Spesso e volentieri senza rendercene conto ci troviamo nella nostra vita a rispondere a delle domande che non sono in realtà il centro della faccenda ma semplicemente il risultato di questioni non risolte in precedenza. In altre parole se riuscissimo a sviscerare sin dall'inizio le nostre vere intenzioni e gli obiettivi che ci siamo prefissati probabilmente risparmieremmo molte energie e ancor più tempo.
Quanti giorni della nostra vita passano senza che noi si abbia chiaro il nostro l'obiettivo?
Quante cose facciamo ogni giorno senza essere collegati al nostro obiettivo?
Quante parole diciamo senza che siano collegate al nostro obiettivo?
Quante emozioni viviamo che non sono ispirate dal nostro obiettivo?
L'obiettivo dovrebbe essere sempre il nostro focus primario, in ogni conversazione dovremmo essere capaci di sapere cosa vogliamo ottenere, in ogni situazione anche la più critica dovremmo riuscire a mantenere una dose di distacco in maniera da non essere travolti dagli eventi che spesso hanno una potenza devastante e ci spostano completamente, dovremmo fissare la nostra mente, le nostre emozioni e sentimenti, le nostre azioni sulla nostra visione che e' quindi collegata al nostro obiettivo ultimo. Voglio fare un esempio pratico e semplice: da qualche tempo, direi non piu' di tre anni sono riuscito a mettere a fuoco il mio personale obiettivo della vita, che potrei definire con due parole, essere felice, queste due parole sono riuscito con abbastanza forza e continuità a scolpirle nella mia mente, non appena mi dimentico di questo mio obiettivo scatta una specie di allarme che mi permette di ricordarmi dove ho lasciato il mio obiettivo. In questa maniera ogni azione che compio, ogni emozne che provo, ogni azione che faccio devono inevitabilmente passare il setaccio, questa cosa mi fa felice? Quello che desidero realizzare mi fa felice? Quello che faccio, dico o provo mi fa felice e ancora, fa felice chi mi circonda?
Non e' facile, ma e' diventato per me essenziale muovermi sul piano della felicita', del gusto per la vita, della consapevolezza del dono che e' vivere.
Quando pero' non so rispondere alla domanda quale e' il mio obiettivo mi devo fermare, mi devo sedere, mi devo guardare dentro e fino a che non ho trovato le mie risposte, risposte che mi soddisfano e mi fanno sentire la vita piena allora non dovrei prendere delle decisioni, intavolare delle conversazioni, non dovrei certamente vivere in maniera passiva, perche nella passività si annida il più grande nemico della nostra esistenza, la meccanicita', ovvero lasciare che tutto ed ogni cosa determini la mia vita, io semplicemente rispondo in modo meccanico a tutto ciò che mi colpisce e stimola la mia reazione, senza pero' alcuna capacita' orientativa delle mia risposta.
Il concetto di obiettivo potrebbe essere collegato al contenuto, la mia manifestazione, la vita che vivo al contenitore, cioe' come mi manifesto in ogni istante. Quello che manifestiamo e' il riflesso della nostra vita interiore, se viviamo una vita esteriore che ci appaga vuol dire che la nostra vita interiore ci appaga, se invece la nostra vita interiore non ci appaga, non e' costantemente collegata al nostro obiettivo anche la vita esteriore si presemtera' piena di dubbi, incertezze, incapacita', insoddisfazione.
Possiamo quindi affermare che il contenuto determina il contenitore e questa dovrebbe essere una legge anche del mercato, ma invece oggi ci rendiamo sempre piu' conto che il contenitore e' diventato, grazie all'invenzione del marketing, più importante del contenuto e quindi oggi conosciamo il prezzo di ogni cosa ma non conosciamo il valore del contenuto.
Un buon metro di valutazione per ritornare a dare il valore centrale al contenuto e' quello di domandarci il perche', quale e' l'obiettivo di una azione, di un oggetto, di un prodotto, solo rispondendo con sincerita', verità, riflessione riusciremo a comprendere il valore che risiede nascosto all'interno del contenitore.
mercoledì 14 settembre 2011
Una semplice riflessione...
