martedì 20 dicembre 2011
Quelli che... Io amo Enzo Jannacci!
Non e' solo emozione, non e' solo campanilismo, non e' solo parole parole parole, e' semplicemente che ci sono persone che sono capaci facendo quello che fanno di consolarci, di renderci la vita un po' più accettabile perchè la vita l'hanno provata a vivere facendo quello che amavano e ci hanno raggiunto.
Enzo Jannacci lo conosco sin da piccolo, lo conosco sin dai primi anni di vita, lo ascoltava mio padre, lo ascoltava mio zio, lo ascoltava il mio vicino, forse lo ascoltava anche mio nonno, era di famiglia Jannacci, e' sempre stato di famiglia. Non e' un cantante, non e' un musicista, non e' una star, e' solo Enzo Jannacci, uno di famiglia, uno che viene a casa e canta con te, per te le canzoni che conosci da sempre, che sono dentro di te. Enzo Jannacci e' unico, e' un poeta, e' un musicista, e' un uomo, e' un padre, e' un chirurgo, e' uno che ha provato a vivere in tutti i modi e ci e' riuscito, ci riuscito perchè riesci nella vita quando le persone che ti conoscono bene, quando le persone che solo ti conoscono, quando gli sconosciuti ti amano, quello e' il segno che hai fatto una buona vita, che sei stato giusto, non senza errori, ma sei stato capace di riparare sempre agli errori per essere a pareggio con il dare e il prendere.
Ieri sera c'era Enzo Jannacci, l'altro ieri c'era Enzo Jannacci, domani ci sara' Enzo Jannacci perche' lui ci sarà sempre, ci saranno sempre i suoi pezzi capaci di entrare nell'intimità di ognuno di noi, capaci di esprimere cose che pensiamo tutti, raccontando storie normali che appartengono ad ognuno di noi, che sono il cuore della vita stessa, l'esperienza. Cio' che conta di piu' e' vivere e vivere e' esperire, esperire e' essere dentro la vita, essere dentro la vita e' conoscere se stessi, conoscere se stessi e' trovare il giusto posto nel mondo, trovare il giusto posto nel mondo e' il senso stesso della vita, e il senso stesso della vita e' prepararsi al passaggio finale: il passaggio e' leggero, senza pesi, senza ricordi nostalgici, senza immaginazioni di eternità, senza beni materiali ma semplicemente con un carico di azioni che hanno prodotto effetti benevoli per chi ci circonda e per noi stessi. Enzo Jannacci e' certamente arrivato vicino al suo passaggio ma anche ieri sera come nella sua vita intera non si e' risparmiato, ha datto tutto se stesso quello che ha al pubblico, agli amici, agli spettatori, a chi lo ama, a chi lo ignora perche' vivere e' un istante, e in quell'istante tutto e' possibile e tutto puo' accadere. Ed e' accaduto anche ieri sera mi sono sentito milanese piu' che mai, ho sentito di cosa sono fatto, ho sentito il perche' ho capito sempre cosi' bene Enzo Jannacci, non ne faccio un localismo, ma ogni luogo ha determinato alcune caratteristiche che senza renderci conto sono la nostra carta distintiva, e i tanti milanesi amici di Enzo Jannacci mi hanno ricordato la mia citta', mi hanno ricordato che noi milanesi siamo milanesi, siamo sensibili, ma anche cinici, sarcastici e gentili in maniera ruvida, in maniera schietta e senza fronzoli, guardando alla vita con uno sguardo realista che spesso sfiora il pessimismo ma che non e' certamente l'ottimismo ostentato, capaci però di entrare nella mensa della Stazione Centrale e servire il pasto di Natale ai barboni che sono tanti e che spesso troppo spesso dimentichiamo!
Enzo Jannacci lo ha sempre interpretato il milanese, ancor di più lo ha sempre incarnato perchè una citta' non la puoi interpretare, non la puoi togliere dalla pelle, non la puoi estirpare dal cuore anche se vivi lontano, ti resta addosso, nelle parole, negli accenti, nei gesti, nello stile e lui, lui e' Milano, lui e' Enzo Jannacci e quando te lo trovi di fronte con il sorriso, il microfono davanti, la musica che suona e i suoi lunghi silenzi ed infine i suoi "uehh se me lo dicevi prima" puoi dirti fortunato di averlo conosciuto, di averlo ascoltato e di esserti ritrovato.
Grazie Enzo Jannacci, grazie di tutto davvero dal cuore e se devo dirla tutta... sei davvero ancora un gran figo milanese!
http://www.youtube.com/watch?v=oLz505yPu90&feature=share
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mercoledì 14 dicembre 2011
Ci stanno prendendo in giro???
In questi giorni sto riflettendo su cio' che sta vivendo l'Italia da qualche mese a questa parte, sono pensieri a volte associativi a volte creativi, sono il risultato di discussioni con amici, di qualche lettura di quotidiani, sinceramente pochi per evitare di prendere una posizione predefinita che non mi permetterebbe una riflessione libera, pulita, imparziale.
