... ma quante volte ci siamo arrabbiati, ci siamo isolati, abbiamo gridato, insultato, denigrato, giudicato, separato? Io credo che ognuno di noi ogni giorno in una forma o in un'altra si confronti con il sentimento del rancore, del giudizio, del pregiudizio, del biasimo, della frustrazione, della paura.
Pensiamo semplicemente che questa sia la normalita', che non esista altra opzione se non quella di esprimere i propri sentimenti e giudizi etichettando tutti ed ogni cosa, fissando cosi' con la nostra etichetta eternamente cio' che ci piace e cio' che non ci piace destinando l'inferno, il purgatorio, il paradiso a tutto cio' che ci capita a vista, esseri umani inclusi.
Ho scoperto che esite il sentimento dell'amore, che esiste ed alberga in me se gli permetto di manifestarsi, se gli permetto di non giudicare, se gli permetto di essere accogliente, se gli permetto di non dare un'etichetta, se gli permetto di essere libero dai condizionamenti, sia famigliari che sociali.
Mi rendo conto che la liberta' e' poter essere se stessi, ed intendo dire che possano esserlo tutti e non soltanto io sono libero di essere me stesso pero' gli altri no perche' si manifestano in modo differente dal mio. La liberta' e' un bene assoluto, un bene che dovrebbe appartenere ad ogni essere vivente dalla nascita, dovrebbe essere la colonna dell' esistenza ed invece sempre di piu' pensiamo che tutti debbano essere liberi come siamo liberi noi e quindi distruggiamo la liberta' altrui.
Suggerisco un gioco semplice semplice: chiudiamo gli occhi per un istante e pensiamo alla cosa che piu' ci rende felicita' e gioia, immaginiamo di abbracciarla, di guardarla, contemplarla e godere della sua presenza. Restiamo con questa immagine ancora qualche istante, dedichiamoci ancora un po' di tempo. Ora se abbiamo nella mente questa immagine di gioia, riapriamo i nostri occhi e per terminare il gioco, abbracciamoci, si si abbracciamoci da soli, cerchiamo di amarci, cerchiamo di volervi bene, di essere innamorati di noi stessi, e di rispettarci. Saremo certamente piu' accoglienti e piu' capaci di incontrare l'altro ed essere più felici con noi stessi.
Buona giornata.
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martedì 3 maggio 2011
un gioco semplice semplice
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giovedì 17 settembre 2009
crisi?
Crisi?
Mi sono preso la briga qualche tempo fa di cercare l’etimologia della parola crisi, visto che nell’ultimo anno e’ la parola piu’ utilizzata. Mi ha sempre affascinato il significato originale delle parole perche’ in grado di svelare di illuminare significati piu’ ampi e pertanto piu’ rassicuranti. Anche questa volta ne sono rimasto sorpreso per semplicita’: “momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da altra differente, o anche Piega decisiva che prende un affare.”
La conseguente domanda che mi sto facendo e’ quanti governi, quanti cittadini, quanti esseri umani su questo pianeta sono passati da un comportamento ad un altro in grado di generare un movimento ascendente virtuoso e non ad un consolidamento delle abitudini passate?
Io personalmente mi sono impegnato negli ultimi mesi ad un comportamento etico, universale pensandomi cittadino del mondo immaginando un mondo non piu’ separato da confini, lingue, culture, religioni ma unito nell’intento di costruire un luogo migliore che possa accogliere altri esseri umani dopo di me in armonia con la natura e con cio’ di cui ho necessita’ senza ricercare il superfluo. Ho camminato nei boschi mi sono seduto sulla riva di ruscelli, scoprendo una parte di me che non conoscevo. Mi sento parte di un insieme ospite di un luogo meraviglioso.
Mi sono preso la briga qualche tempo fa di cercare l’etimologia della parola crisi, visto che nell’ultimo anno e’ la parola piu’ utilizzata. Mi ha sempre affascinato il significato originale delle parole perche’ in grado di svelare di illuminare significati piu’ ampi e pertanto piu’ rassicuranti. Anche questa volta ne sono rimasto sorpreso per semplicita’: “momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da altra differente, o anche Piega decisiva che prende un affare.”
La conseguente domanda che mi sto facendo e’ quanti governi, quanti cittadini, quanti esseri umani su questo pianeta sono passati da un comportamento ad un altro in grado di generare un movimento ascendente virtuoso e non ad un consolidamento delle abitudini passate?
Io personalmente mi sono impegnato negli ultimi mesi ad un comportamento etico, universale pensandomi cittadino del mondo immaginando un mondo non piu’ separato da confini, lingue, culture, religioni ma unito nell’intento di costruire un luogo migliore che possa accogliere altri esseri umani dopo di me in armonia con la natura e con cio’ di cui ho necessita’ senza ricercare il superfluo. Ho camminato nei boschi mi sono seduto sulla riva di ruscelli, scoprendo una parte di me che non conoscevo. Mi sento parte di un insieme ospite di un luogo meraviglioso.
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