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giovedì 8 settembre 2011
La civilta' della paura.

In questi giorni, ma in realta' e' un sentimento che ho iniziato a percepire nel lontano 1999, quando ho iniziato la mia personale ricerca della libertà, ho definitivamente realizzato che la nostra società tanto civilizzata, innovativa, elettronica, cyber, democratica fonda il suo valore più alto esclusivamente sul denaro e sulla paura, siamo immersi in questi due veleni che ci stanno piano piano divorando.
Beh penserete voi, che grande novità, ce ne accorgiamo tutti ogni giorno!
Ahi si, dico io, ve ne accorgete tutti ogni giorno, e allora perche' continuate a guardare la televisione a leggere i giornali, che sono l' espressione di gruppi di potere che da decenni si scontrano, perche' non riuscite a farvi una idea del mondo che vi circonda, incontrando il mondo, suonando il campanello del vostro vicino di casa, conversando con il vostro vicino di metropolitana, interpellando il vostro fruttivendolo di fiducia?
Certo sono provocazioni, ma la realta' della vita e' quella che vi circonda, ci hanno fatto credere che la borsa di Tokyo e' fondamentale e quindi appena apriamo gli occhi ci danno le news su Wall Street e su Tokyo!
Ma che cazzo me ne frega?
Io voglio sapere come stanno le persone che conosco, che amo, che posso incontrare ogni giorno e confrontarmi con loro, se stanno vivendo una vita sana, se stanno leggendo Shakespeare o Cechov o Steinbeck, se stanno guardando C'era una volta in America o Blade Runner o Amores Perros, se hanno guardato con attenzione il David di Michelangelo, se si stanno domandando perche' vivono e come possono migliorare la loro esistenza e quella di chi li circonda.
Io voglio conoscere questo, io voglio essere informato localmente, voglio conoscere le problematiche che affronta il Sindaco del paese, non mi frega un cazzo della tangenziale ovest o est di Milano, ne' tanto meno del Palazzo della politica che conserva il potere e non riesce a pensare al di fuori della vista del suo naso.
Voglio camminare nel bosco che c'e' vicino a casa mia e ascoltare i Pink Floyd, Sting o Mauro Mela, non voglio ascoltare una musica qualsiasi senza cuore, non voglio ascoltare un prodotto, voglio ascoltare l'espressione migliore dell'artista, non un conto in banca.
Tutto cio' che e' stato costruito intorno a noi sembra perfettamente realizzato per terrorizzarci, per farci abortire ogni sogno, per castrare ogni desiderio, per renderci Gabbiani Ipotetici (ringraziando Giorgio Gaber per essere esistito e averci lasciato tanto lavoro su cui riflettere ed ispirarci n.d.r.). Il gabbiano ipotetico non vola, non sogna, non vive e' una mediocrita' e la mediocrita' e' peggio della malattia, e' peggio del conformismo, anche se spesso sono una simile espressione umana.
Noi possiamo vivere liberi dalla paura smettendo di leggere e di immaginare una vita che non esiste, immaginando case e viaggi che non possiamo permetterci, immaginando vite che non sono la nostra, immaginando donne che non incontreremo mai, immaginando sentimenti che non siamo in grado di provare, immaginando rabbia che non sappiamo esprimere, immaginando coraggio che non siamo in grado di affrontare.