Penso che la pressione che stiamo vivendo come cittadini italiani ed europei sia un perfetto inganno, penso che le persone che governano il paese, le aziende, le università, i media, i sindacati, le scuole stiano facendo costantemente il gioco degli speculatori, stiamo avallando un sistema economico fallimentare che permette a pochi di avvantaggiarsi sui molti, senza in alcun modo andare a risanare i danni causati da decenni di dissennato governo. La tecnica della paura sta lentamente minando la mente di ognuno di noi, la sta corrompendo, la sta ossessionando per mantenerla in uno stato di ansia ed angoscia che non permette altro che pensieri legati alla sopravvivenza, ripulendola da quella potenza straordinaria di immaginare per renderla piatta ed univoca verso cio' che si chiama profitto, incapace di amare in maniera deliberata.
Parlavo di sopravvivenza, Si sopravvivenza, legge della savana, mors tua vita mea; ognuno di noi vive con lo sguardo del predatore su di se', lo sguardo di colui che quando affamato si metterà sulle nostre tracce e più la fame sara' intensa meno probabilità di sopravvivere al duello avremo. Io sento su di me gli occhi di predatori affamati di denaro, di potere, di profitto, predatori sanguinari senza scrupoli ne' coscienza, inseriti nella nostra società, che vivono come noi, camminano come noi, sorridono come noi, interagiscono come noi, ma sono noi, sono replicanti con il cervello lavato, pronti a sferrare il colpo mortale.
Ci hanno tolto ogni diritto democratico di voto, ci hanno tolto ogni possibilità di sognare, ci hanno tolto la possibilità di criticare, ci hanno dato in cambio paura, impossibilità di realizzarsi a pieno, occupando tutti i posti di controllo con mezzi illegali, e' illegale mettere una persona che non lo merita in un posto di comando, presidiare per mantenere il controllo, e i liberi cittadini non hanno alcuna chance di cambiare lo status quo perche' non esiste il merito, esistono le caste come in India e non e' pensabile di cambiare il proprio stato di nascita.
Pensiamo alla nostra Italia, pensiamo a quello che il nuovo governo sta facendo, sta rispondendo a banchieri, a petrolieri, a farmaceutiche, a finanziarie, ad energetiche, ad assicurative, alzando i prezzi di ogni bene primario, ripeto primario, cioe' di cui non ne possiamo fare a meno, togliendoci dal portafoglio migliaia di euro in piu' all'anno (pensate alla benzina, alle assicurazioni, ai beni di largo consumo etc.), poi discutono di tasse come l'ICI e la patrimoniale, senza considerare misure drastiche per non intaccare le uniche economie floridissime, il lavoro nero, l'evasione fiscale e la criminalità organizzata!
Questo e' il cancro di un paese che presto morira', non morira' probabilmente da un punto di vista economico finanziario anche perche' stiamo pagando come sempre avviene il grande debito noi consumatori, e' un paese che morira' perche' svuotato nelle sue energie migliori, svuotato dalla stanchezza di scappare da predatori che si alternano da decenni e prendono tutto, da predatori che anche oggi non mollano alcun privilegio, da personaggi come Monti (di alto profilo) che non hanno una visione da perseguire, di un nuovo mondo da costruire ma solo una gestione di una emergenza.
Pensando sempre alle emergenze senza avere una nuova idea di società, saremo sempre in emergenza, il debito non verrà ripagato dall'aumento delle tasse, quello servirà solo a mantenere l'Italia così come e', tra vent'anni saremo ancora allo stesso punto a discutere di come sopravvivere perchè semplicemente continuano a togliere e non tagliare, mantenere e non distruggere e ricostruire, se non si rinnovano le idee e le rimescolano e sono sempre quelle ci avvelenano.
Può un uomo di oltre settant'anni,(alto profilo) avere delle idee nuove, può avere la forza fisica di rinnovare, può avere il tempo di costruire una nuova società sulle ceneri di una societa' che andava bene quarant'anni fa (forse)?
Io dico di no, io dico che non e' la strada da seguire, io dico che in pensione a sessantacinque anni ci devono andare i politici, i manager, i presidenti, i giornalisti, pensioni senza privilegi come tutti, e se mi dite la qualità intellettuale ed esperienziale non dipende dall'età io rispondo e' vero hai ragione, ma e' la scienza che lo dice non io ed e' più probabile che l'innovazione venga da una mente di ventenne che di un settantenne e quindi sono disposto in questo momento di passaggio a rischiare sulla gioventù!
Se Monti non andrà via presto per far spazio al nuovo, al rinnovamento le cose non cambieranno, non cambierà nulla, saremo solo più poveri, più arrabbiati, più frustrati, non potremo spendere perchè non avremo nulla, l'economia stagnerà ed infine entrerà in recessione, e forse con migliaia di migliaia di persone per strada senza lavoro, anche i predatori intoccabili sentiranno la paura e cento gnu che attaccano un leone lo distruggono in pochi istanti!
