano con un occhio di invidia perche' riesco a fare tante cose diverse, mettermi alla prova, sperimentarmi, e a loro sembra che io abbia una vita fortunata. In realta' non e' una questione di fortuna, ognuno si cerca e conquista la vita che desidera, ognuno e' libero di realizzare i propri desideri e ambizioni, l'unica condizione e' la capacita' di scegliere le cose che sono centrali e non perdersi nelle cose periferiche che portano via tempo e non ci permettono di andare dove desideriamo. Faccio un esempio: passare due o tre ore davanti alla televisione e' tempo sprecato se non e' fatto con un obiettivo chiaro, per vedere un film particolare oppure altro, non guardando piu' la televisione recupero tre ore al giorno che posso destinare alle cose che mi interessa sperimentare; oppure passare un paio d'ore al computer, dopo che si e' lavorato tutto il giorno davanti allo schermo, anche questo e' tempo perso se non e' finalizzato ad un obiettivo chiaro; prendere due tre caffe' al giorno, sono pause di una mezz'ora al giorno, prendere l'auto per andare al lavoro e passare due ore nel traffico, anziche' usare mezzi piu' leggeri o mezzi pubblici ci fa perdere o guadagnare anche un'ora al giorno.

Non e' la modernita' o la citta' ma e' l'obiettivo che abbiamo nella nostra mente a fare la differenza, distrarsi e cazzeggiare fanno consumare tempo senza pero' costruire nulla, un po' come pagare un affitto e pagare un mutuo, il denaro esce lo stesso ma per uno diventiamo proprietari dell'immobile con l'altro investiamo denaro a fondo perduto, o meglio a fondo del padrone di casa, il padrone di casa e' la terra che si prende la nostra vita senza che abbiamo realizzato la nostra anima.
Il tempo che abbiamo a disposizione e' limitato, la selezione e la gestione delle proprie risorse e dei propri desideri e' centrale, altrimenti e' come entrare in una libreria o in una biblioteca e desiderare di leggere tutti i libri, non sara' mai possibile, ma sara' possibile con un obiettivo chiaro leggere i libri che ci portano nella direzione immaginata.

Ritorno alle nostre vacanze. Insomma il tempo e' limitato, cerchiamo di fare cio' che ci rende felici, che ci fa sentire vivi, che ci fa migliorare, crescere come essere umani, che ci fa incontrare e condividere con gli altri, che ci arricchisce, e ricordiamoci perche' lo vogliamo fare, quale e' il nostro vero obiettivo e non lo dimentichiamo mai, si chiameranno pur sempre vacanze ma noi saremi sempre presenti.

mercoledì 29 giugno 2011

Numero 1!



Inizia da qui, dal Numero 1 la mia appassionata ricerca artistica, il mio viaggio interiore, la ricerca della mia personale capacita' espressiva, grazie a questo linguaggio sconosciuto, incomprensibile, innovativo, straordinariamente efficace, senza filtri, senza ricerca estetica, la purezza del gesto, la purezza di esprimersi senza il timore del giudizio, perche' non e' ricerca ma e' verita' dell'essere e la verita' dell'essere non puo' in nessun modo essere giudicata e discussa, ma condivisa semmai null'altro.

La forza che chiamiamo Arte, rispecchia esattamente la forza di guardarsi dentro e lasciarsi ispirare essenzialmente dalla propria anima, e disinteressarsi a furor di ego, dei giudizi, della comunicabilità e della lingua utilizzata: il coraggio di parlare al mondo col proprio linguaggio, col proprio corpo, con la propria anima e' la piu' grande liberta' che abbiamo conquistato.

Con Jackson Pollock l'opera diventa il dettato dell’urgenza espressiva dell'anima. Un’emozione, un istante, il qui ed ora, una incosciente-sognante-realtà. L’anima non conosce la grammatica, la metrica, l'intonazione o la messa a fuoco. L’anima è tutto e come tale, se non la si annulla a discapito della forma, dell'educazione, dei condizionamenti sociali e personali, è libertà. Pollock riuscì ad essere libero ma purtoppo solo dentro la sua tela, riusci poi a farsi schiacciare da questa libertà, fino ad annullarsi. Quando prese coscienza della forza che la voce della psiche aveva sul corpo, sull’uomo; solo allora si sentì appagato dal suo lavoro, solo allora diede equilibrio all’armonia che mancava alla sua vita, per incamminarsi anche se per un periodo breve, verso il periodo più produttivo della sua carriera. Divenne vero, unico, immenso, immortale.

Oggi vi lascio con questo breve post, nell'intensita' dell'opera, nell'emozione che scatena restando per qualche minuto ad osservare con occhi neutri questo lavoro monumentale, perche' l'anima di chiunque di noi conosce questo linguaggio, perche' l'anima di ognuno di noi sa riconoscere la liberta', perche' l'anima di ognuno di noi chiede solo di avere lo spazio per potersi esprimere.

“Non pretendere di saper ascoltare il linguaggio incomprensibile dell’anima altrui, se prima non sai ascoltare il linguaggio della tua”.