Noi al contrario dobbiamo tornare a vivere nelle nostre case, parlare con i nonni, con gli anziani, dobbiamo parlare con il fruttivendolo, con il salumiere, con la farmacista, con il droghiere, con l'enologo, dobbiamo tornare a conoscere cio' che abitiamo ogni giorno, il nostro territorio piu prossimo, dobbiamo conoscere noi stessi nel luogo che viviamo, dobbiamo essere locali, dobbiamo essere globali nei valori, dobbiamo pretendere dal sindaco le cose che ha promesso, dobbiamo sederci a cena con il nostro vicino e ognuno deve portare le migliori cose che sa preparare, dobbiamo comprare cibi freschi, smettere di andare al centro commerciale e cibarci di cibi morti, i morti creano morte, dobbiamo fare sport e smettere di guardare le partite in televisione, dobbiamo respirare l'aria e camminare presto al mattino per sentire freddo, non dobbiamo coprirci, dobbiamo sentire il freddo che entra, dobbiamo sentire la vita dentro di noi e dobbiamo scoprire la vita dentro di noi, solo cosi potremo liberarci dalla rabbia della civilta' della paura, solo cosi' potremo vivere una vita vera piena di gioia, dolore, speranza, sogno, carita', compassione, amore, condivisione, fratellanza, egoismo, coraggio, in una parola essere liberi.
"La liberta' non e' star sopra un albero, la liberta' e' partecipazione!"
Chi vuole partecipare mi mandi un commento!
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mercoledì 7 settembre 2011
I delfini...
Chi mi conosce bene sa che sono innamorato dei mammiferi marini: delfini, balene, capodoglio, orche e sa anche quanto in passato mi sono impegnato nella sensibilizzazione al rispetto dei nostri mari per la salvaguardia di queste specie di straordinario valore.
Poco, davvero ancora poco si sa di questi animali, mammiferi sociali cosi' intelligenti, sensibili, amati e nello stesso tempo saccheggiati, trucidati da decenni, in particolare da nazioni che vengono considerate civili, in testa a tutte la NORVEGIA e il GIAPPONE che ancora in contrapposizione alle leggi internazionali si ostinano non solo a cacciarli ma ad organizzare vere e proprie mattanze distruggendo delle creature pacifiche patrimonio dell'umanità, con metodi crudeli e disumani.
Non e' mia intenzione denunciare i comportamenti scorretti in questa sede, lo faccio ogni giorno attraverso associazioni, quello che pero' volevo affrontare questa mattina e' scaturito dentro di me alla lettura di un articolo nel quale si fa riferimento alla capacità dei delfini di avere il senso della morte e quindi aggiungo io, di provare emozioni! (http://www.corriere.it/animali/11_settembre_06/delfini-hanno-il-senso-della-morte_faf62e60-d897-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml)
Ho avuto varie esperienze in prima persona con delfini, in particolare tursiopi che abitano numerosi il nostro Mar Tirreno, ma ho anche potuto giocare con delfini nel santuario a loro dedicato a Monkey Mia nel Western Australia oppure incontrarli da vicino sulle coste della California del Nord, nuotare insieme a loro nel Mar Ligure, ho toccato con mano, osservandoli in Mar Rosso, in Belize, in Grecia e ho sempre avuto la sensazione che i delfini potessero comprendere le nostre intenzioni, potessero percepire la nostra energia, le nostre emozioni decidendo così se avvicinarsi ed interagire oppure sparire velocemente scivolando tra le onde. Ho osservato in loro comportamenti sociali, le relazioni personali precise, i legami profondi tra i membri, ci hanno sempre sorpreso per capacità di relazione con l'uomo, arrivando ad esperienze di salvataggi fino addirittura ad esempi incredibili, su tutti il suicidio di una femmina che era stata catturata e tenuta in cattività per spettacoli presso un parco marino, suicidio avvenuto non appena era stata spostata dalle piscine ad un tratto di mare protetto, inabissandosi senza piu' risalire.
I delfini hanno sentimenti precisi, raffinati, hanno percezione della morte e la comprendono molto piu' profondamente di quanto si sia provato e sperimentato scientificamente, ma soprattutto si fidano dell'uomo, si lasciano avvicinare.