Io voglio vivere, io voglio sognare, io mi voglio realizzare nel mio paese libero dalle sanguisughe che mi stanno addosso, libero dai privilegi acquisiti, libero dalla mediocrita', libero dall'ignoranza, libero da tutti coloro che solo vogliono sopravvivere.
Allora smettiamola prima di tutto di avere paura, smettiamo di leggere giornali, smettiamo di guardare Fiorello e la nomenclatura nelle prime file del suo pseudo show, smettiamo di andare in automobile anche per pochi metri, smettiamo di fare spesa nei centri commerciali, smettiamo di vestirci con abiti firmati, smettiamo di andare nei ristoranti che curano il food cost e non il food quality, smettiamo di frequentare le persone che intorno a noi non amano la bellezza e soprattutto non la riconoscono, smettiamo di acquistare musica inutile, smettiamo di acquistare cellulari nuovi e sofisticati ed usarli per digitare dei numeri, smettiamo di andare al cinema a vedere film inutili, smettiamo di non parlare con le persone che ci sono intorno e che incontriamo ogni giorno... smettiamola veramente di essere consumatori, superiamo questa definizione, ritorniamo ad essere cittadini ed poi esseri umani, ritorniamo alle nostre potenzialità, ritorniamo ad amarci senza paura, ritorniamo a ricercare l'equilibrio dentro di noi, ritorniamo a soddisfarci di noi stessi senza ricercare appigli fuori da noi. Tutto cio' che e' fuori da noi e' destinato a finire a passare e piu' ci dedichiamo a cio' che e' fuori di noi piu' siamo destinati alla sofferenza, e' un ciclo continuo, eterno che invece dobbiamo interrompere.
Se il 12-12-2012 fosse davvero la fine del mondo vogliamo arrivarci con la paura?
Se fosse la fine della nostra epoca vogliamo vivere i prossimi dodici mesi, i prossimi trecentosessantacinque giorni che ci mancano in questo stato di angoscia e povertà interiore?
Se fosse la fine di un'era, perchè non ci rinnoviamo ed arriviamo pronti all'inizio di quella nuova, diversi, liberi dalla paura?
Come vivreste se ogni giorno fosse il vostro ultimo giorno di questo viaggio meraviglioso che si chiama vita?
Io me lo chiedo ogni giorno ed ultimamente con coraggio ricerco la mia verità e sto rinnovando la mia visione della vita, delle cose, della gente e tu?
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martedì 13 dicembre 2011
Germogli di Uomo Nuovo...
Mi sorprende incontrare sempre più persone che nel mese di dicembre sentono la pressione del Natale, sono di malumore e non vedono l'ora che sia gennaio per rilassarsi e tornare alla più ordinaria quotidianità.
Mi sorprende perchè credo che il mese di dicembre sia il mese di agosto dell'inverno boreale, che sia il momento in cui e' possibile prendersi momenti di riflessione per resettare la propria vita, per correggere la rotta delle proprie attività, per esplorare il silenzio che dovrebbe essere accompagnato alla meditazione.
Mi rendo altresì conto che anzichè promuovere il silenzio, l'introspezione, in questo periodo si promuove lo shopping, la caccia all'affare, la ricerca spasmodica di regali, la confusione, e il caos generato proprio dalla pressione di rispondere alle aspettative, incapaci di rispondere ai nostri cari non con un esempio di serenità, conciliazione ma con l'affermazione di cio' che ci porta sempre più fuori da noi stessi, lontani da noi stessi e di conseguenza infastiditi, rancorosi perche' completamente sradicati dalla parte intima e spirituale che la Natività contiene in se'.
Non ne faccio in alcun modo una questione religiosa, la Natività puo' essere vissuta da ogni essere umano sia nella sua parte credente che in quella non credente, e quindi ancor piu' radicata nella ricerca.
Sinceramente negli anni ho realizzato e compreso la profonda connessione tra la Natività e la mia personale nascita o rinascita, ogni dicembre mi impegno profondamente a far nascere in me un nuovo me, l'Uomo Nuovo di cui parlavamo nei giorni scorsi e quest'anno e' ancora piu' pressante la necessità di incontrarmi ad un livello più profondo, intimo, rinnovato da nuovi ingredienti che ho raccolto strada facendo; tutto questo non ha nulla a che vedere con il Natale del consumo, delle riunioni tra parenti, amici e colleghi di lavoro, tutto questo ha a che vedere con cio' che desidero essere, con l'Uomo che sto costruendo, un Uomo che certamente non risponde alla aspettative altrui ma alle aspettative proprie che sono dettate dal disegno che desidera realizzare all'interno della sua vita, all'interno di un noi, sul pianeta terra, che non risponde alla confusione aggiungendo altra confusione, che non si muove nel caos aggiungendo altro caos, che non si fa sfuggire l'occasione quotidiana di essere nuovo, libero dal passato e non proiettato nel futuro.
Mi rendo conto che le cose di cui sto scrivendo non sono di facile comprensione e applicazione, ma restano per me dei punti saldi su cui costruire ogni giorno una vita sana, una vita che si fonda su ciò che desidero essere piuttosto che su ciò che gli altri si aspettano io sia. E' una vera rivoluzione quando riconosciamo in noi la possibilità di essere altro, di essere liberi da cio' che accade fuori di noi e capaci di portare la luce dentro di noi, di appoggiarci sulle nostre forze, sui nostri valori, sulle nostre intime motivazioni, sulle nostre intime e profonde aspirazioni.
Io credo che sia possibile una vita sana e libera dalle pressioni esterne, libera dagli appigli che ci ingannano e ci mantengono immobili nella paura, nella sofferenza, nella incapacità, nella recriminazione, nella aspettativa. Se vogliamo ascoltare davvero qualcuno dobbiamo ascoltare noi stessi ad un livello profondo, dobbiamo incontrarci nel silenzio, dobbiamo creare occasioni di silenzio dentro e fuori di noi, creare istanti, rubare attimi alla routine quotidiana, coinvolgendo le persone che amiamo, promuovendo momenti di silenzio nella nostra casa, proponendolo ai nostri figli, parenti, genitori, amici, in ufficio, in macchina, camminando; sono sufficienti cinque minuti di silenzio consapevole al giorno, per scoprire quanto viviamo rispondendo alle sollecitazioni che ci raggiungono in ogni momento, dal prurito al cellulare che suona, da un rumore alla richiesta di aiuto, e cosi' via, in quei cinque minuti dobbiamo resistere a tutto quello che ci porta via quotidianamente, impegnandoci a restare in silenzio, ascoltando la battaglia che si scatena dentro di noi, per liberare un po' della nostra volontà di essere altro; le mie parole sono semplici sono frutto di un impegno quotidiano che metto in campo, sono parole frutto di una piccola applicazione che porta risultati straordinari.
Quello che mi viene da dire dal cuore e' basta lamentarsi, di cio' che accade fuori di noi, della confusione, del caos, delle aspettative, delle preoccupazioni, della paura, onoriamo la nostra vita perchè molto dipende da noi; proponiamoci di essere altro, facciamoci aiutare da coloro che ci circondano, ci viene molto facile recriminare ed incolpare, scontrarci e non rispettarci, molto meno facile invece incontrarci ed aiutarci, rispettarci e stimarci.
Per esperienza, e' molto più remunerativo il secondo comportamento e soprattutto ci permette di incontrare noi e l'altro nel silenzio, uno stato interiore che non conosciamo e nel quale risiede la risoluzione di ogni difficoltà.
venerdì 2 dicembre 2011
Senza appigli!
Mi sto impegnando molto da qualche settimana perche' in me si manifesti l'Uomo Nuovo.
Si tratta di azioni o non azioni, pensieri o non pensieri, emozioni o non emozioni, nel senso che ogni istante e' un momento unico e irripetibile e io posso fare la differenza proprio in quell'istante, non prima, non dopo, ma in quell'istante rinnovandomi momento dopo momento; significa che non esiste ieri e non esiste domani. Vivo e penso vi sarete accorti anche voi principalmente nella memoria, riproducendo quindi risposte simili a situazioni che mi presentano. La memoria appiattisce gli eventi e raggruppa nella nostra mente una specie di bigino con il quale siamo in grado piu' o meno di affrontare qualsiasi situazione ordinaria; il bigino fa anche di piu' ti inserisce due o tre situazioni straordinarie con le rispettive risposte e cosi' siamo davvero protetti con uno scudo. Questo scudo pero' non mi permette piu' di vivere nel momento in cui si verifica l'azione ma semplicemente nella memoria, nel ricordo, spegnendo così ogni possibile contatto con la realtà dell'attimo, della vita che stiamo vivendo. Non appena provo a staccarmi dalla memoria e per esempio porto attenzione al mio respiro, alle mie narici che inspirano e alla mia bocca leggermente aperta che espira, si apre davanti a me un mondo fatto di novità continue e di situazioni nuove che non conoscevo, un mondo nel quale mi smarrisco facilmente come se fossi appena atterrato in un luogo sconosciuto. Quel luogo e' dentro di me, sono io, e' la mia interiorità, la scopro come un viaggiatore in una terra sconosciuta.
Non appena arrivo in quel mondo sconosciuto accade qualche cosa di interessante, immediatamente cerco delle chiavi di lettura, degli appigli fuori di me, cerco qualcuno o qualche cosa per non restare solo, per non sentire la solitudine che mi crea dolore e mi fa sentire le vertigini. Resta qui, resta qui mi dico, non aver paura va tutto bene, e' la tua casa, ed e' allora che qualche cosa di magico mi accade, resto in silenzio, ascolto il mio respiro, guardo i pensieri che mi abitano, sento il cuore che varia il suo battito, non mi muovo, non mi muovo e aspetto che il dolore faccia spazio alla tranquillita', che la separazione che sento si riunisca al tutto, e assaporo la vita, sento la mia vita, sento il mio corpo che organizza milioni di azioni in ogni istante perche' io possa trovare armonia dentro di me, armonia tra il mio corpo, il mio cuore, la mia mente.