I mammiferi marini sono piu' prossimi agli esseri umani di quanto immaginiamo, abitano i mari che noi amiamo molto ma che non siamo più in grado di rispettare, cautelare e di conseguenza non rispettiamo neppure piu' la vita che nel mare e' così straordinaria da lasciarci sempre senza parole. Non e' poi così difficile tornare ad un equilibrio basta solo un atto di volontà e di consapevolezza che tutto ciò che abbiamo e' il nostro pianeta e con il nostro pianeta noi interagiamo, viviamo, nutriamo, restituendo al nostro pianeta un po' di attenzione, rispetto, consapevolezza in una qualsiasi forma, potremo continuare a prendere il meglio che il pianeta ci puo' donare, e' un semplice rapporto di dare ed avere, una relazione semplice nello stesso tempo molto complessa, e' come il respiro un momento prendiamo aria, un momento restituiamo aria.
Un semplice e naturale gesto che si e' perso quello di dare e prendere. I delfini ci danno amore, sorpresa, gioia, fiducia noi gli dobbiamo rispetto, protezione, civiltà, fiducia. Noi siamo i delfini, i delfini siamo noi!
Dobbiamo semttere di farci del male e trucidarci l'un l'altro! Vivere e' scambio di attenzioni, dare, avere e rilassarci perche' tutto andrà meglio, ogni cosa diverra' naturale di nuovo permettendoci così di riscoprire il senso dell'esistenza, senso che appare offuscato dalla violenza degli esseri umani che inseguono ad ogni costo il profitto, il denaro, il potere.
Guardiamo ai delfini, alla fiducia che hanno verso di noi, proteggiamoli e amiamoli, torneremo a rispettarci l'un l'altro e ad amarci, superando il bisogno di affermazione che limita il nostro pensiero, solo con la fiducia riusciremo ad essere con l'altro e diventare cosi' piu' intelligenti.
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martedì 6 settembre 2011
NON HO PIU' PAROLE!!!



A voi che impressione fanno queste fotografie?
Non amo sbattere di fronte agli occhi le sofferenze del mondo, in particolare non amo strumentalizzare il dolore dei bambini, in questo caso pero' mi sono convinto che dobbiamo ricordare che il mondo occidentale non e' il centro del mondo e pensare costantemente solo alla nostra crisi finanziaria, come se tutti i mali del mondo fossero i nostri e il terribile spettro della recessione fosse il peggiore dei mali, mi pare quanto mai immaturo ed egoistico.
Non entro nel merito di come si potrebbe ridistribuire le straordinarie risorse dell'occidente, ma mi piacerebbe che ci fosse almeno un equilibrio di informazione, una ridistribuzione delle notizie; anzi non vorrei neppure piu' avere notizie, vorrei che non ci fosse piu' informazione fintanto che gli esseri umani non saranno capaci di vivere insieme e condividere non solo i dolori ma anche il piacere, la ricchezza, comprendendo che la vita ha il suo equilibrio anche nel possedere, che non e' più tollerabile che ci siano tali differenze tra un paese occidentale e un paese africano per esempio la Somalia.
Non e' davvero contenibile dalla mia mente la possibilità che ci siano 800.000 bambini a rischio di morte per CARESTIA nell'anno 2011 !!!
Mi ricordo quando ero piccolo di aver visto le fotografie dei bambini africani, non ricordo sinceramente di quali aree, ma era tanto tempo fa, sono delle immagini che si sono impresse dentro nella mia testa, ogni tanto ritornano quando ne vedo di simili, mi riagganciano a quel dolore lancinante che provai tanti anni fa, e ricordo la mia costante domanda: "Mamma, Papa perche' non mangiano? Perche' devono morire cosi piccoli? Perche' noi abbiamo tanto da mangiare non ne diamo un po' anche a loro?"
Nessuno e' mai riuscito a rispondere a quelle mie domande, sarebbe troppo facile dire che e' colpa della guerra civile, dell'Islam estremista, e di altre scuse che funzionano sempre bene per lavarsene le mani, nessuno sa rispondere in maniera soddisfacente ed io ancora oggi che ho visto queste immagini ho le stesse domande a cui non so ancora rispondere!?
La sensazione di impotenza e di inadeguatezza mi pervade e mi confonde, fa vacillare le mie certezze, le mie ambizioni, i miei sogni, i miei desideri e mi rimanda alla domanda sul senso della vita, sul senso e significato ultimo di ogni esistenza umana.