Il segreto per resistere e' non avere appigli, non cercare appigli, resistere al bisogno di aggrapparsi a qualche cosa o qualcuno, e' lasciarsi andare, la vita non ci abbandona facilmente, la vita ci ama, ci chiama, desidera che noi stiamo con lei, io invece troppe volte ho avuto timore della vita e l'ho trascurata, l'ho ignorata, non l'ho vissuta attimo per attimo, istante per istante, questo non me l'ha fatta apprezzare come un dono, invece oggi sono qui, sono nudo con me stesso e la mia vita, con cio' che sono e con il suo potenziale, io e la vita, io e la mia vita, senza scuse, con gioia e dolore, con attaccamento e libertà, con coraggio e paura, con amore e rabbia, con l'armonia e con il conflitto, ma soprattutto sono qui per ringraziarla ed onorarla, ringraziando me che voglio vivere nel momento!
Si tratta di azioni o non azioni, pensieri o non pensieri, emozioni o non emozioni, nel senso che ogni istante e' un momento unico e irripetibile e io posso fare la differenza proprio in quell'istante, non prima, non dopo, ma in quell'istante rinnovandomi momento dopo momento; significa che non esiste ieri e non esiste domani. Vivo e penso vi sarete accorti anche voi principalmente nella memoria, riproducendo quindi risposte simili a situazioni che mi presentano. La memoria appiattisce gli eventi e raggruppa nella nostra mente una specie di bigino con il quale siamo in grado piu' o meno di affrontare qualsiasi situazione ordinaria; il bigino fa anche di piu' ti inserisce due o tre situazioni straordinarie con le rispettive risposte e cosi' siamo davvero protetti con uno scudo. Questo scudo pero' non mi permette piu' di vivere nel momento in cui si verifica l'azione ma semplicemente nella memoria, nel ricordo, spegnendo così ogni possibile contatto con la realtà dell'attimo, della vita che stiamo vivendo. Non appena provo a staccarmi dalla memoria e per esempio porto attenzione al mio respiro, alle mie narici che inspirano e alla mia bocca leggermente aperta che espira, si apre davanti a me un mondo fatto di novità continue e di situazioni nuove che non conoscevo, un mondo nel quale mi smarrisco facilmente come se fossi appena atterrato in un luogo sconosciuto. Quel luogo e' dentro di me, sono io, e' la mia interiorità, la scopro come un viaggiatore in una terra sconosciuta.
Non appena arrivo in quel mondo sconosciuto accade qualche cosa di interessante, immediatamente cerco delle chiavi di lettura, degli appigli fuori di me, cerco qualcuno o qualche cosa per non restare solo, per non sentire la solitudine che mi crea dolore e mi fa sentire le vertigini. Resta qui, resta qui mi dico, non aver paura va tutto bene, e' la tua casa, ed e' allora che qualche cosa di magico mi accade, resto in silenzio, ascolto il mio respiro, guardo i pensieri che mi abitano, sento il cuore che varia il suo battito, non mi muovo, non mi muovo e aspetto che il dolore faccia spazio alla tranquillita', che la separazione che sento si riunisca al tutto, e assaporo la vita, sento la mia vita, sento il mio corpo che organizza milioni di azioni in ogni istante perche' io possa trovare armonia dentro di me, armonia tra il mio corpo, il mio cuore, la mia mente.
Il segreto per resistere e' non avere appigli, non cercare appigli, resistere al bisogno di aggrapparsi a qualche cosa o qualcuno, e' lasciarsi andare, la vita non ci abbandona facilmente, la vita ci ama, ci chiama, desidera che noi stiamo con lei, io invece troppe volte ho avuto timore della vita e l'ho trascurata, l'ho ignorata, non l'ho vissuta attimo per attimo, istante per istante, questo non me l'ha fatta apprezzare come un dono, invece oggi sono qui, sono nudo con me stesso e la mia vita, con cio' che sono e con il suo potenziale, io e la vita, io e la mia vita, senza scuse, con gioia e dolore, con attaccamento e libertà, con coraggio e paura, con amore e rabbia, con l'armonia e con il conflitto, ma soprattutto sono qui per ringraziarla ed onorarla, ringraziando me che voglio vivere nel momento!
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mercoledì 30 novembre 2011
Il Manifesto dell'Uomo Nuovo!
La vita nuova!
Fino a ieri ho vissuto una vita e oggi ne voglio vivere un'altra. Allora stamattina e come tutte le prossime mattine mi devo ricordare che e' un nuovo giorno, che io non temo la morte, la sofferenza, il dolore, perché' tutto ciò' che mi accade lo posso trasformare, lo posso trasformare con le parole, con il mio cuore e allora non avrò' più' paura della morte, non avrò' più' paura della sofferenza, quello che potrò' fare e' vivere. Finalmente voglio vivere, finalmente posso vivere!
Ci ho messo un po' di anni ma ce la sto facendo, voglio vivere! La vita e' qualche cosa di straordinario se vissuta quando accade, senza paura, senza timore, non ieri, non domani.
La vita e' vita perché' siamo in vita. Buon giorno amiche e amici meravigliosi. La vita e' vita perché' contiene la morte. La morte non può' contenere la vita, la contiene in un solo istante, un momento, un passaggio, ma la vita e' più' grande della morte, abbiamo molti più' giorni per vivere, abbiamo ogni giorno per vivere, ogni giorno per contenere la morte e un solo giorno per morire, io non voglio restare attaccato a quel solo giorno, scelgo di vivere una buona vita, ricordandomi che la vita ha senso perche' esiste la morte.
Vivere significa amare, amare significa comprendere, comprendere significa accettare e trasformare. Io voglio sentirmi vivo, voglio sentire il mio corpo, voglio ballare con il mio corpo, voglio esultare con il mio cuore, voglio immaginare e trasformare con la mia mente, questo e' ciò' che voglio. Per me oggi vivere e' ritornare all'origine, ritornare a me, ritornare a ciò' che mi e' stato donato, ritornare alla mia misura, a ciò' che posso fare a ciò' che posso essere e realizzare, ritornare alla gratitudine. Si può' vivere senza paura, si può' vivere senza rancore, si può' vivere senza rimorsi, io sono un uomo libero, io voglio essere libero, voglio essere libero di essere me stesso, voglio essere libero di realizzare me stesso, voglio essere libero di amare me stesso, questo e' ciò' che conta, in questo magnifico disegno ci saranno persone, cose, situazioni, immagini che potranno rientrare ed altre che non potranno rientrarci, nessun dolore per quelle che non potranno rientrarci, il mio tempo e' finito e proprio perché' finito non può' contenere infinite cose, persone, situazioni, immagini, ne può' contenere 10 100 1,000 10,000 100,000 ma e' finito. Io voglio guardare la vita, voglio lasciare questi zaini che fino a qui mi hanno accompagnato, mi sono illuso di essere un artista, mi sono illuso di essere capace di sentire, io non ero, io non sentivo, io solo reagivo, oggi voglio interagire con me stesso, voglio dialogare con me stesso, voglio rispondere a me stesso prima di rispondere agli altri e alla vita, voglio interagire con gli altri, voglio ascoltare gli altri per conoscere gli altri per interagire con gli altri. Voglio ascoltare il loro punto di vista, voglio contenere la loro capacita e voglio contenere la loro incapacità', voglio vivere in pace. Io questo lo voglio ricordare ogni giorno. Vivere nella pace, che non vuol dire nella passività, vuol dire nell'interazione e nell'integrazione.
Mi voglio ricordare che non c'e' soltanto il bianco e il nero, ma ci sono migliaia di sfumature di grigio ed e' in quelle sfumature che accade la vita, e' in quelle sfumature che noi ci trasformiamo, e' in quelle sfumature che noi cambiamo faccia, cambiamo corpo, cambiamo espressione, cambiamo idea, ma siccome sono sfumature non le vediamo, le ritroviamo solo trasformate quando sono o bianche o nere. Non vediamo le sfumature di grigio, io voglio vedere le sfumature di grigio, voglio vivere e partecipare ai miei giorni uno per uno, voglio vivere e partecipare alle mie ore una per una, voglio vivere e partecipare ai miei minuti uno per uno, non voglio perdermi la vita, non la voglio saltare, non voglio passare dal bianco al nero, voglio vedere sentire toccare respirare assaporare, aderire alle sfumature, alle pieghe dei giorni che vivo, ogni istante, ogni piccolo momento e' il momento di vivere, ogni parola detta e' preziosa, ogni silenzio e' prezioso e ricordandomi di questo ci sarà' una magia, la magia della vita. La vita e' magica quando la scopro nelle pieghe, la vita e' magica quando scopri una sfumatura, quando scopri una ruga, quando senti un dolore al ginocchio, quando nasce una idea, quando fai una carezza, quando leggi una riga, quando incroci uno sguardo, quando accompagni un bambino, quando stringi una mano forse dovrò' andare più' lentamente, forse dovrò' fare meno cose, forse mi dovrò occupare di me ogni giorno, ma se lo faro' saro' libero dalla morte, libero dall'attaccamento, libero dalla paura e senza paura quante cose meravigliose si possono fare, senza attaccamento quante cose meravigliose si possono fare, senza rimorsi e recriminazione quante cose meravigliose si possono fare, io sento questo, sento che questo e' il mio momento, e' il momento in cui posso vivere finalmente la mia vita, posso amare finalmente la mia vita, non appena si manifesterà' completamente saro' in grado di amare una donna, saro' in grado di amare mia madre e mio padre, saro' in grado di amare ogni essere umano, saro' in grado di amare deliberatamente ogni essere vivente che incontro, saro' capace. Sono capace, ora io sono capace e prendo responsabilità' su di me di questa capacita', la capacita' di saper amare, di saper rispondere, di saper contenere, di saper interagire, di saper mantenere vivo in me il conflitto che porta al confronto, questo e' magico, questa e' la magiam questa e' la conoscenza.