Purtroppo oggi mi devo fermare qui, non ho opinioni, non ho soluzioni, non ho risposte, sono nudo davanti a questo dramma che colpisce il pianeta e non so nemmeno piu' scrivere in modo articolato un pensiero in grado di soddisfare la mia fame di risposte e di comprensione.
Mi fermo e resto in silenzio nella speranza profonda che da qualche parte mi possa raggiungermi se non una risposta almeno una consolazione, non tanto per me e il mio dolore, che sono totalmente marginali rispetto a questo dramma, quanto per ogni bambino, che ha un nome, che ha una mamma e ha un papa' che non hanno risposte, una consolazione che mi permetta di rispondere un giorno alla domanda di un altro bambino che come me vedra' queste immagini e non sapra' dare risposta e quella domanda lo accompagnera' per tutta la sua vita, e cosi' via dicendo... e' così che nascono le tragedie, non dando mai risposta a una domanda che abbiamo dentro di noi!
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lunedì 5 settembre 2011
La gemma più importante!
Settembre, mese di bilanci, di rilanci, di considerazioni, di aggiustamenti, ed io come tutti non mi sono lasciato sfuggire l'occasione per guardare la mia vita con occhi distaccati e cercare di comprendere fino a che punto e' soddisfacente. La soddisfazione e' il perno centrale su cui ogni vita dovrebbe ruotare; ogni giorno dovrebbe soddisfare non soltanto la pancia ma anche il cuore e la mente, dando cosi senso a cio' che chiamiamo anima, senso nel senso di farla crescere dentro di noi come si fa crescere un fiore delicato che va protetto dalle intemperie e pericoli. Io credo che ognuno di noi abbia un'anima e che lo scrigno, il nostro corpo sia il veicolo che permette lo sviluppo o il non sviluppo della stessa.
Mi sono reso conto in questi anni che il corpo e' una cosa: invecchia, cambia forma, ci fa sentire i dolori, ci fa percepire momenti di piacere, si relaziona in modo diretto e costante con il tempo, resiste alle intemperie, non resiste alle intemperie, e' come una meravigliosa barca a vela che solca i mari, confrontandosi con i venti, portando dentro di se' la gemma piu' preziosa, la gemma che resiste al tempo, che va ben oltre il dolore e ben oltre il piacere, la gemma che supera lo spazio per entrare nella dimensione eterna, una dimensione che non riusciamo a comprendere ma a cui tendiamo in maniera interiore quando riusciamo a collegarci all'anima.
Ma la nostra gemma non puo' crescere da sola, meccanicamente, puo' crescere e diventare un meraviglioso fiore solo se viene nutrita con i migliori ingredienti, e allora mi sono reso conto che il corpo diventa importante, direi fondamentale perche' va trattato in maniera gentile, armoniosa, va seguito, assecondato, allenato, mantenuto nel migliore stato di benessere possibile perche' questo permetta alla nostra gemma di sbocciare. Non basta pero' nutrire al meglio il nostro corpo, cio' che nutre la gemma e' anche l'ambiente in cui ci muoviamo, l'ambiente esterno che frequentiamo, dove mettiamo lo sguardo, immaginate di avere un figlio e nei primi mesi di vita lo sottoponete alla visione di film violenti, in un ambiente malsano, in condizioni energetiche basse, respirando aria inquinata senza ossigeno, ecco in questa condizione di certo la vita umana anche a fatica forse se la caverebbe, anzi ne sono certo visto che ci sono milioni di piccoli che sono in questa tremenda condizione, invece per quanto riguarda la nostra gemma, non sono affatto certo che ce la possa fare a sbocciare a diventare quell'essenza in grado di perdurare anche dopo di noi. Infine cio' che e' necessario e' trovare il modo migliore per poterci confrontare con il nostro migliore se', che e' quello che attraverso i sensi e' capace di creare armonia, amore, verità in qualsiasi condizione anche quello piu' disperata, non solo per accontentare gli altri che ci circondano ma per rispondere e proteggere la nostra gemma che sinceramente e' la cosa piu' importante che ci e' stata donata insieme al veicolo corpo, ed e' questo il senso della nostra vita, far crescere la nostra gemma.