La magia della fede, la fede in qualche cosa di superiore, la fede che da solo posso fare una parte, la fede in me stesso, la fede nella vita, io ho fede nella vita, ho fede nel cielo, ho fede nell'universo, ho fede nel mio cuore, nella mia pancia, da dove una risposta mi e' sempre arrivata quando l'ho chiesta con umiltà, ho fede nella mia capacita' di resistere alla frustrazione, alla paura, al dolore, alla fuga, ho fede nella mia capacità di provare gioia, amore, compassione, partecipazione, gratitudine, collaborazione, non voglio scappare voglio partecipare. Voglio essere un Uomo!
Chiunque di voi si sente di poter aderire al Manifesto dell'Uomo Nuovo mi segnali il suo interesse!
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lunedì 28 novembre 2011
Iper-realismo!
Nella societa' dominata dalle immagini mi sono chiesto perche' e' diventato necessario superare la realtà, non e' gia' abbastanza un'immagine reale, c'e' bisogno di una immagine iper-reale?
Provero' a rispondere alla seguente domanda prendendo spunto dal lavoro di un artista, scenografo che e' diventato certamente il porta bandiera del movimento iper-realista: Ron Mueck.
La sua capacita' di ricreare la realta', aumentandola nelle dimensioni senza perdere le proporzioni e' straordinariamente ed incredibilmente toccante; restate qualche minuto con lo sguardo sull'immagine che vi ho proposto poco fa e scoprirete che qualche cosa inizia a muoversi in voi, un avvicinamento, un magnetismo che vi impedisce di staccare lo sguardo, non riuscite a togliere lo sguardo dalle pieghe, dagli occhi semi-chiusi, dall'espressione imbronciata, e potrei continuare ma potete farlo direttamente voi, attraverso l'osservazione cercando pero' di non perdervi nell'opera, cercando di ascoltare cosa produce dentro di noi la vista dell'immagine.
La nostra vita e' caratterizzata da un bombardamento costante di immagini, la maggior parte ci arrivano e non ce ne accorgiamo neppure, semplicemnte veniamo suggestionati da qualunque cosa, senza la corretta distanza e attenzione siamo preda e schiavi di questo ineffabile predatore, l'immagine, la forma, il contenitore. I nostri sensi sono i ricettori che ci permettono di posizionarci costantemente nello spazio, nel tempo, nel luogo in cui ci muoviamo, percependo i pericoli, i piaceri, il disagio e mille altre sensazioni che ci arrivano proprio dai sensi. Data l'enorme sollecitazione visiva siamo arrivati ad una specie di assuefazione, provate ad immaginare le immagini del dittatore Gheddafi o del Capo di Al Queda Bin Laden, immagini cruente, devastanti, nonostante tutto immagini di esseri umani nella condizione di morte violenta; a qualcuno sono certo l'immagine a dato molto fastidio, forse alla maggioranza di noi ma quello che voglio dire e' che ormai le immagini di morte e violenza sono cosi' ripetitive che ci passano davanti allo stesso livello di un'immagine del double cheeseburger di Mc Donald's, di una Fiat Panda, o del viso di un neonato.
Il lavoro di Mueck o in generale degli artisti e' quello di ri-interpretare la realta' e riconsegnarcela per una riflessione piu' profonda, piu' radicale, piu' intima, piu' attenta; la prima quindi che mi salta all'occhio e' che abbiamo appiattito tutto, la nostra vista, il senso che sembra essere piu' sollecitato non e' piu' in grado di differenziare le immagini e quindi le subisce senza piu' riuscire a ricercare le immagini migliori, quelle in grado di sollecitare la nostra parte migliore, nello stesso tempo, il problema piu' grave e' che l'immagine non e' separata dal nostro sentire, la vista e' collegata al nostro essere in modo organico e noi non possiamo fare a meno di ricevere il bombardamento, quindi spesso e volentieri ci sentiamo male senza nemmeno sapere il perche', una cosa pero' ci e' data per fortuna che e' la coscienza, cioe' ricordarci costantemente che noi siamo una prateria nella quale chiunque puo' scorrazzare senza che ce ne accorgiamo, e che l'unica arma di difesa che abbiamo e' quella di selezionare a monte dove appoggiare il nostro sguardo; questa coscienza o ancor piu' consapevolezza puo' manifestarsi se e' chiaro in noi il disegno della vita che desideriamo vivere, del perche' stiamo vivendo e come possiamo avvicinarci a quello stato di grazia, gratitudine, gioia profonda che si chiama equilibrio.
Insomma uno sforzo per la nostra liberta' lo possiamo fare, uno sforzo semplice semplice ma di una potenza inaudita, vi sollecito a provare, quindi ogni volta che qualcuno vi vorra' mostrare un'immagine cruenta oppure il vostro sguardo andra' verso qualche cosa che non vi fa muovere verso il vostro miglior se', allora per un istante chiudete gli occhi e teneteli chiusi fintanto che l'immagine non e' scomparsa e scoprirete che abbiamo molto piu' potere sulla nostra vita di quello che ci hanno fatto credere fino ad oggi, ma soprattutto scoprirete che la gioia, la pace, l'equilibrio dipendono esclusivamente da noi!