Perche' sto pensando a questo stamattina, perche' ho passato due giorni davvero intensi, pieni di amore, armonia, relazione con gli altri, in relazione con la natura e ho sentito dentro di me come se stessi dando l'acqua giusta, l'acqua migliore e pura a quella gemma che e' dentro di me, quella gemma che ha un peso leggerissimo (21 grammi circa) ma che ha una potenza straordinaria, la potenza dell'eterno. Mi sono sentito in pace con me stesso, nel posto giusto, al momento giusto, facendo le cose giuste, trovando la giusta distanza tra me e il mondo, senza essere posseduto dal mondo e nemmeno distaccato dal mondo.
In questa condizione ho sentito di potervi condividere una parte importante della mia vita, in maniera semplice e diretta, senza timore di essere frainteso, una parte intima che sono certo appartenga a tutti e che forse molti di voi hanno gia' sperimentato, insomma ho voluto condividere quella parte di me che desidera solo il meglio, quella parte di me che troppo spesso ho tradito in qiesta vita, semplicemente lasciandomi portare via dalla paura, dalla recriminazione, dalla maldicenza, quella parte che oggi e' per me il centro dell'esistenza, la cautela e la cura del corpo per far crescere e sbocciare quella gemma meravigliosa che si chiama anima e che sono certo una volta cresciuta,sbocciata, matura potra' vivere in eterno nella pace, nell'armonia, nell'amore, tutto questo grazie al mio corpo e alla mia volontà di farla vivere.
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venerdì 2 settembre 2011
Bobby!
Immagino molti di voi si siano fatti catturare dalla fiction tv The Kennedys come e' successo a me nelle scorse serate. Ho seguito il film con attenzione, curiosità e speranza. Personalmente non sono un fan sfegatato dei Kennedy, mi sono sempre posto molte domande e questioni che quasi mai sono emerse nelle fiction o nei film riguardo al fatto che non esistono politici totalmente puliti e neppure i Kennedy lo sono stati; come tutti hanno commesso degli errori, sono scesi a compromessi, si sono affidati a consglieri condizionati, si sono fatti schiacciare da lobby molto potenti, sono stati vittima anche delle proprie debolezze. Questo pero' non mi impedisce di andare a ricercare nelle parole e nei fatti dei comportamenti, delle visioni che hanno dato inpulso al cambiamento e certamente la famiglia Kennedy grazie a John, grazie a Bob e piu' recentemente anche grazie a Ted ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di una nazione democratica fondata sull'eccellenza, il merito, le pari opportunità: « Amore, saggezza, solidarietà per coloro che soffrono, giustizia per tutti, bianchi e neri. » (R. F. Kennedy)
In quest'ottica l'America ha sviluppato un modello vincente che fino a pochi anni fa, diciamo dieci, quindici anni fa sembrava non dover tramontare. Un modello con il quale potersi confrontare ed ispirare per poter importare e far crescere anche in altri paesi lo spirito della conquista del west, della conquista della frontiera, non solo geografica ma anche mentale, avere dei sogni ed essere sostenuti da una società in grado di sostenerti nella conquista: « Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. » (R. F. Kennedy, citando George Bernard Shaw).
Spesso e volentieri le nostre migliori conquiste sono quelle che ci guadagnamo soffrendo e superando mille difficoltà, continuando e perseverando all'inseguimento di un sogno, di una visione, incontrando un ambiente favorevole che sostiene, (in Italia e' la famiglia l'ambiente, non certo lo Stato), eppure anche noi italiani abbiamo storie meravigliose da raccontare, ed e' proprio qui che voglio arrivare.
Credo che la politica, l'impresa, la societa', la cultura, lo sport non sia piu' capace di raccontare delle storie, storie epiche di esseri umani, di conquiste fatte di sudore, sacrificio, creativita', coraggio, passione, storie in grado di ispirare, di muoverci, di farci alzare dal nostro torpore, di farci mettere in moto, di spingerci verso la conquista non di privilegi e sicurezze ma bensi della nostra consapevolezza e felicita', che si raggiunge soltanto realizzando se stessi, realizzando le cose che amiamo e che ai piu' sembrano impossibili.
Nessuno racconta piu' delle storie eccellenti (eccezioni a parte www.21min.org), nessuno ha il coraggio di spingersi oltre e si racconta costantemente la mediocrita' senza scommettere sul nuovo, sull'eccellenza, sull'innovazione, sulla condivisione, ogni cosa che raccontiamo e' parziale, filtrata da ideologie o da proprietari di giornali e media e non mira a creare modelli di ispirazione ma bensì modelli di medocrità che non solo sono diseducativi (vedi la scoperta del Sistema Mirror) ma incentivano il lamento, la recriminazione, l'arroganza favorendo così i furbi, i faccendieri, gli imbucati!
Per uscire da questo stagno sono certo che non possiamo continuare a guardare cio' che non funziona, che non possiamo continuare a pagare cio' che non produce vantaggio all'insieme ma a solo una parte, che non possiamo continuare a credere alla mediocrita', che non possiamo pensare che arrivera' il salvatore della patria, che non possiamo continuare a chiedere di cambiare e non iniziare a cambiare noi, che non possiamo continuare ad essere ignoranti, ma dobbiamo iniziare a credere in noi stessi a credere di avere un cervello e che questo cervello funziona bene e puo' produrre idee, puo' produrre innovazione, puo' creare, puo' associare, unire, condividere, gioire, apprezzare, imparare, si imparare ad imparare che non c'e' mai fine alla conoscenza, che in ogni istante possiamo iniziare a studiare e realizzare qualche cosa che tiri fuori il meglio di noi, che dobbiamo crearci uno spirito critico basato sulla conoscenza e su valori, che dobbiamo smettere di preoccuparci ma bensi' dobbiamo occuparci di cio' che vediamo intorno a noi, cercando di portare armonia e bellezza prima di tutto nella nostra casa, poi nei nostri uffici, poi nei nostri giardini, poi nelle nostre parole, poi nelle relazione con gli altri, con tutti gli altri, poi nella relazione con il pianeta e cosi' via senza fermarci... noi possiamo farlo, io posso farlo perche' il benessere, il godere di questa vita meravigliosa e' un diritto e un dovere per ognuno di noi e non dipende dalla politica o da altro ma soltanto dipende da dove decidiamo di guardare, la nostra mente crede a cio' che vede e se noi continuiamo a guardare la mediocrita' finiremo con il credere di essere mediocri!
Vi lascio allora a questo meraviglioso brano tratto da un discorso di Bobby Kennedy (come avrete capito e' il mio preferito!) con l'augurio che possa innescare anche in voi quel desiderio di bellezza, verita', armonia, e che vi possa accompagnare sempre.
« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. »
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giovedì 1 settembre 2011
experiment 1!