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Immaginazione applicata!

In questi passati giorni, ultimi dieci giorni, sono stato totalmente occupato dal mio lavoro, mi sono reso conto che molte volte cio' che facciamo ci assorbe completamente, totalmente senza lasciare spiragli a null'altro.
Di solito, e per fortuna, accade per un tempo determinato che possiamo in qualche modo gestire e contenere, quando pero' supera una certa soglia allora le cose si complicano perche' rimaniano imbrigliati ed impantanati come nelle sabbie mobili, piu' cerchiamo di sfuggire e ci muoviamo, piu' veniamo inghiottiti.
"L'immaginazione è più importante della conoscenza" (Albert Einstein)
In quel momento esatto l'unica cosa che ci puo' salvare e' l'immaginazione.
La mia liana per uscire dall'identificazione lavorativa e vitale e' stata la frase appena scritta, che ho letto in questi giorni e che ho voluto completare con il verbo: applicare! (accostare un oggetto ad un altro, far aderire; oltre il senso materiale ha anche un senso figurato, darsi, mettersi a fare una cosa con proposito)
L'immaginazione applicata e' uno stato interiore che mette in relazione, accosta, fa aderire le tre diverse parti che ci compongono, la mente, il cuore, l'azione. Le mette in relazione per farle collaborare e per permetterci di manifestare il meglio che siamo in grado di pensare, sentire, fare!
Spesso, troppo spesso ci manifestiamo con una sola parte di noi, la parte che piu' facilmente abbiamo sviluppato, che abbiamo allenato perche' ci veniva facile e perche' non ci siamo mai resi conto che eravamo composti di tre parti, almeno.
Noi tutti ci realizziamo nella nostra esistenza ottimizzando quello che dalla natura riceviamo, quello che dall'educazione riceviamo, quello che dai nostri studi riceviamo, e passiamo la nostra vita ricercando uno stato di equilibrio e pace che troppo spesso raggiungiamo a sprazzi ma non siamo in grado di rendere permanente.
Quello che sto provando a fare e' una ottimizzazione allargata, cioe' dopo aver realizzato in me una visione, un'immaginazione, un sogno, un'allucinazione, applicarla: comprendere che i miei pensieri rispondono ad una visione, ma che hanno una velocita', che hanno un peso, che hanno una realizzazione concreta che segue delle leggi di natura, che deve inevitabilmente essere collegata ad una emozione, deve essere portata dall'emozione, collegandosi al piacere di realizzarla, percependo a fondo l'importanza di realizzarla, cosi' finalmente siamo in grado di preparare un piano di azioni concreto in grado di supportarci per il tempo necessario alla sua realizzazione, il tempo e' lo spazio che abbiamo previsto di concretizzazione; potrebbe durare anche una vita intera, potrebbe anche realizzarsi solo parzialmente in questa vita oppure potrebbe essere realizzato a piccoli obiettivi separati che realizzano poi un disegno finale.
Per realizzare tutto questo e' necessario, fondamentale, sciogliere i nodi che negli anni abbiamo accumulato: insicurezze, fallimenti, paure, attaccamenti, sono tutti pesi, ostacoli che sul percorso ci rallenteranno, ci faranno cambiare piano di azione, ci faranno ridimensionare la nostra immaginazione applicata, riducendoci e quindi riducendo la nostra capacità realizzativa, finendo cosi' la benzina a meta' della strada.
L'immaginazione deve essere grande, deve essere utopica per certi versi, l'utopia ha permesso agli uomini di realizzarsi, l'utopia ha permesso agli uomini di sviluppare la neo-corteccia cerebrale che ci distingue profondamente da tutti gli altri esseri viventi su questo pianeta. Se non immaginiamo qualche cosa di straordinario non si attiveranno le aree cerebrali di piu' recente formazione, non ci saranno neuroni che vanno a presidiare una nuova aree cerebrale per trovare una risposta alla grande domanda, alla grande immaginazione e noi non farmeo altro che riprodurre ogni giorno le nostre stesse risposte, scoprendo poi che non ci siamo mossi ne' dentro di noi, ne' fuori di noi neppure di un metro.
Ricapitolando: gia' realizzare un equilibrio tra le tre parti che ci compongono e' una impresa, gia' riuscire ad immaginare per noi e per la nostra vita qualche cosa di straordinario e' un'altra impresa, infine se siamo riusciti a trovare un equilibrio, ad immaginare in modo straordinario ci manca ancora un pezzetto del viaggio, la concretizzazione, l'immaginazione applicata che e' la grande impresa che ad ognuno di noi e' dato di poter realizzare per sua stessa natura e che solo pochi di noi, credono e decidono di intraprendere e qui svelo il punto nevralgico: tutto quello che ci siamo detti risponde ed e' possibile solo se realizziamo un piccolo, banale, semplice comportamento, un comportamento che ci possiamo permettere soltanto noi esseri umani: decidere, prendere una decisione, rispondendo alla domanda, "che cosa voglio veramente dalla mia vita?!"
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