oggi ho pensato che fosse interessante sperimentare la redazione del post a ruota libera sensa punteggiatura senza sosta
non ho pensato a nulla non ho ricercato nulla non mi sono fatto ispirare da nessuna notizia almeno non in maniera diretta
insomma ho deciso di mettermi davanti alla pagina bianca ed iniziare ad imbrattarla come un artista fa con la sua tela
l'altra regola che mi sto dando e' quella di non fermarmi a riflettere tra una associazione e l'altra quindi quando trovate un punto
pensate che pochi istanti dopo sto gia scrivendo il nuovo pensiero non so davvero dove tutto questo mi portera' potrebbe rivelarsi
una figuraccia una serie di parole senza senso messe in fila una all'altra oppure nascere qualche cosa che viene da dentro dal cuore
forse dall'anima un flusso di coscienza sulla parola anima ho indugiato una parte di me voleva fermarsi e riflettere per poter scrivere un
pensiero articolato e invece mi sono spinto di nuovo oltre e continuo cosi' il mio sputar parole nella speranza di agganciarmi da qualche
parte di incontrare quel ruscello che mi porta in un luogo che non e' piu' esclusivamente la mente che organizza il pensiero ma qualche
cosa di piu' profondo di misterioso che si chiamerei comunicare che e' condividere comunicare l'ho messo insieme a condividere tra l'altro
sono due termini molto differenti tra loro ma hanno una cosa in comune quella di farci muoverci dalla nostra posizione abitudinaria per
prenderne una nuova differente nella quale proviamo a compiere una azione comune di con divisione come a dire quello che e' mio ora
e' anche tuo e viceversa io imparo da te e tu impari da me questa idea sinceramente mi ha sempre affascinato quella dello scambio quella
di trovare qualcuno migliore di me in qulache campo e seguirlo per imparare certo non e' mai facile mettersi nella posizione di ricevere un
insegnamento specialmente se l'ego e' particolarmente agguerrito e necessita di conferme costantemente pero' e' anche vero che se siamo
fortunati abbastanza da incontrare un buon maestro allora la faccenda si fa davvero interessante anche perche il buon maestro non puo' fare
nulla per te puo' solo spronarti in una direzione che di solito e' quella in cui si e' carenti e continuare a spingere fintanto che non ti sei migliorato
sufficientemente da camminare da solo ricordo alcuni momenti di grande frustrazione e il maestro che senza pietà continuava a mostrarmi il mio
limite senza farsi ingannare dalla mia frustrazione o dal mio dolore ecco credo che per poter comunicare per poter condividere si deve essere
un po' maestri e un po' allievi credo che queste due figure perfette siano l'essenza della possibilita' che ogni essere umano ha nella sua vita
di muoversi verso il proprio sviluppo crescita ed evoluzione che sono l'essenza della vita anche perche' non posso immaginare una vita senza
sviluppo visto che ognuno di noi ha dei nodi da sciogliere nodi che ogni giorno vanno manutenzionati e una volta sciolti i nodi si puo' pensare
alla crescita ad avere piu' influenza sulla propria vita ma anche sulla vita sociale e quindi gestire cose maggiori a quel punto si puo' pensare
alla propria evoluzione che definirei lasciare il luogo nel quale ci siamo mossi per anni per portarci ad un punto di vista maggiore superiore e
comprendere il senso ultimo dell'esistenza almeno tutto questo interessa me a questo punto mi domando chi ha avuto la pazienza di leggermi
fino a qui senza mandarmi a quel paese visto che senza punteggiatura e' come entrare nel caos del traffico milanese ora pero' che sono arrivato
in fondo almeno di questo primo esperimento ho anche deciso di cercare un'immagine interessante che sintetizzi l'esperimento 1 e che sia un
po' la summa di questo ammasso di parole infilate come perline in un enorme collana che non e' nemmeno chiusa l'immagine che vedete mi
ha immediatamente fatto capire che cio' che l'essere umano puo' fare per la sua propria evoluzione visto che e' arrivato ad essere homo sapiens
con una postura eretta e' quello di guardare aldila' della sua vita di guardare aldila' dell'orizzonte buttare lo sguardo lontano cosi lontano da
costringerlo ad uno sforzo anche immaginativo per contenere qualche cosa di grande una visione una condivisione e poi di applicarsi ogni giorno
per realizzarla qualsiasi altra cosa che non ha come obiettivo di guardare aldila' dell'orizzonte e' destinata a fallire perche' non in grado di stimolarci
di mettere in moto le nostre migliori risorse anche quelle che neppure immaginiamo di avere se continueremo a guardare dritto davanti a noi
senza sollevarci ed andare oltre l'orizzonte saremo destinati all'estinzione e sinceramente non credo sia una possibilita' cosi remota diamoci da
fare colleghi umani il presente e il futuro e' nelle nostre mani
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